Snap – Ep. 2 – Retribuzione

È disponibile per l’ascolto la puntata 2 del mio podcast Snap – Architettura Imperfetta, sia sulla piattaforma Spreaker che su iTunes;.

In questa puntata l’argomento è la retribuzione: dopo aver fatto due righe di conti per scoprire quanto rimane in tasca ad un architetto dopo un anno fiscale, passo in rassegna un’app ed un tool che aiutano ad aumentare la consapevolezza fiscale nella gestione di una partita iva.

Buon ascolto!

Note dell’episodio

Survivor Hacking, podcast di Davide Gatti

WWDC 2018

Puntata del podcast TechnoPillz con il commento live al WWDC 2018

iOS 12

macOS Mojave

L’articolo di Marta Brambilla da cui prendo spunto per questa puntata

L’ebook L’Iva Funesta

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Modello contabile per freelance di Numbers

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Mude e Mac: incubo finito

Finalmente, dopo anni di fatiche e frustrazioni, è arrivo il momento in cui posso dire che l’incubo è finito.

Si può accedere alla piattaforma Mude anche da Safari.

Era ora!

Ma qual’è il barbatrucco?

La parola magica è SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale, che permette di accedere alle piattaforme delle amministrazioni pubbliche usando un unico ID utente ed un’unica password.

Come si fa

Per ottenere la propria SPID, oltre ad avere a corredo la normale fornitura di documentazione personale e servizi web a disposizione di una persona che vive nel 20181, bisogna scegliere un Identity Provider; c’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il fornitore di questo servizio:

  • Aruba;
  • InfoCert;
  • intesaID;
  • NamiralID;
  • PosteID;
  • SIELTEid;
  • SpidItalia;
  • TIMid.

Ho scelto il secondo servizio in elenco, senza particolari motivazioni: una volta compilati i campi con i dati richiesti, si potrà effettuare il riconoscimento dell’identità del richiedente tramite firma digitale2. Per completare la procedura ci saranno voluti una quindicina di minuti, dopodiché ho atteso un paio di giorni per ricevete la mail di conferma di attivazione del servizio.

Due avvertenze:

  • durante la procedura si arriva ad un punto in cui viene richiesta la verifica della propria identità tramite firma digitale e smart card (nel mio caso): speravo che la prova funzionasse con Safari, ma l’esito è stato negativo; con Firefox invece la prova ha funzionato ed ho potuto proseguire con l’identificazione con firma digitale:
  • il servizio è gratuito per i primi due anni.

Proviamo

Tutto speranzoso mi lancio sul sito istituzionale del Mude e nella pagina di accesso alla scrivania del professionista noto con piacere che ora è possibile accedervi tramite SPID o tramite firma digitale: visto che la seconda opzione la possono usare solo i professionisti che sono dotati del sistema operativo Windows, scelgo la prima e…

No SPID di secondo liello no party

Calma e sangue freddo

Sorpreso, ma per nulla scoraggiato (il Mude ed io ci conosciamo da anni), contatto il fornitore del servizio SPID, InfoCert nel mio caso, tramite la chat online disponibile sul loro sito per sapere che la piattaforma Mude richiede il livello 2 di autenticazione e quindi ho subito richiesto quale peripezia avrei dovuto affrontare per riuscire ad ottenere questo livello di autenticazione.

Niente di più semplice: basta installare sullo smartphone l’applicazione InfoCertID che permette di ottenere un token di autenticazione da inserire quando si accede alla piattaforma Mude (e per estensione anche agli altri portali delle amministrazioni pubbliche che richiedono il livello 2 di autenticazione) ed il gioco e fatto: Mude da Safari!

Bonus, inatteso

Appena due giorni dopo di festeggiamenti e balli serali in spiaggia con un alto tasso alcolemico, ho ricevuto la newletter 35 dell’11 giugno 2018 dal Sig. Mude, di cui riporto uno stralcio:

Nell’ambito delle attività volte a rendere maggiormente fruibile e agevole la compilazione della modulistica MUDE, si sta operando il progressivo passaggio alla compilazione off line. La compilazione off line avverrà scaricando sul proprio PC il modello e quindi effettuando la compilazione con il solo utilizzo di Adobe Reader. La compilazione off line permetterà di superare gli inconvenienti derivanti dalla configurazione del browser con il plug-in Adobe (si potrà utilizzare qualsiasi browser per accedere e operare in MUDE), nonché quelli di accesso dalle piattaforme con sistema operativo MAC, mantenendo valide tutte le operatività sui controlli di completezza e coerenza delle dichiarazioni/asseverazioni presenti nel modello, garantendo così ai sistemi informativi comunali la consueta congruità informativa fra il contenuto del modello e i dati acquisiti sui propri sistemi. […] l rilascio in esercizio di questi modelli è previsto per l’inizio di Luglio 2018, con successive comunicazioni saranno fornite indicazioni precise su data e orari del fermo servizio.

Un’altra bottiglia di birra, grazie!

Riassunto e ringraziamenti

L’attivazione di SPID è sufficiente per gli utenti che utilizzano macOS per accedere alla piattaforma Mude, compilare il modello PDF editabile con Safari, allegare i documenti firmati digitalmente e concludere la pratica.

La concessione fatta agli utenti Mac di compilare il modello off line è un plus, a meno che Safari ed Adobe DC smettano di andare daccordo: è nettamente prevalente l’intento di evitare di chiudere l’accesso alla piattaforma Mude ad un solo browser (Internet Explorer) come lo era fino a pochi giorni fa.

Proprio su questo tema voglio ringraziare Nicola Losito: quando scrissi l’articolo Mude e Mac: addio, lo lesse e lo inoltrò ad un suo amico di vecchia data che lavora nei piani alti del Ministero: in questo vicenda, credo che due cambiamenti avvenuti così a breve giro di posta non siano coincidenze.

Ma anche se lo fossero, lo ringrazio comunque per tener alti i valori di un’informatica ed un web umani.


  1. un indirizzo e-mail, il numero di telefono del cellulare, un documento di identità valido (uno tra: carta di identità, passaporto, patente, permesso di soggiorno), la tessera sanitaria con il codice fiscale. 
  2. è possibile effettuare il riconoscimento anche online tramite webcam o presso un InfoCert Point, entrambi i servizi sono a pagamento. 

WWDC 2018: Dark Mode, di nome e di fatto

Lunedì sera abbiamo assistito al keynote più opaco che abbia mai visto: giusto per capirci, se questo fosse un file audio, avrei risposto alla domanda “com’è stata questa WWDC?” con un bel suono di grilli nella notte…

Per fortuna ho seguito l’evento in diretta in compagnia di tre personaggi di tutto rispetto e le due ore abbondanti sono davvero passate in fretta; per chi volesse sentire un commento critico dell’evento è disponibile la registrazione della puntata speciale del podcast TechnoPillz.

Di seguito cito le principali novità; mi preme però sottolineare che in questa conferenza sia stato spiegato in modo lapidario che Mac ed iOS rimarranno separati. Amen.

Discorso diverso è riservato alle app che in futuro potranno godere di un passaggio molto più facile da iOS a macOS.

iOS 12

iOS 12 is designed to make your iPhone and iPad experience even faster, more responsive, and more delightful.

  • aumento della stabilità e velocità del sistema operativo, soprattutto nei sistemi installati su iPhone ed iPad con qualche anno sulle spalle. Qualcuno ha detto iPhone 5S ed iPad Air? Esatto, li ho entrambi e quindi spero di vedere dei miglioramenti in modo tangibile. In ogni caso è notevole che possa essere installato sullo stesso hardware di iOS 11, stavo dando per morto il mio iPhone…
  • scorciatoie di Siri (Siri Shortcuts) Già questo la dice lunga: sono una diretta estensione dell’applicazione Workflow, la cui software house è stata acquistata da Apple…

iOS12 Siri Shortcuts Library 06042018
– app di sistema mesaures che fa quello che dice: prende misure e dimensioni degli oggetti tramite l’utilizzo della realtà aumentata. Da quel che è stato possibile vedere durante la presentazione, è un livello base di misurazione: fissato il punto da cui misurare, si sposta l’iPhone o iPad verso il secondo punto per ottenerne la misurazione. Sarà possibile prendere più misurazioni nella stessa sessione di misurazioni salvando un’immagine dell’oggetto con le etichette delle misure prese. Ad oggi non so nulla sulla precisione della misurazione e sullo scarto rispetto alla misurazione reale…

Lascio ai lettori il giudizio dell’impatto nelle loro vite digitali della nuove funzionalità Screen Time che fornisce un rapporto dettagliato sul come si spende il proprio tempo con app, siti web, ecc.

Al contorno un sacco di Animoji che si possono vedere alla pagina dedicata nello spazio web di Apple.

macOS Mojave

Now macOS Mojave brings new features inspired by its most powerful users, but designed for everyone.

Oltre agli intenti di cui sopra potremo godere del:
– miglioramento del controllo della privacy e della protezione dei dati;
– miglioramento delle performance dell’accesso al disco di sistema.

Al contorno di queste novità ci sono delle belle funzioni come Dark Mode, che rende l’intera interfaccia grafica del sistema in toni scuri, implementato in modo intelligente in associazione col desktop cangiante (Dynamic Desktop) in base al variare delle ore del giorno o le funzioni aggiuntive che ha guadagnato il Finder (la vista gallery con la possibilità di modificare al volo il file tramite Quick Actions1) o le maggior sinergia tra Mac e iOS nella fase di acquisizione immagini e documenti (Continuity Camera).

iMac macOS dark mode finder preview 06042018

La nuova funzione di organizzazione dei file sulla scrivania, chiamata Stacks, non fa per me: tengo la scrivania il più sgombra possibile più che altro per una questione di ordine mentale, ma riconosco che in certi casi possa esser utile questa funzionalità per riordinare le idee. In sintesi vengono create delle pile dei documenti presenti sul desktop raggruppati per tipo, ma non solo: si potranno organizzare per data, tag, metadata, ecc.

macOS preview Stacks Finder screen 06042018
Rimando alla pagina dedicata per farvi un’idea di cosa sarà macOS Mojave che, dopo il commento in diretta trascorso con i miei amici dal commento tagliente, rimarrà per sempre Mojito.

watchOS 5 e Apple TV

Com’è il tempo oggi da voi?


  1. ruotare le immagini, proteggere con password i documenti, tagliare video, far partire workflow creati con Automator, creare delle annotazioni, esportare in PDF, ecc. 

WWDC 2018: commento live

Lunedì 4 giugno ci sarà il natale estivo: come ormai saprete è il nomignolo con cui chiamo affettuosamente la conferenza annuale per gli sviluppatori di applicazioni del mondo Apple in cui vengono annunciate in primo luogo le novità software ma spesso e volentieri vengono annunciate anche le novità hardware.

TP WWDC18 Cover

Dopo la positiva e bellissima esperienza del commento live del keynote dello scorso 5 giugno, anche quest’anno saremo in diretta nel programma TechnoPillz, trasmissione del network di podcast RunTime Radio, in cui da poco ho iniziato a far parte in modo attivo anche io.

Oltre all’inossidabile ed indomito conduttore Alex Raccuglia, ci saranno con noi:

Come sempre il tono sarà molto scanzonato, meno da groupie con sindorome da GAFAM1 e più da utenti di lungo corso e smaliziati, che usano e si sporcano le mani con gli strumenti messi a disposizione da Apple, nel bene e nel male.

Maggiori informazioni si potranno trovare sulla pagina Facebook e per ora vi lascio il trailer registrato per l’occasione.

A lunedì, ore 19, puntuali!


  1. Definizione presa in prestito da Walter Vannini: GAFAM è l’acronimo di Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft. Ovvero i 5 cavalieri dell’apocalisse dell’economia dei dati. Più informazioni sul podacast DataKnightmare che aprirà gli occhi di molti ascoltatori con le sue parole. 

Snap – architettura imperfetta

Martedì 22 è stata una giornata speciale per me: grazie all’aiuto di Alex Raccuglia1 ed al supporto di RunTime Radio sono riuscito a realizzare un mio sogno nel cassetto.

È nato il mio podcast2: Snap – architettura imperfetta.

La bellissima immagine di copertina è merito di Alex: molto diversa e decisamente meno affascinate la base che gli avevo fornito, ma il suo tocco l’ha trasformata.

Ad oggi sono stati pubblicati due episodi:

  • la puntata 0 è una breve chiacchierata in cui spiego la filosofia del podcast;
  • nella puntata 1 racconto invece le sensazioni del primo approccio con la metodologia BIM.

Il podcast è disponibile per l’ascolto sia sulla piattaforma Spreaker che nel catagolo podcast di iTunes.

Di seguito riporto la breve descrizione di questo progetto.

Confessioni di un architetto informaticamente pericoloso.

Diario di un freelance del settore della progettazione edile che cerca di raccontare le esperienze, le avventure, le delusioni della propria vita professionale.

Senza alcuna pretesa di insegnamento, con un occhio di riguardo per gli strumenti informatici usati in ambito Apple, cerco di fermare i pensieri in questo podcast divulgativo per un confronto tra amici e colleghi.

In questi primi giorni di pubblicazione è stata riservata una calda accoglienza al podcast: davvero al di sopra delle mie aspettative!

Con queste righe volevo ringraziare di cuore tutti gli ascoltatori che hanno trovato il modo di dedicare tempo all’ascolto e di lasciarmi dei feeedback, nonostante questa vita caotica.

Grazie.


  1. è il padre spirituale di questo podcast! Lui più di chiunque altro mi ha spronato ad affrontare questa avventura, mi ha sostenuto nei momenti di incertezza, mi ha dato gli strumenti ed i consigli che solo un podcaster/sviluppatore del suo livello può dare. Senza considerare che mi ha accompagnato ed introdotto nella più grande famiglia di RunTime Radio che mi ha accolto a braccia aperte. Prima come ospite del podcast musicale MdB SR, con gli speciali di TechnoPillz sul WWDC ed infine riservando del tempo e dello spazio per una mia trasmissione. 
  2. se vi state chiedendo cos’è un podcast e la pagina di Wikipedia vi sembra troppo prolissa, ve lo spiego in poche parole: è una trasmissione radio che si può ascoltare in differita. 

Mude e Mac: addio

Ricevo settimanalmente la newsletter del mio Ordine professionale di appartenza e nell’ultima edizione ho letto con interesse la stesura del documento nato dall’incontro tra il Focus Group Procedure Edilizie 1 ed il referente della piattaforma regionale MUDE Piemonte.

Il testo descrive i vantaggi dello strumento e offre preziosi consigli per utilizzare al meglio la piattaforma.

MA

Italy vs Mac

MAVAFF!!!!!!

Quindi il risultato è:

  • fuori macOS.
  • fuori Firefox.
  • tra le righe si può leggere che iOS ed Android non sono pervenuti, mentre Linux non è nemmeno considerato.

Non ho avuto modo di sperimentare da quando sono passato a Sierra, ma con mio rammarico e schifo devo confermare che non è possibile accedere al portare del Mude col Mac utilizzando Safari.

Con Firefox è ancora possibile, ma non è possibile aprire le istanze in formato pdf editabile. E quindi l’utilizzo del portale con Firefox è fortemente limitato.

Se qualcuno è rimasto ad El Capitain può tentare di utilizzare la triade funzionante ma non posso garantire nulla.

Considerazioni

A marzo 2017 marcava male.

Con questa comunicazione la cosa è oltremodo peggiorata.

Collegandomi alla questione degli applicativi rilasciati dall’Agenzia del Territorio aka Agenzia delle Entrate aka Catasto che sono compatibili solo con Windows anche il Mude ha dichiarato di essere sulla stessa linea di pensiero.

Futuro

Questi incapaci2 che sviluppano queste piattaforme ed i relativi superiori di pari livello intellettuale che dettano le regole credo che siano confinati all’interno di camere pressurizzate ferme al 1980.

Giusto per togliermi lo sfizio, mando un simpatico tweet a Tim Cook. Magari si è fatto una risata. Magari anche no.

Italy vs Mac

Ma per quanto riguarda questa situazione, ho intenzione di non stare a guardare e ho in mente un paio di interventi istituzionali.

Almeno di molto qualche sassolino.

Aggiornamento del 18/06/2018

Problema risolto!


  1. Il focus group è un gruppo di lavoro istituito dall’Ordine degli Architetti di Torino, suddivisi per aree tematiche 
  2. ed è un complimento… 

Mac ed iOS: Autodesk SketchBook Pro gratuito

Disponibile gratuitamente da oggi la versione Pro di Autodesk SketchBook, sia per Mac che per iOS: applicazione golosa soprattutto abbinandola al recente aggiornamento della linea di iPad.

Da iOS basta semplicemente recansi nell’ App Store ed effettuare il download, mentre per la versione Mac si deve passare dal sito internet ufficale e non dal Mac App Store.

Informazioni dettagliate sulla novità direttamente dal forum ufficiale di Autodesk.

Grazie infinite per la dritta data da Cristiano