Sensori vegetali nelle Senseable City

Ascoltando il Podcast 2024 di Enrico Pagliarini del 12 ottobre 2013 il collegamento con le Senseable City teorizzate dall’Arch. Ing. Carli Ratti è stato fulmineo.

Il conduttore Enrico Pagliarini ha intervistato in questa puntata, tra gli altri ospiti, il professore universitario Stefano Mancuso, direttore del laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale dell’università di Firenze LINV.

Durante l’intervista il professore ha spiegato che le piante non sono organismi passivi, ma sono sensibili più degli animali. Quindi si può sfruttare questa proprietà “sensitiva” delle piante ed invece di andare ad infilare dei sensori nelle cose, si possono utilizzare delle cose (le piante) piene di sensori, che sono già sensori di loro e sono dappertutto, considerato che il 99,7% della biomassa del pianeta è fatto da vegetali.

Inoltre le piante si trasmettono tra di loro le informazioni tramite molecole chimiche volatili su ogni aspetto dell’ambiente, di fatto sono una rete internet naturale: le informazioni riguardano la presenza di inquinanti nell’atmosfera, di acqua, di patogeni, di ostacoli, di persone o fuochi.

I segnali all’interno della pianta sono del tipo elettrico: allo stato attuale si è decodificato il segnale di ricezione di luce naturale, bianca, blu o rossa ed i livelli di ozono, ossido nitrico e polveri sottili.

Nel prossimo anno e mezzo si prevede di ampliare la panoramica degli inquinanti e di avere anche informazioni provenienti dal suolo, captate dalle radici.

Tra i 5 e i 10 anni si potrà avere una mole di informazioni incredibile sull’ambiente, registrate tramite oggetti che attualmente costano 10 euro cadauno e che nel prossimo futuro costeranno pochi centesimi: ad esempio nei viali delle città potremmo avere il livello di inquinamento, in tempo reale, con un precisione di 0,5 metri, talmente precisi da sapere se si è fermata una macchina sotto la pianta; si potranno quindi avere dati in tempo reale sul traffico, anche tramite l’aumento delle vibrazioni, altro dato che le piante percepiscono.

Si tratterebbe di una rete ad altissima risoluzione con nodi posti a mezzo metro con al momento 25 parametri per nodo.

Un’altra applicazione dell’utilizzo di questi dati è, per esempio, il controllo degli incendi boschivi: con una semplice maglia di 20 metri si potrebbero controllare molto semplicemente vaste aree avendo in tempo reale l’allarme dell’inizio dell’incendio offrendo la possibilità di intervenire prontamente.

Indubbiamente la possibilità di utilizzare le piante come sensori ed utilizzare apparecchi a basso costo che possano decifrare questi dati porteranno delle ripercussioni molto forti nel controllo e gestione di aree e città, trasformando queste ultime in Senseable.

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