iOS 10: Apple Home

Durante il Keynote tenuto da Apple alla conferenza mondiale degli sviluppatori WWDC 2016 di lunedì sera, oltre alla presentazione dei nuovi sistemi operativi macOS Sierra, tvOS e watchOS 3, è stato presentato anche il futuro sistema operativo iOS 10 (disponibile da questo autunno) che introduce l’applicazione Home: si tratta di un centro di controllo dei dispositivi smart presenti in casa; non sarà solo un semplice contenitore di impostazioni in sola lettura, ma potrà andare a cambiarle in ogni dispositivo.
Altre caratteristiche di Home sono la sincronizzazione tramite iCloud e l’utilizzo con i comandi vocali di Siri.

Dai primi tentativi di introduzione di oggetti Smart all’interno della Domotica delle abitazioni, di acqua sotto i ponti ne è passata e ritengo che il mercato sia maturo per sfruttare a pieno questa possibilità offerta da Apple, introdotta in iOS 8 e migliorata in iOS 9, ma tutto sommato limitata rispetto alla versione che verrà rilasciata in autunno.

Per leggere le prime impressioni sul campo di Home di iOS 10 beta, rimando all’articolo di Maurizio Natali di Saggiamente ed all’artcolo di Zac Hall di 9to5mac.

Aggiornamento

Oltre all’app dedicata ad HomeKit a cui si integra tutto l’hardware di casa, aggiungo alcune caratteristiche di Home.app che mi sono appuntato guardando il keynote:
– integrazione con il notification center: è stato mostrato durante il keynote che se una persona suona al citofono integrato con HomeKit, arriva una notifica interattiva sul telefono e compare il video della persona che sta suonando al videocitofono;
– utilizza il Geofencing: quando arrivi vicino a casa si può automizzare l’apertura del garage, ad esempio;
– l’app funziona sia su iPhone, iPad ed Apple Watch.

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3 pensieri su “iOS 10: Apple Home

    1. Conoscevo il secondo articolo ma non il primo: grazie Sabino per la condivisione! Sono problemi non di poco conto: la sicurezza informatica spesso è sottovalutata, come gli “esperimenti” delle case automobilistiche che pensato auto facilmente hackerabili, come anche la sicurezza dei nostri dati (informatici e personali) spessa lasciati incustoditi inconsapevolmente … Senza parlare dello spettro della Internet Of Things con i virus già circolanti. Ma d’altra parte, lo sviluppo passa anche da questo tipo di esperienze: c’è qualcuno che pensa ad un sistema, qualcuno che trova come bucarlo, qualcuno che migliora il sistema. Quando funziona. Molto più preoccupante quando non ci sono più sviluppi per una piattaforma perchè qualcuno di più grande l’acquisisce e decide di chiuderla…

  1. Tutto sino ad oggi ha mostrato che l’IoT è stata affrontata dai produttori con soluzioni software che dalla connettività H24 su web non hanno capito il pericolo costante che arriva. Il default quando si è esposti sul web è che si sarà attaccati con una sicurezza del 100% … bisogna minimizzare “le tracce” che si lasciano.

    Detto ciò, le implementazioni di Apple in genere sono molto ben ponderate a arrivano quando c’è una più che ragionevole certezza di sicurezza (e performance e funzionamento).

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