È passato qualche giorno dalla presentazione dei nuovi MacBook Pro Retina 13″ e 15″: ho così avuto tempo di chiarirmi le idee e leggere le tante, tantissime, reazioni che questa presentazione ha suscitato. Nel bene e nel male, indubbiamente non ha lasciato gli appassionati indifferenti…

La mia speranza dell’abbandono dei processori Intel in favore dei processori ARM non si è avverata. Risultato? Che mentre Apple aspetta che Intel torni dalla terza parte del loro nuovo corso sintetizzabile in “Tick Tock Vado-in-vacanza”1, noi ci dobbiamo accontentare dei chipset Sky Lake. Presumibilmente per il 2017, sempre che Intel non trovi code al casello al rientro, verranno rilasciati i nuovi chipset Kaby Lake adatti alle linee Apple. C’è da dire che anche i nuovi Surface Studio e Surface Book sono equipaggiati con lo stesso chipset2: prima o poi Intel tornerà dalle vacanze, sempre che ARM non arrivi prima.

Detto questo, personalmente i nuovi MacBook Pro mi piacciono e, avessi le possibilità, lo comprerei anche, color Grigio Siderale senza dubbio. Entro in pieno nel target dell’utilizzatore tipo di questo MacBook Pro, ma mi rendo conto che non è per tutti i professionisti…

Le novità

Essendo un portatile, con la scorta della mia esperienza d’uso in ambito lavorativo, la prima cosa che sono andato a vedere sono le dimensioni ed il peso.

Nel mio immaginario, il portatile più leggero è il MacBook Air: sarà per il nome, sarà perchè alla presentazione è stato tirato fuori da una busta da Steve Jobs o sarà perchè quando lo utilizzai mi dava proprio la sensazione di leggerezza.
Fatto sta che il nuovo MBPr 13″ pesa quanto un MBA 13″ (1,37 kg e 1,35 kg rispettivamente); lo spessore di 1,49 cm del MBPr 13″ è minore rispetto allo spessore massimo di 1,7 cm del MBA13″; rispetto all’Air, sono stati eliminati 2 cm in larghezza ed 1,5 cm in profondità (32,5 cm x 22,7 cm le misure dell’Air; 30,41 cm x 21,24 cm le misure del Pro). In pratica, anche il nuovo MacBook Pro 13″ poteva essere sfilato da una busta, solo che le caratteristiche sono superiori all’attuale Air a partire dallo schermo Retina.

MBPr 2016 Schermo

A proposito dello schermo, ha guadagnato lo spazio cromatico P3. Utile per chi si occupa di grafica avanzata; con l’ausilio della retroilluminazione a Led più brillante, del contrasto più elevato, neri più profondi e bianchi più luminosi tutto ciò si traduce in piacere per gli occhi. Ed in ambito lavorativo, è un aspetto di primaria importanza, giusto per non arrivare a casa cieco come Sirio il Dragone.

Passando all’area orizzontale del portatile che permette di utilizzare il Mac, la superficie del trackpad è aumentata; purtroppo non sarà sensibile al tocco di Pencil come fantasticato… In compenso è arrivata veramente la Touch Bar: in estrema sintesi si tratta di una barra touch che visualizza i comandi in base all’applicazione utilizzata. Non vedo l’ora di provarla allo Store: ritengo che avere i comandi principali o scorciatoie a portata di dito sia ben più produttivo che raggiungere gli stessi col mouse navigando tra i menu o andando a cercare il pulsante giusto. Inoltre sono certo che Software House del calibro di Autodesk e compagnia non si lasceranno scappare l’occasione per migliorare la produttività dei propri software3; applicazioni come Final Cut Pro, Photoshop ed Office utilizzeranno questa opportunità da subito; credo che il bello dell’implementazione di questa novità sia ancora tutta da scoprire.

Consiglio di dare un’occhiata alla sezione dedicata alla Touch Bar sul sito Apple, in particolar modo all’esempio di utilizzo Su misura per te.

Peró, attenzione: se l’utilizzo che farete del portatile sarà, anche in previsione, quello di mantenerlo più spesso collegato ad un monitor esterno e posizionarlo su uno stand piuttosto che in mobilità, la Touch Bar rimarrà molto bella e funzionale, ma inutilizzata. Nel caso si opti per il 13″ si potrà scegliere la versione senza Touch Bar, mentre con la versione da 15″ bisogna tenersela. E pagarla. Professionista avvisato, mezzo salvato.

MBPr 2016 Touch bar

Oltre a questa nuova interfaccia, il primo schermo touch mai implementato su di un Mac, è stato aggiunto anche il Touch ID per lo sblocco del sistema rendendo di fatto il MacBook Pro un computer molto sicuro, altro aspetto non banale e di sicuro prioritario nella mente del professionista.

Non nascondo che questa barra touch mi è molto simpatica: oltre ai motivi citati in epigrafe, porta sui Mac un chip ARM, anche se piccolino. Questo chip, T1 è il suo nome, oltre a portarsi dietro la Secure Enclave4 del Touch ID, prende in carico la visualizzazione degli elementi dello schermo della Touch Bar, permettendo di lasciar inalterato il numero di schermi gestibili dai chip grafici Intel e AMD.

In tema di grafica, le versioni da 15″ dei MacBook Pro saranno dotate tutte di scheda grafica discreta AMD: si tratta della Radeon Pro, nelle declinazioni 450 e 455 con 2 GB di memoria o 460 con 4 GB di memoria.

Tornando sull’area orizzontale del Mac, c’è una nuova tastiera. Figlia della tastiera introdotta sul MacBook 12″, l’evoluzione ha comportato un miglioramento del meccanismo sottostante i tasti: dalle immagini sembra molto piatta, tanto quanto quella del MacBook 12″.
Immagno che il feeling non si discosti molto, mi ci ero trovato bene con quella del MB 12″ ma credo di essere uno dei pochi che non ha storto il naso… Inoltre, un periodo di adattamento passando da una tastiera ad un altra, è naturale.

Cosa non c’è

Tasto di accensione.

Quando non utilizzo il portatile, questo si trova chiuso in standby, anche quando lo porto con me in borsa: apro il portatile ed è pronto per ricevere la password del mio utente; lo spengo davvero raramente. Mi piace l’idea di aprire il Mac e sbloccarlo con l’impronta digitale: risparmio di tempo e di gesti. Per chi volesse, comunque, il Touch ID potrà fare da tasto di accensione, come spiegato da Simone Sala di Saggiamente in questo articolo.

Tasto Esc.

Ho trovato molto divertenti le parodie che hanno scaturito questa scelta: la migliore è quella che riproduce il tasto Esc esterno collegato con un cavo. Aggiungo la mia: gli irriducibili del tasto Esc potranno invocarlo tramite Siri: “Ehi Siri! Esc!”.

MBPr 2016 esc

Tornando a noi, se non lo utilizzassi col CAD, il tasto Esc del mio Mac avrebbe la polvere (in senso figurato). Spero che Autodesk si ricordi di metterlo!

OMG! Dov’è finito il bong di avvio?

È stato zittito, come la maggior parte degli utenti fa con Onyx o col terminale. Rimando all’articolo di Simone Sala di Saggiamente per il relativo approfondimento.

32 GB RAM.

Al massimo, sui nuovi portatili, sarà a disposizione solo la configurazione massima con 16 GB di memoria RAM.

E come mai? Saperlo…

Ci sono alcune ipotesi sul campo; tanto per dire la mia, potrebbe essere che gli acquirenti della precedente generazione dei MacBook Pro ne abbiamo ordinati talmente pochi a 32 GB da non rendere giustificabile la commercializzazione di questo taglio?

Non sono un esperto in hardware, ma l’ipotesi che il problema derivi dal chipset utilizzato mi sembra improbabile: il Surface Studio, che condivide lo stesso chipset Sky Lake con i MacBook Pro, arriva fino a 32 GB…

Aggiornamento: ringrazio Paolo Portaluri che mi ha spiegato il barbatrucco dei 16 GB. “[…] A parità di chipset ed a parità di CPU, il progettista hardware si trova di fronte a due possibilità: se vuole l’autonomia, deve usare la RAM LPDDR3 con il limite dei 16GB; se vuole le prestazioni, può usare la RAM DDR4 e superare il limite dei 16GB inficiando l’autonomia del portatile. [….]” Mistero svelato, grazie Poweruser!

Mela illuminata.

Come sul MacBook, ora è toccato al MacBook Pro. Riporto le parole di Mauizio Natali di Saggiamente nella sua recensione del MacBook che rispecchiano il mio pensiero:

Probabilmente tutti ci sentiamo un po’ orfani della mela luminosa, così come lo siamo stati quando l’icona di iTunes ha perso il DVD e cambiato colore, quando si è passati dal policarbonato al metallo, quando è stato tolto il set di LED per l’indicazione della carica residua dai MacBook Pro, quando il Trackpad ha perso il pulsante, oppure ancora quando è stata tolta la mela dal tasto command. Anche a me piaceva molto quel logo illuminato, ma questo effetto lucido/cangiante è altrettanto bello e richiama non solo gli iDevice ma anche iMac e Mac Pro.

Aggiungo tra le parti nostalgiche anche il led “respirante” indicante lo stand by dei portatili…

MagSafe

Lo so: è stata forse la migliore invenzione di Apple. Ma andrò controcorrente e mi attirerò tutte le ire di chiunque legga queste righe: la sua vera utilità, quella di evitare di portarsi dietro il portatile quando si inciampa nel cavo di alimentazione, è indubbiamente fantastica, ma anch’essa sul viale del tramonto.

Mi spiego meglio.

Mia moglie è in possesso del mitico MacBook bianco 13″5: la durata della batteria rispetto al mio MacBook Pro è molto limitata e le ore in cui necessita di essere collegato al trasformatore per la ricarica (e quindi dell’utilizzo di MagSafe) è molto più alta. A ben pensarci, le attuali batterie hanno fatto passi da giganti: dichiarate sono 10 ore per il MBPr fino alle 12 ore per il MBA 13″. Anche se gliene tolgo un 20% al dato dichiarato, è un’eternità rispetto al MacBook di mia moglie che, tra l’altro, ha sostitutio recentemente la batteria. Diciamo che noto che il mio utilizzo è più vicino a quello di un iPad: lo metto in carica quando non lo uso. Quindi penso che sia naturale che il pericolo di portarsi dietro il portatile se si inciampa nel cavo di alimentazione si è drasticamente ridotto. E dal punto di vista architettonico, le postazioni di lavoro moderne hanno le prese di corrente all’altezza del piano di lavoro.

Una cosa è certa: meglio non sapere quanti danni si procurano nel caso in cui si inciampasse nel cavo di alimentazione mentre è inserito in una porta Thunderbolt… Come non voglio sapere quanti danni procurerei al il mio iPhone o iPad se volasse nello stesso caso.

Porte

Thunderbolt 3 come se piovesse. Per il resto, adattatori. E anche di questo, non ne sono certo.

Il mondo è bello perchè è vario, come è davvero vario il mondo professionale che utilizza i Mac. Come ho indicato all’inizio di questo lunghissimo articolo6, una delle prime cose che guardo di un portatile è il peso e le dimensioni. Perchè è un portatile e di conseguenza me lo porto dietro per lavorare in qualsiasi situazione. Mi rendo conto che faccio parte di un estremo della categoria professionale che non ha bisogno di molte connessioni per lavorare, ma francamente credo davvero poco nel portatile cablato. Che senso ha un portatile legato da tutti i cavi a cui deve essere connesso? Non dovrebbe essere più ragionevole un computer fisso che è cablato per sua natura?

Non fraintendete, non sono domande accusatorie, ma domande che mi sorgono spontanee nel momento in cui penso ad un utilizzo diverso dal mio.

Le stampanti del mio ufficio sono collegate wi-fi al modem-router; la tastiera ed il mouse sono Bluetooth; gli unici cavi che utilizzo sono quello dell’alimentazione, quando serve, il cavo del monitor esterno e quello dell’HD esterno che collego per il backup con Time Machine. E quest’ultimo potrebbe essere collegato tranquillamente alla porta USB del Router od essere anch’esso Wi-Fi. Nel caso in cui dovessi avere più tipi di interfacce, sarei ben lieto di avere un dock a cui collego tutto: devo portarmi dietro il portatile? Stacco UN cavo e via!

E da quando un fulmine è caduto molto vicino all’ufficio, bruciandomi il router/modem e la scheda madre/batteria/RAM del portatile a cui era collegato via ethernet, questa porta, per me, DEVE solo sparire. 🙂

Però, in fin dei conti, se non preme sull’accelleraore Apple nell’adozione di porte performanti, chi lo fa?

Lettore ottico cd/dvd.

Bye bye. Sparito definitivmente da tutta la linea dei Mac. Non ne sentirò la mancanza.
Finalmente, il processo di eliminazione del lettore CD/DVD iniziato con l’introduzione del glorioso MacBook Air, si compie nel 2016 con l’introduzione del MacBook Pro.

MacBook Air 11″

Come il lettore ottico, non è collegato direttamente al nuovo MacBook Pro ma ora anche il MacBook Air da 11″ è fuori produzione. Almeno il 13″ si è salvato anche se è una mosca bianca nel panorama Retina che lo circonda.

Quello che bisgona rimarcare è che la soglia economica di ingresso ai MacBook si è alzata: il MacBook Air 11″ base costava 1.029 euro, mentre il 13″ costa attualmente 1.179 euro. Per quanto riguarda i portatili Retina, la soglia di ingresso è 1.499 e si può scegliere tra il MB 12″ o il MBPr13″ (2015).

Note a margine

Proprio mentre stavo utlimando questo post, sono spuntati i risultati dei nuovi MacBook Pro 13″, versione senza Touch Bar7.

Nel test GeekBench, che principalmente considera la potenza di calcolo, il modello base con processore i5 a 2,0 GHz ha segnato un punteggio nel test Multicore di 6969. Ad un soffio dalla penultima versione dei Mac Pro equipaggiati con processore Intel Xeon 8 core a 3.0 GHz. Dai 7000 punti in su inizia il terreno tosto dei Mac Pro, MacBook Pro 15″ e degli iMac carrozzati; il piccoletto totalizza circa un terzo del punteggio ottenuto dal più potente dei Mac Pro.

Chissà il nuovo 15″ cosa totalizzerà…

Come dico sempre, questo test non dice tutto. Ma un interessante indizio ce lo può dare Blackmagic Disk Speed Test che va a misurare la velocità di scrittura e lettura dei dati dell’hard disk SSD. Ma lascio la parola a Simone Sala di Saggiamente che nel suo articolo scrive:

La velocità registrata in scrittura dal software di Blackmagic arriva a 1357MB/s mentre in lettura la lancetta tocca il fondo scala e segna 2000MB/s. Le stesse analisi effettuate con il software QuickBench 4, che è più approfondito e preciso, mostrano la reale velocità in lettura, che arriva a ben 3,1GB/s. Anche la scrittura ha un tetto massimo effettivamente superiore, per lo meno con blocchi di dimensione fino ai 60MB, dove si arrivano a superare tranquillamente i 2GB/s.

MBPr 2016 family

Detto questo, per il costo di queste nuove macchine professionali, prima di dare un giudizio, farei un ragionamento facendo un passo indietro: rimanendo in casa Apple, un iPhone 7 base nuovo costa 800 euro. È uno smartphone d’avanguardia, d’accordo, ma non posso usarlo per progettare un’abitazione 8.

Chi ha la possibilità o avrà intenzione di acquistarlo nuovo lo farà, anche sfruttando le possibilità offerte da Apple stessa per i professionisti. Chi non ne avrà la possibilità o non ha intenzione di acquistarlo nuovo potrà rivolgersi ai ricondizionati ufficiali Apple o all’usato, come il sottoscritto.

Per gli acquisti, sposo in toto i consigli dispensati da Maurizio Natali di Saggiamente:

Se posso permettermi di darvi un paio di consigli, ritengo che nell’ambito Mac una buona scelta ideale sia quella di prendere un computer di un paio d’anni prima, che si paga a buon prezzo (magari nei ricondizionati o con i residui dei negozi di elettronica). A seconda dell’ambito d’uso può essere perfettamente efficiente per 2 o 3 anni in ambito professionale e ancora di più in quello consumer. Si rivenderà perdendo poco e si potrà passare ad un “nuovo”, sempre non recentissimo.

Ringraziamenti

Un sentito ringraziamento a Nicola e Claudia: oltre ad essere riusciti a portare a termine questa lunga lettura, sono stati così gentili da indicarmi errori e refusi dell’articolo.

Grazie anche a Michele, proprio la persona che mi ha accompagnato a conoscere iPad Pro: non riuscivo più a trovare l’immagine del tasto Esc, ma grazie al suo pronto intervento, ora potete farvi due risate con noi.

Paolo, tu ne sai troppe.


  1. rimando a questa pagina di Wikipedia per le spiegazioni in merito al ciclo di sviluppo delle CPU Intel adottato dal 2016. 
  2. Per completezza, nonostante ritenga il Surface Studio un interessante progetto, aggiungo che sia sui Surface Studio che sui Surface Book sono state montate schede video della serie Nvidia 900, precedenti all’attuale serie 1000, ovviamente più performante. 
  3. invece sono molto perplesso, se non scettico, riguardo a DratSight: la software house è stata molto prodiga ad implementare i ribbon di Microsoft, molto meno nell’implementare una base dell’interfaccia grafica di OS X (perchè per ora non so nulla se DraftSight funzioni su macOS Sierra) come far comparire il puntino nero sul tasto di chiusura delle finestre quando il file viene modificato. Senza considerare che non è stato ancora risolto il problemino della saturazione della memoria RAM e chissà se lo sarà nella versione 2017. 
  4. spazio hardware in cui sono custodite le chiavi per leggere l’impronta digitale e sbloccare il portatile, già implementato con successo sugli iPhone dalla serie 5S in avanti. 
  5. a cui ha fatto l’upgrade di RAM e di SSD: è rinato. Ottima macchina, chapeau. 
  6. di cui mi scuso: non era mia intenzione. Le mie riflessioni sono saltate fuori durante la scrittura delle prime righe, dalla lettura di articoli e dal confronto con appassionati, delusi, increduli… 
  7. saranno disponibili tra un paio di settimane quelli dotati di Touch Bar e si potrà confrontare la bontà dell’hardware dei nuovi MBPr. 
  8. Potrei farlo, ma non ne sono certo, con un iPad Pro da 12,9″ (909 euro) e Pencil (109) per un totale di 1.018 euro. Con i MacBook Air 13″ base, progetto nato nel 2009 ed ormai gloriosamente sul viale del tramonto, il conto sale a 1.180 euro. Queste considerazioni ho preferite metterle in nota per rendere più chiaro il concetto della parametrizzazione del costo tra un iPhone ed un Mac in base a cosa si può fare. 
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14 pensieri su “MacBook Pro 2016

  1. Sono Architetto anche io. Sono macchine ottime per la professione e credo che opterò per un 13 ben carrozzato con touch bar. Sono sicuro che sarà implementata anche sulle tastiere esterne.

    1. Piacere di conoscere un architetto che legge queste righe!

      Sono concorde con te Barbarroja: i Mac rimangono delle ottime macchine professionali.
      Se posso permettermi di darti un consiglio per il tuo acquisto, nella nostra professione fa differenza se si modella e si renderizzano modelli tridimensionali: in questo caso bisogna passare al 15″ senza remora.

      L’ipotesi che metti sul piatto è interessante: non sarebbe affatto male poterla avere anche sulla tastiera esterna di Apple. Magari la vedremo in occasione degli aggiornamenti degli iMac…

  2. Grazie per il suggerimento e soprattutto per il tuo esauriente articolo, come molti altri che ho letto. Prenderò un 13 come detto, per un uso in mobilità spinta relativamente a progetti in 2D. Nel mio studio usiamo due iMac 27 5k per lavori 2D, 3D, rendering, impaginazioni etc…Sono portentosi.

    1. Ottima scelta: potenza e portabilità!

      Gli iMac 27″ 5k sono davvero portentosi, senza considerare il piacere per gli occhi… Per una postazione fissa, secondo me, sono meglio dei Mac Pro per gli architetti.

      Il tuo è uno studio Mac-centrico: è una notizia che mi fa particolarmente piacere!

    1. È presto detto: nel mio studio usiamo come hardware due iMac 27 5k molto ben pompati, 1 iPad Air e 1 iPad Pro da 9.7, un MacBook Pro 17 del 2010 che presto sostituirò con il nuovo 13, per avere massima portabilitá anche in casa, dove lo collegherò alla bisogna al Cinema Display 24 che ho da un bel po’. Ho una Apple tv che uso anche per presentare i progetti su uno schermo tv 43 pollici, posizionato in sala riunioni.
      Come software uso Autocad 2016, Maya per il 3D, InDesign per l’impaginazione, pacchetto iWork e Libreoffice per relazioni presentazioni ed altro, Mastro 3k per là contabilità e per i piani di sicurezza nei cantieri. Carta da schizzi e pennarelli per i disegni iniziali di progetto, che amo fare ancora a mano libera, o su iPad Pro con Apple Pencil. Come smartphone uso un iPhone SE. Winzozz e Android sono banditi dal mio studio. Credo si sia capito.

      1. WOW!
        R I S P E T T O ! ! !

        Ho provato AutoCAD 2016 per Mac recentemente ed è davvero ottimo!

        Interessante dritta quella di Mastro: ora me lo scarico e me lo provo, sembra davvero interessante. Purtroppo sono ancora ancorato al software Acca per questa parte del nostro lavoro e lo uso tramite VirtualBox. Per la questione preziari, come ti trovi? Sono compatibili con quelli della Acca od hanno una loro versione?

        Massimo rispetto anche per l’uso di pennarelli e carta, ma soprattutto per implementare Pencil in questa parte del workflow: usi app particolari?

        Immagino sia il form factor del SE ad avertelo fatto preferire al 6, o sbaglio?

        Lunga vita agli studi senza Winzozz ed Android! 😉

  3. Per i preziari hanno una loro versione e sono liberamente scaricabili dal sito della 888 software. Io mi trovo molto bene. Anche se l’interfaccia grafica non è il massimo, la versione nativa per Mac risente ancora di quella winzozz. I computi od altro sono poi esportabili in pdf o nella versione leggibile dai programmi Acca. Per la Pencil uso semplicemente Paper 53, poi importo lo schizzo sul Mac. Si, effettivamente preferisco i 4 pollici di iPhone SE rispetto agli altri.

    1. Interessante: devo assolutamente provarlo! Ti ringrazio per la “dritta”!

      Avevo provato Paper quando uscì l’iPad Pro nell’Apple Store di Torino ma ne fui deluso; c’era un fastidiosissimo lag. Immagino che le cose siano migliorate…

      È un formato davvero portatile, quello del 5, concordo!

  4. Pingback: Sono Pro? | MArCh

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