Mac vs. Istituzioni

Sapete che usare il Mac come macchina principale in ambito professionale architettonico può creare qualche incoveniente, tipo farsi rispondere dall’assistenza dei portali istituzionali con frasi del tipo:

Usa un Mac? Non sappiamo nemmeno come aiutarLa

o scoprire che degli sviluppatori non posso portare avanti un software per Il catasto a livello nazionale per Mac o escludere Safari dai browser supportati per accedere ad un portale web istituzionale.

E come sapete ritengo queste situazioni semplicemente assurde.

Ho recentemente scoperto che, evidentemente, non sono solo io a pensarla così.

L’Ordine degli Architetti di Torino ha pubblicato questa segnalazione, datata 09/02/2017:

Recentemente, è stato ribadito al Consorzio per il Sistema Informativo (CSI) Piemonte il persistere del problema di accesso alla piattaforma MUDE (Modello Unico Digitale per l’Edilizia) da parte degli utilizzatori di pc MAC. Considerando che una larga parte degli iscritti all’OAT utilizza pc in ambiente MAC, la predisposizione della piattaforma MUDE per soli utenti Windows costituisce un limite notevole, e pone coloro che usano pc MAC nella scomoda condizione di ricorrere a simulatori di ambienti Windows.

Applausi a scena aperta.

Ma c’è ancora molto da fare.

Perseverare è diabolico

Recentemente è stato pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate alias Agenzia del Territorio alias Catasto la nuova piattaforma “Scrivania del Territorio”1 :

La Scrivania del Territorio è un ambiente di lavoro che rende disponibile, in un’unica interfaccia sul proprio pc, una serie di servizi per lo scambio di informazioni con le banche dati catastale e ipotecaria dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di semplificare le attività del professionista e stimolarne la compliance.

Wow, dico io!

Finalmente si mette mano al software per il Catasto che attualmente ha le finestre stile Windows 95. Vuoi vedere che per l’occasione si parte bene con un software multipiattaforma e che la larga parte degli Iscritti OAT che utilizzano il Mac possono lavorare in santa pace col Catasto?

No, NO, NO! Il link fa scaricare un file eseguibile!

Ma dico, Santo Cielo, come è possibile, nel 2017, epoca in cui lo smartwatch è il computer da tasca e si stanno sviluppando le Intelligenze Artificiali, che un Ente Pubblico Nazionale possa programmare il rilascio di un software, anzi, una piattaforma funzionante su un solo ed unico sistema operativo, tra l’altro a pagamento? Ma perché?!? Perché????

Stride un po’ con l’obiettivo perseguito e dichiarato di:

semplificare le attività del professionista e stimolarne la compliance.

E non solo: il concetto attaccatialtramefischiaincurvautenteMac è ribadito proseguendo nella pagina dell’Agenzia con la presentazione del Desktop del Territorio:

Il software per l’installazione della “Scrivania del Territorio” è già disponibile per il download.
Progressivamente saranno rilasciate le nuove versioni dei seguenti software, che permetteranno di dialogare con la Scrivania:

  • Docfa, per l’aggiornamento delle unità immobiliari del Catasto dei Fabbricati
  • Docte, per l’aggiornamento delle qualità colturali delle particelle terreni
  • Pregeo, per la predisposizione degli atti geometrici di aggiornamento della cartografia
  • Voltura e istanza titolarità, per l’aggiornamento delle intestazioni e dei diritti iscritti in catasto
  • Unimod, per la compilazione del Modello Unico da inviare per l’aggiornamento del registro e delle titolarità del sistema di pubblicità immobiliare e catastale.

Apparte l’ultimo, che ha un’interfaccia web, non sto neanche a dirvelo su quale sistema operativo questo software possono essere usati.

Distribuzioni GNU/Linux?
Sistemi Unix-like?
macOS?
Sistemi BSD?

Esatto, proprio quello che vi viene in mente.

Sognare non costa nulla

Visto che all’Agenzia fanno orecchie da mercante, mi rimane una sola possibilità: ci vorrebbe qualcuno che smettesse di guardare tabelle con i conti economici sul suo iPad, si alzasse dalla scrivania e mettesse uno sviluppatore in sede all’Agenzia, pagato di tasca propria per evitare situazione del genere. Sì, Mr. Cook, mi rivolgo proprio a Lei.

E nel caso in cui ritenga che comunque sia l’iPad ad essere il futuro e possa essere uno strumento professionale, Le consiglio di affiancare un qualsiasi architetto dotato di Mac e iPad in una qualsiasi giornata lavorativa: potrebbe avere la spiacevole sensazione che nemmeno gli avvitamenti carpiati multipli all’indietro di Viticci2 possano infrangere questo muro di gomma.

E ci tengo a sottolinearlo: sarei il primo ad utilizzare solo iPad nella mia professione fosse possibile; ne sarei davvero felice.

Purtroppo ci sono Istituzioni in Italia che non hanno recepito l’esistenza di Mac o di Linux, nati qualche decennio fa. Figuriamo di iPad…


  1. ma perché, perché, perché chiamarla scrivania? Perché? Visto che funziona solo con Windows il nome appropriato sarebbe dovuto essere Desktop
  2. nutro un profondo rispetto per Federico Viticci: massimo rispetto per le sue capacità, per ciò che è riuscito a fare con il binomio iPad/MacStories ed i risultati ottenuti. 
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9 pensieri su “Mac vs. Istituzioni

  1. Io, foose solo per sfregio, installerei Crossover e poi farei vedere al CSI che… anche sul Mac si può. Tanto non si accorgono che sotto sotto stai usando Windows (o meglio, stai emulando un programma per Windows sul Mac). E pensare che negli anni ’80 il CSI era una specie di mito per chi girellava nei dintorni dell’informatica (me compreso).

    1. Sai Sabino, il fatto che negli anni ’80 il CSI fosse ritenuto una specie di mito, mi dà molto da pensare… In quel anni ero molto giovane e non pensavo nemmeno che il computer diventasse così presente nella mia vita odierna; da allora di acqua sotto i ponti ne è passata, mi chiedo solo perché la situazione si sia trasformata in quella attuale. Anche se, devo dire, col CSI almeno ci si può parlare, a differenza del Catasto.

  2. Io facevo l’università a Torino e il CSI gestiva il centro di calcolo a cui si collegavano le facoltà scientifiche. Ricordo ancora la prima volta che sono stato di straforo in Via San Massimo in un sotterraneo dove facevano mostra di se un bel numero di terminali video, un altro mondo rispetto alle schede perforate che avevamo a Fisica. Era una bella realtà, aveva a che fare con la regione e gli enti pubblici ma sembrava anni luce avanti rispetto a loro. Però i tempi cambiano…
    Non parliamo del Catasto ti prego, ci sono stato proprio oggi perché da una decina di anni hanno cambiato il codice fiscale di mia moglie e abbiamo scoperto che al catasto non hanno aggiornato niente. Per fortuna l’impiegato era cortesissimo!

    1. Mai visto il CSI dall’interno, sarei curioso di farci una visitina… Chissà, un giorno di questi…
      Uuuuuuuuuuh: classico caso in cui l’Agenzia del Territorio alias Agenzia delle Entrate alias Catasto non parla con se stessa e deve essere il contribuente a provvedere… Fortunatamente gli addetti allo sportello sono cortesi!

  3. Non so ora, ma allora il CSI stava ai “Poveri Vecchi”, un edificio il cui nome dice tutto.
    La mia esperienza è che l’Agenzia delle Entrate parla molto difficilmente con chiunque, anche con se stessa.

  4. > diciamo che l’AdE è introversa…
    Mai pensato all’Agenzia delle Entrate (AdE per gli iniziati) in questi termini. Rapace, ingiusta, insopportabile, aleatoria, irritante. Definendola “introversa” potrebbe perfino sembrare simpatica (cosa chiaramente improponibile). 😀

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