Apple Park: riflessi e riflessioni

It also says that the glass fins are unexpectedly reflecting green light from the surrounding trees and foliage, something Ive did not plan for. The article does not say whether this unintended consequence is beneficial or not.

Sono rimasto sorpreso nel leggere queste righe nell’articolo di Benjamin Mayo di 9to5Mac. L’articolo a cui fa riferimento Benjamin è quello dell’ intervista a Jony Ive apparso sul Wall Street Journal e cover story del WSJ Magazine di agosto.

Nonostante gli imponenti sforzi ingegneristici spesi nel costruire, trasportare e posare le lastre di vetro utilizate nell’Apple Park, con tolleranze vicine a quelle utilizzate nella meccanica fine, il nemico si è celato nel posto più inaspettato.

Non è detto che il riflesso verde possa rivelarsi un effetto negativo, ma oltre alla sorpresa si aggiunge la constatazione che la cura del duo Foster/Ive non è limitata alla progettazione, ma ad un vero e proprio collaudo in itinere.

Spesso, lo schema piramidale che si crea nel mondo delle costruzioni non consente a chi sta in alto di cogliere queste sfumature, al contrario di Apple Park, caso più unico che raro, dove il Committente, il Direttore Lavori ed il Progettista sono un’unica entità.

Nutro la speranza di veder presentato l’iPhone del decimo anniversario nello Steve Jobs Theater; intanto è possibile dare un’occhiata all’esterno dell’immenso Park in questo video, mentre in questo articolo di Dan Howarth di Dezeen si può dare una sbirciata agli interni.

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