Mude e Mac: incubo finito

Finalmente, dopo anni di fatiche e frustrazioni, è arrivo il momento in cui posso dire che l’incubo è finito.

Si può accedere alla piattaforma Mude anche da Safari.

Era ora!

Ma qual’è il barbatrucco?

La parola magica è SPID, Sistema Pubblico di Identità Digitale, che permette di accedere alle piattaforme delle amministrazioni pubbliche usando un unico ID utente ed un’unica password.

Come si fa

Per ottenere la propria SPID, oltre ad avere a corredo la normale fornitura di documentazione personale e servizi web a disposizione di una persona che vive nel 20181, bisogna scegliere un Identity Provider; c’è solo l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda il fornitore di questo servizio:

  • Aruba;
  • InfoCert;
  • intesaID;
  • NamiralID;
  • PosteID;
  • SIELTEid;
  • SpidItalia;
  • TIMid.

Ho scelto il secondo servizio in elenco, senza particolari motivazioni: una volta compilati i campi con i dati richiesti, si potrà effettuare il riconoscimento dell’identità del richiedente tramite firma digitale2. Per completare la procedura ci saranno voluti una quindicina di minuti, dopodiché ho atteso un paio di giorni per ricevete la mail di conferma di attivazione del servizio.

Due avvertenze:

  • durante la procedura si arriva ad un punto in cui viene richiesta la verifica della propria identità tramite firma digitale e smart card (nel mio caso): speravo che la prova funzionasse con Safari, ma l’esito è stato negativo; con Firefox invece la prova ha funzionato ed ho potuto proseguire con l’identificazione con firma digitale:
  • il servizio è gratuito per i primi due anni.

Proviamo

Tutto speranzoso mi lancio sul sito istituzionale del Mude e nella pagina di accesso alla scrivania del professionista noto con piacere che ora è possibile accedervi tramite SPID o tramite firma digitale: visto che la seconda opzione la possono usare solo i professionisti che sono dotati del sistema operativo Windows, scelgo la prima e…

No SPID di secondo liello no party

Calma e sangue freddo

Sorpreso, ma per nulla scoraggiato (il Mude ed io ci conosciamo da anni), contatto il fornitore del servizio SPID, InfoCert nel mio caso, tramite la chat online disponibile sul loro sito per sapere che la piattaforma Mude richiede il livello 2 di autenticazione e quindi ho subito richiesto quale peripezia avrei dovuto affrontare per riuscire ad ottenere questo livello di autenticazione.

Niente di più semplice: basta installare sullo smartphone l’applicazione InfoCertID che permette di ottenere un token di autenticazione da inserire quando si accede alla piattaforma Mude (e per estensione anche agli altri portali delle amministrazioni pubbliche che richiedono il livello 2 di autenticazione) ed il gioco e fatto: Mude da Safari!

Bonus, inatteso

Appena due giorni dopo di festeggiamenti e balli serali in spiaggia con un alto tasso alcolemico, ho ricevuto la newletter 35 dell’11 giugno 2018 dal Sig. Mude, di cui riporto uno stralcio:

Nell’ambito delle attività volte a rendere maggiormente fruibile e agevole la compilazione della modulistica MUDE, si sta operando il progressivo passaggio alla compilazione off line. La compilazione off line avverrà scaricando sul proprio PC il modello e quindi effettuando la compilazione con il solo utilizzo di Adobe Reader. La compilazione off line permetterà di superare gli inconvenienti derivanti dalla configurazione del browser con il plug-in Adobe (si potrà utilizzare qualsiasi browser per accedere e operare in MUDE), nonché quelli di accesso dalle piattaforme con sistema operativo MAC, mantenendo valide tutte le operatività sui controlli di completezza e coerenza delle dichiarazioni/asseverazioni presenti nel modello, garantendo così ai sistemi informativi comunali la consueta congruità informativa fra il contenuto del modello e i dati acquisiti sui propri sistemi. […] l rilascio in esercizio di questi modelli è previsto per l’inizio di Luglio 2018, con successive comunicazioni saranno fornite indicazioni precise su data e orari del fermo servizio.

Un’altra bottiglia di birra, grazie!

Riassunto e ringraziamenti

L’attivazione di SPID è sufficiente per gli utenti che utilizzano macOS per accedere alla piattaforma Mude, compilare il modello PDF editabile con Safari, allegare i documenti firmati digitalmente e concludere la pratica.

La concessione fatta agli utenti Mac di compilare il modello off line è un plus, a meno che Safari ed Adobe DC smettano di andare daccordo: è nettamente prevalente l’intento di evitare di chiudere l’accesso alla piattaforma Mude ad un solo browser (Internet Explorer) come lo era fino a pochi giorni fa.

Proprio su questo tema voglio ringraziare Nicola Losito: quando scrissi l’articolo Mude e Mac: addio, lo lesse e lo inoltrò ad un suo amico di vecchia data che lavora nei piani alti del Ministero: in questo vicenda, credo che due cambiamenti avvenuti così a breve giro di posta non siano coincidenze.

Ma anche se lo fossero, lo ringrazio comunque per tener alti i valori di un’informatica ed un web umani.


  1. un indirizzo e-mail, il numero di telefono del cellulare, un documento di identità valido (uno tra: carta di identità, passaporto, patente, permesso di soggiorno), la tessera sanitaria con il codice fiscale. 
  2. è possibile effettuare il riconoscimento anche online tramite webcam o presso un InfoCert Point, entrambi i servizi sono a pagamento. 
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