Scelta del Mac [Agg. gennaio 2020]

Ed eccoci arrivati nel 2020!

Il 2019 è stato ricco di novità in casa Apple ed alcune hanno interessato anche chi utilizza Mac per lavorare nel settore dell’architettura; è venuto quindi il momento di aggiornare il vecchio articolo Scelta del Mac del mese di agosto 2018.

Portatili

Partiamo dal settore in mobilità dove la novità più gustosa è il…

MacBook Pro 16″

Presentato il 13 novembre, la prima cosa evidente è il cambio della dimensione dello schermo che, tra l’altro, fa uscire dal mercato i MacBook Pro 15″.

Dopo che abbiamo salutato col fazzoletto la diagonale dello schermo che ci ha accompagnato fino ad oggi, andiamo a vedere di cosa è capace questo simpatico oggettino!

MBP 16" 2019

Il test sintetico Geekbench parla chiaro: la versione base dotata di processore i7 a 6-core viaggia sui 5400 punti, molto vicino al punteggio del Mac Pro 2013 base con circa 5800 punti (che nonostante abbia qualche anno sulle spalle è comunque un computer desktop); se invece della versione base si passa alla versione con processore i9 ad 8-core top di gamma, si va a bussare alla porta del Mac Pro 2013 top di gamma e si intravede il Mac Pro 2019.

Direi proprio non male: potenza e portabilità! Una macchina che so essere stata presa di mira da molti professionisti del nostro settore ed a ragione, aggiungo io!

Vi ricordate del problema del thermal throttling di cui si era discusso al rilascio del MacBook Pro 15″ del 2018? Apple ha riprogettato per questo nuovo portatile il sistema di dissipazione garantendo la possibilità di utilizzare al massimo la potenza di calcolo della CPU per sessioni prolungate.

Per ottenere questo risultato Apple ha progettato una girante dalle dimensioni superiori con pale e prese d’aria più grandi, aumentando del 28% il flusso dell’aria rispetto al MacBook Pro 15″.

Quindi adesso si può utilizzare il MacBook Pro 16″ per effetturare un downscaling al formato 4K di un filmato girato in 5K in tutta tranquillità, senza dover andare in Antartide.1

Ma come nello scorso caso, c’è qualcuno che si lamenta anche di questo MacBook Pro 16″: ormai la lamentela sta diventando un marchio di fabbrica di alcune persone/youtuber/blogger e via discorrendo: in questo caso la lamentela riguarda il bilanciamento dei watt consumati tra CPU e GPU a piieno carico quando il MBP 16″ non è collegato alla corrente.

Un bel chissenefrega di gusto è il minimo che si possa pensare riguardo a questo aspetto.

Quando sono in mobilità e non ho a disposizione una presa elettrica per alimentare il portatile, la prima cosa che mi aspetto è che il lavoro venga comunque fatto prima che la batteria sia scarica: questo è il lavoro principale che deve fare un portatile, perchè è nato per questo e del bilanciamento dei watt è una cosa che non deve minimamente interessare perchè sono un professionista, sto lavorando col il mio portatile e non lo sto testando.

Come scrissi in occasione dell’articolo Scelta del Mac di agosto 2018, sposo di più l’approccio della massimizzazione della durata della batteria come quello suggerito da Marco Arment e dell’uso dell’app Turbo Boost Switcher; per fortuna non solo il solo a pensarla così: vi riporto uno stralcio dell’ articolo apparso su DDay che recensisce in modo obiettivo il MacBook Pro 16″ e che tratta la lamentela di cui sopra:

La realtà, questa volta accendendo il cervello, è che chi usa un MacBook Pro difficilmente si trova nella condizione di usare in contemporanea al 100% CPU e GPU e mai si troverà quindi in quella situazione di deficit dove, per stare nei 100 watt e nei 100°, si devono ridurre le prestazioni. Oggi la maggior parte delle applicazioni usano prevalentemente o la CPU o la GPU, e questo è vero soprattutto nel caso di applicazioni che sono pensate per girare su Mac, con Metal come api per la parte grafica.

Una cosa interessante che è emersa nei test è che in casi estremi di lavoro intensi ed il portatile è collegato alla corrente, se i watt richiesti dal funzionamento congiunto di CPU e GPU del MBP 16″ sono superiori a quelli che può fornire il suo caricatore, il surplus mancante viene recuperato dai watt che può erogare la batteria.

Altra cosa che ho trovato molto interessante è il video di Dave Lee che mette un po’ sotto torchio questo portatile e ci racconta le scelte tecniche per l’hardware di questo portatile, ve lo metto qui sotto:

Miglioramenti anche per i comparti video ed audio di questo portatile:

  • lo schermo è in grado di gestire contenuti HDR e sincronizzare il frame rate con quello del contenuto che si sta visualizzando (con macOS Catalina installato);
  • il MacBook Pro 16″ è dotato di un sistema audio con 6 speaker per la riproduzione e, molto interessante almeno per chi si occupa di audio e di podcast, la dotazione di tre microfoni che offrono la possibilità di registrare la voce con una qualità vicina a quella che si ottiene utilizzando un microfono esterno.

Completano il quadro della dotazione base dei 2 kg del MacBook Pro 16″:

  • 16 GB di memoria RAM;
  • 512 GB di SSD;
  • scheda grafica discreta AMD Radeon Pro 5300 M con 4 GB.

A proposito di GPU, effettuando il benchmark con Blender, è stato evidenziato che la scheda video AMD Radeon Pro 5500 M con 8GB è decisamente più veloce della stessa scheda grafica equipaggiata con 4GB di memoria on board; rimando a questo articolo per gli appofondimenti, di cui ho anche parlato nella puntata 52 di Snap.

Dal punto di vista dell’utilizzo di schermi esterni, direi che a questo portatile si può collegare di tutto: arriva a gestire 2 display da 6016 x 3384 pixel o 4 display da 4096 x 2304 (4K) sempre a 60 Hz in contemporanea.

Infine, lo spauracchio della tastiera allergica alla polvere dovrebbe essere definitvamente dimenticato con l’abbandono del meccanismo a farfalla che, sebbene sia stato migliorato dalla sua uscita ad oggi, aveva dato tante noie per tornare in questo MacBook Pro 16″ al meccanismo a forbice, sviluppando e migliorando quello utilizzato nelle normali tastiere esterne degli iMac.

Ma le novità in casa Apple non sono finite…

MacBook Pro 13″ quad-core

Non è una novità vera e propria, perchè ne avevo descritta l’introduzione nell’articolo Scelta del Mac di agosto 2018, ma la vera novità è che ho avuto la fortuna di avere per qualche giorno la possibilità di utilizzare il MBP 13″ sia in versione base del 2014 che 2019: grazie ad un’imperdibile occasione scovata nel mercato dell’usato, ho acquistato un MacBook Pro 13″ 2019 dalle condizioni eccellenti.

Trasferimento dati da Time Machine

Occasione ghiotta per effettuare uno stress test e paragonare i risultati delle due macchine effettuando un rendering della stessa scena con lo stesso programma: le impostazioni di output del rendering delll’immagine erano:

  • formato A5;
  • 1654×1165 pixel;
  • 200 pixel/inch.

Il tempo impiegato dai due Mac per completare il rendering, entrambi scollegati dalla rete elettrica, è stato:

2014: 1h 07′ 32″

2019: 22′ 29″

MBP 13 2014 e 2019 Tempo di rendering

Penso che il merito di questo risultato sbalorditivo sia da attribuire senza dubbio al processore che è diverso non solo per velocità ma soprattutto per l’architettura (dual-core per il MBP ’14 mentre c’è un quad-core sul MBP ’19) e credo cha abbia contribuito al risultato (diciamo per un terzo del risparmio di tempo) anche l’hardware saldato che ha permesso di raggiungere una più alta velocità di trasferimento dati.

Per dare un’inquadrata alle performance nel rendering rispetto ai risultati geekbench, vi riporto di seguito i rispettivi punteggi:

2014: 1486

2019: 3892

MBP 13 2014 e 2019 - Geekbench

Allego anche questa immagine perché è da notare che in 10 anni di informatica si è riusciti ad inscatolare la potenza di calcolo di un Mac Pro del 2009 in un portatile…

MBP 13 2019

Tornando a noi, immagino che molti lettori stiano pensando che non sia un acquisto dei più felici a causa dell’hardware saldato all’intereno di questo MacBook Pro e la tastiera allergica alla polvere…

Ma non potevo farmi sfuggire questa occasione: il tempo, come sempre, dirà la sua e per ora posso fornire solo le mie prime impressioni, che sono del tutto positive a partire dalla sensazione di compattezza che si sente nel prendere in mano il portatile, cosa che si è concretizzata quando ho messo un portatile sopra l’altro: la versione 2019 rispetto alla versione 2014 è più stretta di quasi un centimetro in larghezza e più di mezzo centimetro in altezza:

2014: Alt. 1,8 cm Largh. 31,4 cm Prof. 21,9 cm Peso 1,57 kg

2019: Alt. 1,49 cm Largh. 30,41 cm Prof. 21,24 cm. Peso 1,37 kg

MBP 13 2019 su 2014

Altra cosa che mi colpito è vedere lo schermo dei due modelli affiancati: la versione 2019 appariva più grande rispetto alla versione 2014. Controllando bene, alla fine ho scoperto che era solo una questione di risoluzione Retina di default: infatti nella versione 2019 viene impostato come default la risoluzione 1440 x 900 mentre sulla versione 2014 la risoluzione Retina di default era la 1280 x 800.

Oltre alla risoluzione cambiata, mi ha colpito la gestione dei colori che grazie al True tone e la gamma cromatica P3 dello schermo del MBP ’19 è tutta un’altra storia, apparendo decisamente più caldi.

La versione acquistata è dotata di 2 porte Thunderbolt 3 che mi constringono (per ora) ad utilizzare un adattatore USB – USB C, ma penso che a breve cercherò soluzioni alternative come dock o cavi USB C per relegare l’utilizzo di adattatori solo a sporadiche occasioni.

Passando alla tastiera, non mi posso lamentare molto: avrà i suoi difetti ma l’ho trovata gradevole al tatto, con un bel feedback quando si preme il tasto; guardando la tasteira non si può non notare l’enorme trackpad di cui è dotato questo MacBook Pro: sarà almeno 1/3 più grande rispetto alla versione del 2014 e provandolo ad usare col CAD, non fa rimpiangere molto il mouse.

Confronto tastiere e trackpad MBP 13 2014 2 2019

Inoltre è dotato di Touch Bar che permette di avere comandi touch anche su di un portatile: i comandi che vengono visualizzati sulla Touch Bar cambiano in base all’apllicazione che si sta utilizzando a schermo ed aiuta davvero molto.

Ad esempio, utilizzando Anteprima, la sottolineatura del testo di un file in formato pdf è decisamente più veloce: una volta evidenziata la parte del testo da sottolineare, basterà selezionare il colore adatto sulla Touch Bar per effettuarne l’evidenziazione sul file pdf; senza Touch Bar, dopo aver selezionato il testo, bisogna muovere il mouse fino all’icona della sottolineatura della barra degli strumenti di Anteprima e scegliere il colore per effettuare la sottolineatura. E’ in pratica il risparmio di tempo che si ha quando si utilizzano i comandi da tastiera in AutoCAD rispetto all’utilizzo dei comandi ad icona.

Ultima cosa, ma davvero non l’ultima per importanza, è la possibilità di collegare una eGPU in caso di necessità: l’opportunità è allettante, anche per la versione base della eGPU Balckmagic con la Radeon Pro 580 con 8GB on board.

Le prestazioni fanno un bel salto in avanti: proprio il mio portatile con la eGPU Blackmagic ha una velocità superiore di 6,7x nella demo fly-through di Unity Editor, per passare nello stesso test a ben 11x con la eGPU Pro Blackmagic dotata di Radeon RX Vega 56 ed 8GB on board.

Il sito Bare Feats ha fatto un test su di un MacBook Pro 13″ del 2016 con la eGPU Pro di Blackmagic ed ha concluso l’ articolo con questa frase:

That’s what we call a win, win, win, win, win, win.

Fissi

Passiamo al reparto Mac fissi, perché anche in questo settore non sono mancate le novità.

Mac Pro

Finalmente, con calma, è uscita la nuova versione del Mac Pro che va a sostituire il modello del 2013 che non ha avuto molta fortuna.

Molte le critiche sollevate dai professionisti più esigenti ed Apple li ha ascoltati.

Li ascoltati così tanto che il nuovo Mac Pro è talmente professionale che chi si lamentava ha iniziato ad interrogarsi sul concetto di “professionalità” e sul proprio lavoro.

Personalmente credo che sia chiaro che questa macchina è dedicata ad una fascia professionale molto alta (ad esempio lo studio Lunar Animation nel Regno Unito), che non ha problemi a spendere le cifre richieste per acquistarlo perché il solo utilizzo di questo Mac permette di recuperare i soldi dell’investimento in poche settimane grazie all’abbattimento del tempo necessario per le operazioni più pesanti.

Ho sempre pensato, scritto e comunicato che il concetto di professionalità è slegato dal possedere o meno l’ultimo Mac appena sfornato da Apple e che sia al top della configurazione; concetto che vale anche per l’ambito Windows e relativi PC.

Questo è il tipico caso in cui il Mac Pro, dedicato ai professionisti di fascia che definire alta è dir poco, non è indirizzato alla nostra categoria professionale: per la progettazione architettonica, anche tramite utilizzo di software di BIM Authoring, creazione di modelli tridimensionali e rendering, il Mac Pro è sovradimensionato e non mi sento di consigliarne l’acquisto.

È di sicuro un ottimo candidato come macchina da battaglia per chi si occupa di ArchViz e deve sfornare render fotorealistici come se non ci fosse un domani, ma è un settore diverso, che affianca e si intreccia con la professione di architetto.

iMac Pro

Mi sento quindi più sereno (e realistico) a consigliare un iMac Pro se c’è bisogno di potenza nel nostro ambiente lavorativo per carichi di lavoro molto pesanti.

Giusto per inquadrare le due macchine, ricordando che il test Geekbenck non dice tutto dell’hardware su cui è stato eseguito il test, la versione base del Mac Pro ottiene 7815 punti, inferiore al punteggio di 8112 dell’iMac Pro base. È solo un numero e le due macchine sono agli antipodi per concezione, ma questo confronto serve a chiarire che l’iMac Pro non è una scelta povera: la potenza c’è!

Mac Pro 2019 e iMac Pro

Mac Mini

Il piccoletto di casa, lasciato a se stesso per qualche tempo, è rientrato a bomba sugli scaffali dell’Apple Store: la versione base è già dotato di un processore quad-core ed SSD mentre la scheda grafica è la stessa che ha come integrata il MacBook Pro 16″; tutto ciò si traduce in un punteggio nel test Geekbench di 3297. Ma se si sceglie di salire il gradino ed optare per la versione con il processore i5 a sei core, il punteggio sale a 4794, superiore al Mac Pro del 2013.

Scegliendo il top di gamma, si viaggia molto vicini alla versione base del MacBook Pro 16″, con un punteggio di 5677.

Mac Mini 2018 Geekbench

eGPU, l’asso nella manica

Ce lo vogliamo dire?

Con una bella eGPU, il Mac Mini potrebbe guadagnarsi senza troppi complimenti l’etichetta Pro.

Ma ricordiamo che anche all’iMac Pro si può collegare una eGPU con risultati a dir poco interessanti.

Queste schede grafiche esterne che possono sfruttare la porta USB-C dei Mac possono davvero stravolgere le carte in tavola, con buona pace dei detrattori di questa porta e dei dock che richiedono.

Così, giusto per pensarci, le eGPU fanno pure da dock; la versione base della eGPU di Blackmagic porta con sé:

  • 2 porte Thunderbolt 3;
  • 4 porte USB 3;
  • 1 porta HDMI 2.0;
  • Tecnologia Power Delivery a 85W.

Riassumendo

I computer di Apple col suffisso Pro sono senza dubbio delle macchine nate per non aver paura di essere messe sotto torchio nel lavoro.

Di seguito sintetizzo questo articolo (e quelli precedenti) in uno schema molto semplice, mantenendo bene in mente che con l’asso nella manica della eGPU queste macchine possono accontentare anche gli architetti più esigenti, scombinando lo schema.

Lavoro con carichi molto pesanti

Lavori di rendering leggero e saltuario

iPad e Pencil, amici dell’architetto

A tutto ciò si aggiunge la possibilità di utilizzare iPad e Pencil: non è più necessario rivolgersi alle versioni Pro di iPad, ma anche le versioni base supportano Pencil e quindi sono utilissimi strumenti per il nostro ambiente.

Dulcis in fundo, iPad può essere utilizzato come secondo schermo del Mac, creando quindi un’estensione touch e disegnabile con Pencil.

Questa funzione si chiama Sidecar è può essere utilizzata sia dai fissi che dai portatili che hanno installato macOS Catalina con i seguenti modelli:

  • MacBook Pro introdotti nel 2016 o successivi;
  • MacBook introdotti nel 2016 o successivi;
  • MacBook Air introdotti nel 2018 o successivi;
  • iMac introdotti nel 2017 o successivi, oltre ad iMac (Retina 5K, 27 pollici, fine 2015);
  • iMac Pro;
  • Mac mini introdotti nel 2018 o successivi;
  • Mac Pro introdotti nel 2019.

Gli iPad dotati di iOS 13 supportati sono i seguenti:

  • iPad Pro: tutti i modelli;
  • iPad (6a generazione) o modelli più recenti;
  • iPad mini (5a generazione);
  • iPad Air (3a generazione).

Opzioni di acquisto

Prima di acquistare un Mac, vi raccomando caldamente di dare un’occhiata preventiva alla guida offerta da MacRumors che permette di vedere a colpo d’occhio se un Mac è prossimo ad essere sostituito o no, con una chiara classificazione a colori (verde, arancio, rosso e grigio) che indicano se acquistarlo subito, acquistarlo con cautela, da non comprare o neutrale (rispettivamente): nel corso del tempo la guida è aggiornata quindi è valida ogni periodo dell’anno.

Per gli acquisti, invece, ci sono due opzioni:

  • la possibilità di acquistare il Mac scegliendo tra i ricondizionati certificati Apple con disponibilità variabile nel corso dei giorni;
  • il leasing od il noleggio messo sempre a disposizione da Apple per i professionisti.

Buon Mac a tutti!

Photo di testa dell’articolo by Michał Kubalczyk


  1. Questa battuta ironica deriva dalle considerazioni fatte nell’articolo citato in cui commentavo il fenomeno thermal throttling. 

3 pensieri riguardo “Scelta del Mac [Agg. gennaio 2020]

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