Scelta del Mac [Agg. Ago 2020]

Premessa

È da un bel pezzo che non scrivo un articolo per questo blog…

Mi scuso.

Le mie speranze erano quelle di trovare il modo ed il tempo di scrivere un po’ di articoli nella prima parte dell’anno e poterli rilasciare un po’ per volta, come fanno i blogger bravi e con un piano editoriale.

Invece no.

Il lavoro, la gestione dell’istruzione dei miei figli ed il menage della famiglia non hanno lasciato spazio, se non quello risicato che potevo dedicare alla registrazione ed alla pubblicazione settimanale del podcast.

Però la lunga gestazione di questo articolo ha un lato positivo come vedremo nell’ultima parte.

Detto questo, passiamo a fare il punto della situazione, che acqua sotto i ponti ne è passata…

Portatili

Nel settore portatili ci sono state alcune novità: relative per il MacBook Pro 13″ e sostanziose per il Mac Book Pro 16″

MacBook Pro 13″

Salgono a bordo i processori di decima generazione targati Intel: ne abbiamo già parlato in occasione del rilascio dell’aggiornamento dei MacBook Air nei quali la situazione non era proprio rosea a causa della poca efficienza del sistema di raffreddamento che faceva comparire il fenomeno di thermal throttling.

Com’è la situazione sui MacBook Pro 13″ 2020?

Molto meglio: ci sono due ventole in questo caso che raffreddano il processore, a differenza della singola ventola che si trova nello stesso MacBook Pro 13″ 2020 con processore di ottava generazione (dal costo più basso e che affianca i MBP 13″ con processori di decima generazione) e presente anche nella versione 2019 (sempre con i processori di ottava generazione).

Il video di Max Tech del MacBook Pro 13″, che uso come base per questo articolo, parla chiaro: il punteggio del test Geekbench multicore del MBP 13″ 2020 con processore di decima generazione ha totalizzato 4385 punti, circa il 10% in più rispetto al precedente modello (3928 punti); l’incremento è decisamente più alto nel test Geekbench che sfrutta le librerie Metal (create da Apple) che porta il punteggio a 10154 punti, il 75% in più rispetto al punteggio della generazione precedente (di 6855).

Inoltre, i processori di decima generazione portano in dote una scheda video integrata diversa e migliore rispetto alla versione precedente: si tratta della Intel Iris Plus Graphics che alza ancora l’asticella delle prestazioni grafiche.

Il miglioramento si può saggiare grazie al test Unigine Heaven 4.0 adatto a mettere sotto torchio il
reparto 3D delle schede grafiche: la versione 2020 del MBP 13″ con CPU Intel di decima generazione ha raggiunto 13,5 frame per secondo e 341 punti, circa il 30% in più rispetto alla versione precedente (rispettivamente 10,7 fps e 270 punti).

MBP 13 2020 Unigine

Durante questo test, la scheda grafica integrata non lavorava al 100% come è successo con la precedente generazione, ma bensì al 75%; inoltre il processore di decima generazione ha lavorato più al fresco (74°C rispetto agli 80°C) e con meno sventolame (2300 giri contro 7200).

Ultimi due aggiornamenti degni di nota, ma non ultimi per importanza per molti utenti:

  • la tastiera ora è come quella del MBP 16″ che abbandona definitivamente il meccanismo a farfalla in favore del ben collaudo e perfezionato meccanismo a forbice;
  • ricompare il tasto esc, separato dalla touch bar.

MacBook Pro 16″

Qui la bordata arriva dalla possibilità di scelta, in fase di acquisto, della scheda grafica discreta Amd Radeon Pro 5600 M: lo scherzetto costa caro, ma i risultati ci sono, ampiamente descritti dal video di Max Tech.

Il test con Blender (anche questo adatto a far capire le capacità nel 3D di una scheda grafica) indica che rispetto alla scheda 5500 M, a parità di memoria video di 8GB, la 5600 M guadagna 8 secondi (circa 1/4 del tempo) facendo scendere il tempo a 22 secondi.

Blender 5500M vs 5600M

Il test Unigine sottolinea le capacità di questo portatile in modo consistente: tra la 5500M e la 5600M c’è un aumento di 30 frame per secondo

Unigine 5500M vs 5600M

Ora però bisogna sedersi un attimo per non farsi male dopo aver letto: il risultato diventa sbalorditivo nel momento in cui si mette al confronto questo risultato con quello ottenuto dall’iMac 5k 2019 e l’iMac Pro.

Unigine 5600M vs iMac5k19 vs iMacPro

Sì, avete letto bene: l’iMac Pro viene messo dietro per un soffio di 3 frame per secondo e l’iMac 5k 2019 per 7.

É chiaro che con questa scheda grafica, il MBP 16″ raggiunge prestazioni di classe desktop, ma la cosa interessante è che queste prestazioni vengono raggiunte in mobilità senza che il portatile venga collegato alla presa di corrente: un risultato di tutto rispetto.

Questi risultati sono da tener bene in considerazione in base al motore di rendering che vengono sfruttati nel vostro lavoro.

Indubbiamente interessanti le prestazioni del MBP 16″ con Amd 5600 M se il motore di rendering usa la GPU; se invece vengono utilizzati motori di rendering che sfruttano la CPU, l’iMac Pro dice ancora la sua.

Il benchmark dell’iMac Pro, al contrario dei precedenti, è del tutto atteso se non addirittura da considerarsi come il minimo sindacale, essendo un Mac di classe desktop e dal costo importante.

Geekbench 5600m vs iMacPro vs iMac5k2019

eGPU

Ormai non si può evitare di parlare di eGPU: il valore aggiunto che riesce a fornire una scheda grafica esterna sono tangibili e spesso economicamente vincenti.

Per averne un’idea, vi riporto di seguito la comparazione dei costi del MacBook Pro 13″ + eGPU ed il MacBook Pro 16″ con 5600M:

  • MacBook Pro 13″ base = 1.529 €

  • Eclosure Core X = 300 € (indicativi)

  • AMD Radeon RT 5700 XT = 420 € (indicativi)

2.249 €

  • MacBook Pro 16″ base con AMD 5600 M

3.799 €

Con la differenza ci si può comprare un altro MacBook Pro 13″, così, per riserva.

Ed ora, valutati i costi, spazio ai risultati dei test!

Utilizzando il barbatrucco dei cavi senza testa nel test Geekbenck sia il 13″ che il 16″ dotati di eGPU hanno un discreto vantaggio computazionale rispetto al MBP 16″ liscio con la 5600M:

eGPU Geekbench

Il test Unigine, invece, racconta una storia un po’ diversa, ma molto importate.

L’utilizzo di una eGPU per il 13″ rimane vincente, sia dal punto di vista prestazione che dal punto di vista economico: il risultato porta il piccolo a livello del MBP 16″ con 5600M. Ma non si può dire altrettanto del risultato del MBP 16″ con eGPU.

eGPU Unigine

Il risultato del MBP 16″ con eGPU è più basso del 16″ liscio: è evidente che in questo test, il collo di bottiglia è la porta USB-C che collega la scheda grafica esterna. Nonostante la potenza computazionale a disposizione delle schede grafiche, il passaggio dei dati per quella porta rallenta la comunicazione tra CPU e GPU, con i risultati che abbiamo visto…

Riassumendo il discorso eGPU, con il MBP 13″ è sempre una scelta vincente, mentre non sempre lo è con il MBP 16″, soprattutto quando si parla della versione dotata delle prestante 5600 M.

Desktop

Qui la situazione necessita di una svecchiata, ma si sente aria di rinnovamento: i rumors parlano di una nuova veste per gli iMac, ma quello che urge di più è la parte hardware.

Non per altro, ma il MBP 16″ con la nuova scheda grafica fa vedere i sorci verdi a molti Mac della linea desktop…

Purtroppo, la svecchiata è arrivata con un aggiornamento hardware senza nuova veste per gli iMac ma per fortuna finalmente spariscono i dischi rigidi a piatti in favore degli SSD su tutti quanti.

In sintesi, sostanzialmente l’iMac da 21,5″ ha ricevuto questa modifica, mentre gli iMac 5K:

  • ricevono processori Intel di decima generazione: in fase di scelta ora è disponibile la versione a 10 core, mentre prima era disponibile solo l’8 core;
  • hanno come opzione la scelta di uno schermo con nano-texture (opzione vista per lo schermo esterno 6K XDR Pro Display di Apple) che lo trasforma in uno schermo opaco ad alta qualità;
  • sono ancora aggiornabili i banchi di RAM: non sono saldati alla scheda e si può acquistare la versione con meno RAM disponibile in modo da risparmiare nell’upgrade dei moduli di RAM dopo l’acquisto: l’opzione made in Apple è decisamente costosa;
  • hanno l’opzione di scelta di un SSD da 8 TB, mentre prima era solo di 2 TB;
  • hanno un nuovo reparto scheda grafiche: la versione base, al posto della AMD Radeon Pro 570X con 4 GB, ora ha la 5300 con 4 GB, basata sulla nuova tecnologia Navi di AMD; la migliore GPU disponibile era la AMD Radeon Pro Vega 48 con 8 GB mentre ora è la 5700 XT (già sentita, vero?) con 16 GB che attualmente è disponibile con questa quantità di RAM solo per Apple;
  • ricevono finalmente una web cam a 1080p che fino ad oggi era disponibile solo per gli iMac Pro;
  • hanno un nuovo set di 3 microfoni in array;
  • ricevono il chip T2 che, tra le altre cose, rende molto più veloce la codifica e decodifica dei filmati HEVC;
  • hanno ora la possibilità ci collegarsi a 2 display 6K (prima solo un display 5K);
  • hanno il lettore di schede SD classe UHS II che arriva a 280 MB/sec; il lettore precedente era un UHS I che arrivava a 100 MB/sec;
  • hanno l’opzione, in fase di acquisto, di dotare l’iMac con una porta Ethernet a 10 Gigabit

L’iMac Pro ha mantenuto il prezzo della versione base acquistando però l’Intel Xeon 10-core a 3.0 GHz (il precedente era un 8-core) ma dalle caratteristiche che ha ora l’iMac 5k, è probabile che ci sia una bella battaglia serrata tra questi due…

Diamo un’occhiata alle prestazioni

Nel video pubblicato da Max Tech in cui viene provato l’iMac 5k con Intel i7 a 3.8 GHz ( Turbo Boost 5.0 GHz) dotato di GPU 5500 XT, nel test Geekbench 5 multi core ha totalizzato 8.892 che lo portano davanti al top di gamma dell’anno scorso e all’iMac Pro base del 2017.

iMac5K 2020 Geekbench

Geekbench classifica

Dal punto di vista delle prestazioni della scheda grafica, nel test Unigine l’iMac 5K con scheda grafica 5300 arriva a totalizzare 64,3 fps rispetto ai 46,8 del precedente modello, con aumento di prestazioni del 37% circa.

iMac 5k 2020 test Unigine

Anche dal test Cinebench arrivano buone notizie con un aumento delle prestazioni del 20% rispetto al modello precedente:

iMac 5K 2020 test Cinebench

Diamo un’occhia al portafoglio

L’iMac 5k con processore Intel i7 a 8-core e Radeon Pro 5500 XT (usato per le prove) costa 2.700 euro: se volessi alzare l’asticella potrei aggiungere il processore i9 con 10 core e la scheda grafica 5700 XT con un costo finale di 3.830 euro.

L’IMac Pro appena aggiornato con processore Intel Xeon a 10-core a 3 GHz e Radeon Pro Vega 56 costa 5.600 euro.

La bilancia pende verso l’iMac 5k: le prestazioni sulla carta, visto che non sono ad oggi test sull’iMac Pro 2020, dovrebbero essere simili e la scheda grafica ha una tecnologia più aggiornata, il tutto risparmiando circa 1800 euro.

Conclusioni

Tutto chiaro, no?

Troppo facile…

Rimescoliamo le carte

Apple la lanciato la sua bomba che ha scompigliato le idee e lo status quo. E si vocifera che l’impatto non sarà circoscritto all’ambiente Mac.

La bomba, di cui ne scrivevo già nel lontano dicembre 2018, è stata finalmente sganciata ufficialmente durante il WWDC 2020 (la conferenza degli sviluppatori di app Apple):

A fine anno avremo un Mac dotato di chip ARM

In questo momento si possono solo fare delle congetture: il Mac Arm arriverà a fine di questo anno, ma non si sa che tipo di macchina ne sarà equipaggiato; si ipotizzano i MBP 13″ e gli iMac 21,5″ che probabilmente cambieranno anche diagonale dello schermo (14″ e 24″ rispettivamente).

Il realtà non si tratta di un chip ma di un SoC (System On Chip): in pratica è un chip, in questo caso Arm, che ha un suo ecosistema di co-processori con funzioni dedicate, il tutto saldato in un blocco solo.

Il suo nome è Apple Silicon e le promesse sono:

  • minor consumo di batteria;
  • maggiori prestazioni;
  • integrazione col software Apple.

Per permettere agli sviluppatori di provare e testare le proprie applicazioni in ambiente ARM, Apple ha generosamente reso disponibile a pagamento un kit apposito che comprende un Mac Mini con chip A12Z (attualmente in dote agli iPad Pro).

Perché ve lo dico?

Perché, come era prevedibile, sono iniziati a circolare i primi benchmark di questa macchina e i risultati sembrano allineati a quelli ottenuti da un MacBook Air con Intel i3 dual core.

Sembrano

Tenendo bene a mente che il MacMini developer kit è dotato di un chip Arm A12Z pensato per iPad e che sicuramente quello destinato ai Mac sarà più cattivo, il test Geekbench è stato eseguito grazie a Rosetta 2 che permette il funzionamento di app sviluppate per chip Intel su hardware Arm.

Oltre all’esecuzione in emulazione del test, Geekbench 5 ha visto solo 4 degli 8 core del processore.

La realtà

Come vi avevo accennato all’inizio, la lunga gestazione di questo articolo ha portato i suoi frutti, guadagnando col tempo un quadro più completo e chiaro: mi riferisco al punteggio Geekbench nativo per Apple Silicon di recente notizia.

Il risultato?

Test A12X vs MBP 13 2020

Un leggero passo davanti al MacBook Pro 13″ 2020, con una tecnologia dell’anno scorso; direi che il risultato parla chiaro, no?

Stesso risultato con il test Geekbench che sfrutta le librerie Metal:

Tetst A12x vs MBP 13 2020 Metal

Per contestualizzare ulteriormente, dall’altra parte del fronte, Intel ha recentemente annunciato che la produzione a 7 nanometri dei propri chip è stata rimandata al prossimo anno.

Scheda grafica discreta: serve?

Sembra che questa sia la domanda che si sono posti in Apple, visto quello che ne è uscito dalla conferenza….

La risposta è stata “Ma anche no”.

Qui dalle retrovie si è levato un “bene, ma non benissimo”.

Come sapete sono un sostenitore di lungo corso dei chip ARM nei Mac, ma non mi aspettavo questa scelta che definire drastica è un eufemismo; Apple non è nuova a queste scelte: floppy, CD-ROM, SSD, USB-C giusto per citare alcune scelte che hanno fatto molto discutere, ma che alla fine hanno avuto tutte lo stesso risultato.

E voglio pensare solo alle scelte che si son rivelate vincenti per guardare con ottimismo anche questa nuova strada…

Detto questo, è molto probabile che i Mac dotati di SoC Arm nasceranno senza scheda grafica discreta perché avranno al loro interno una scheda grafica integrata, un po’ come fa Intel.

Visto che, come si dice in gergo, “Apple se la suona e se la canta” ci aspettiamo grandi cose da questa ottimizzazione di scala del suo hardware.

Ma c’è un’ombra, là in fondo. E nemmeno tanto piccola.

Software

Sì, secondo me un possibile ostacolo è proprio nel software.

Fino al lontano 2009, per me l’acquisto di un Mac da usare come macchina principale nella mia professione era fuori discussione: mancava AutoCAD, lo standard di fatto dell’epoca per la progettazione negli studi di architettura. E far partire un Mac con Windows sfruttando Bootcamp per me non era il massimo, un po’ come la virtualizzazione.

Poi è arrivato AutoCAD per Mac e la storia la sapete.

In questo momento si potrebbero creare le condizioni simili a quelle del 2009 per il nostro ambiente?

Penso che questa volta non sarà un software a far da ostacolo, ma bensì una parte di software farà pendere l’ago della bilancia: parlo delle librerie grafiche Apple Metal.

Affinché i software grafici possano lavorare bene sul SoC Apple Silicon dovranno abbracciare le librerie Metal senza remora perché pare che non ci saranno altre librerie supportate, come ad esempio OpenCL.

A questo punto la partita riparte con la palla al centro e le software house in attacco: da loro dipende la decisione di sviluppare i loro software in modo che possano sfruttare questa libreria.

E da questo dipende il benessere della piattaforma.

Facendo una veloce carrellata delle notizie che ho potuto seguire, Graphisoft ha dichiarato che svilupperà Archicad per Apple Silicon; Cinema 4D si è già visto funzionare sul nuovo hardware Apple; Autodesk ha portato il motore di AutoCAD su iOS; Unreal Engine sfrutterà per i suoi software le librerie Metal, come Unity e Blender; inoltre anche Adobe sarà della partita.

Decisamente un buon inizio!

Ma non è tutto: secondo le parole dello sviluppatore Steve Troughton-Smith per gli sviluppatori sarà molto facile trasportare app nate per iOS in ambito Mac: si è visto già Procreate sullo schermo del Mac, funzionante, senza particolari ottimizzazioni e questa possibilità non è davvero di poco conto per l’ecosistema Apple.

In più aggiungiamo che verranno rilasciate universal app che hanno già al loro interno codice che potrà essere eseguito sia su Intel o Arm in base all’hardware del computer.

Se siete curiosi di vedere come si stanno muovendo le acque, vi lascio questo bel video riassuntivo di Max Tech che parla di Apple Silicon:

Acquistiamo?

Questo è un periodo di transizione, di due anni, dichiarati da Apple.

Vi propongo i consigli con in mente la lineup attuale, nella speranza di aiutare ad orientarvi nell’acquisto tenendo ben presente che siamo nel bel mezzo di un periodo di transizione per l’ambiente Mac.

Come acquistare

Indipendentemente dal motivo, in questo periodo storico è meglio effettuare l’acquisto tramite noleggio o leasing per chi può sfruttare questi due metodi messi a disposizione per i professionisti: acquistando oggi, ci sarà la possibilità di effettuare un cambio del computer se e quando Apple Silicon potrà essere sfruttato al massimo col software che si utilizza nella propria professione.

Se invece l’acquisto sarà one shot, devono esserci delle ottime motivazioni alla base di questa scelta: bisogna mettere in conto che tra due anni, al termine della transizione, nelle migliori delle ipotesi ci sarà un abbattimento del valore del computer acquistato.

Nelle peggiori delle ipotesi gli attuali Mac dotati di chip Intel hanno sopra stampato 2023 come data di scadenza, ammesso e non concesso che al termine della transizione di due anni Apple Silicon sia effettivamente performante come si è intravisto dal test Geekbench di cui accennato in precedenza, nella speranza che la strada schede grafiche sia quella giusta, e che ci siano le app che usiamo per la nostra professione giá native per il nuovo hardware Apple.

Oltre a ciò, ricordo che in alternativa ai precedenti metodi di acquisto, ci sono i Mac:

  • ufficiali venduti da Amazon, spesso a costo più basso dello store ufficiale;
  • ricondizionati ufficiali Apple, anche se grossi risparmi non se ne fanno;
  • usati acquistati da privati (i miei ultimi tre, di cui l’attuale, sono tutti stati acquistati così).

Bene, rimangono solo i…

Consigli per gli acquisti

Di seguito sintetizzo questo articolo (e quelli precedenti) in uno schema molto semplice, mantenendo bene in mente che con l’asso nella manica della eGPU queste macchine possono accontentare anche gli architetti più esigenti, scombinando lo schema.

Inoltre, è molto probabile che lo schema in questione salterà inesorabilmente una volta che saranno messi in vendita i Mac Arm, ma di questo ne parleremo in futuro.

Lavoro con carichi molto pesanti

  • in mobilità: MacBook Pro 16″, con un occhio di riguardo per l’opzione di acquisto della scheda grafica [AMD 5600 M]: rende questo portatile potente quanto un desktop;

  • postazione fissa: se fino al giorno prima di questo aggiornamento mi sentivo di consigliare l’iMac Pro, ad oggi invece credo che sia più accessibile un iMac 5k top di gamma, con GPU 5700 XT, facendo un eventuale upgrade di RAM in seconda battuta, visto che non è saldata ed il costo di quella che fornisce Apple è leggermente cara. Inoltre, per chi non si accontenta, può pure metterci il processore i9 a 10 core ed il prezzo rimane comunque inferiore a quello dell’iMac Pro.

Lavori di rendering leggero e saltuario

Ultime raccomandazioni

Prima di acquistare un Mac, vi raccomando caldamente di dare un’occhiata preventiva alla guida offerta da MacRumors che permette di vedere a colpo d’occhio se un Mac è prossimo ad essere sostituito o no, con una chiara classificazione a colori (verde, arancio, rosso e grigio) che indicano se acquistarlo subito, acquistarlo con cautela, da non comprare o neutrale (rispettivamente): nel corso del tempo la guida è aggiornata quindi è valida ogni periodo dell’anno.

Ribadisco: a fine anno avremo un Mac con SoC ARM che farà saltare tutta l’idea sviluppata fin qui, senza considerare le ricadute a livello di acquisto e di scelta che si potranno fare in questo particolare periodo.

Buon Mac (Arm) a tutti!

 

Foto di testa by Reza Shayestehpour on Unsplash

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