[macOS] Big Sur ed M1

Premessa

In questo articolo provo a mettere per scritto qualche pensiero a riguardo delle recenti novità Apple che possono riguardare il settore dell’architettura.

Ci sono due grosse novità, o se vogliamo chiamarle in modo diverso, due livelli di complessità nuovi che riguardano l’hardware Apple. E non solo: anche il software, visto che in questo caso Apple gioca in casa.

macOS Big Sur

La prima cosa che riguarda davvero tutti è il nuovo sistema operativo Big Sur. Questo nuovo sistema operativo introduce alcune novità: quelle che appaiono di più sono sicuramente quelle dal punto di vista dell’interfaccia grafica perché il sistema operativo macOS si sta avvicinando sempre di più allo stile grafico di iOS.

macOS Big Sur

Oltre alle novità grafiche, segnalo un generale miglioramento di Safari ed una bella funzione di monitoraggio delle password per verificare se sono state compromesse; per il resto Apple è intervenuta su Messaggi, Mappe, Note , Foto, Promemoria e Spotlight per citare le app che utilizzo di più.

Safari privacy

Come sempre sconsiglio di aggiornare il proprio sistema operativo sui propri Mac che vengono utilizzati come macchina principale perché si possono presentare qualsiasi tipo di problematica: come sapete il tempo è denaro e non mi sembra il caso di spendere il poco tempo che abbiamo nel cercare di far funzionare il sistema operativo appena rilasciato con le proprie applicazioni o il proprio hardware; meglio aspettare qualche mese di stabilizzazione.

Questo è un consiglio valido in generale e non solo per il sistema operativo Macintosh: è valido anche per le app che non vanno installate al day one.

Vi lascio come sempre un link per controllare l’eventuale compatibilità delle app che utilizzate con il vostro sistema operativo, per sicurezza però è sempre meglio consultare anche le pagine dello sviluppatore del software che vi interessa.

Apple Silicon

L’altro livello di complessità di cui vi avevo accennato all’inizio riguarda il nuovo hardware Apple Silicon M1 che è in dote ai nuovi MacBook AirMacBook Pro 13” e Mac Mini: è il nuovo System On Chip (per gli amici SoC) che racchiude CPU, GPU e memoria di sistema, più tutto un corollario di co-processori che, tirando le somme, hanno fatto la festa ad Intel.

Qui la situazione è particolare perché siamo di fronte ad un hardware nuovo e diverso da quello a cui siamo abituati con Intel (in dote ancora ad alcuni Mac in vendita) e pertanto i software vanno adeguati. Apple ha dichiarato un paio di anni di transizione prima di abbandonare del tutto Intel ed ha previsto, per agevolare gli utenti e gli sviluppatori, un emulatore implementato in Big Sur: si chiama Rosetta 2 e permette ai programmi scritti per Intel (gli stessi che abbiamo usato fino ad oggi) di funzionare anche col chip M1.

I programmi sviluppati (o compilati per essere più precisi) per chip Intel funzioneranno in emulazione e non con codice nativo per l’hardware M1, conseguentemente questi software vivranno finché:

  • lo sviluppatore continuerà a programmare queste app per Intel;
  • sarà disponibile Rosetta 2 su macOS;
  • lo sviluppatore cambierà il codice in modo tale che funzioni anche su hardware M1.

Quest’ultimo è un punto abbastanza critico perché, come sapete, i sistemi dipendono molto dalle applicazioni che si possono usare con esso. Ad esempio lo stesso Windows ha due versioni diverse del sistema operativo in base all’hardware su cui viene installato: Intel o ARM.

Windows per chip ARM non ho avuto molto successo perché essenzialmente mancavano le applicazioni compilate per questo tipo di processori, da cui derivano tra l’altro i SoC Apple Silicon.

Nonostante l’esperienza di Windows sia un brutto precedente sono molto ottimista a riguardo: recentemente anche Windows si è messa sulla strada di Apple introducendo un emulatore che permette di far funzionare applicazioni sviluppate per CPU Intel x86 su piattaforma ARM.

La chiave di volta

Pensateci un po’ bene, c’è una caratteristica dell’accoppiata macOS/M1 che Windows non ha: tutte le applicazioni scritte per iOS che oggi funzionano su iPhone e iPad. Grazie al chip M1 e al sistema operativo macOS, tutte queste applicazioni potranno essere utilizzate anche sui Mac e questo è molto interessante perché si aprono nuove prospettive.

Ad esempio: chi ce lo vieta di smettere di usare AutoCAD in favore di CAD Pockets per iOS visto che inoltre ha prezzi più competitivi?

Esempio concreto: è sbarcato su macOS l’app per iOS Shapr3D, che sto provando in versione Beta. Vi posso garantire che è davvero spettacolare poter vedere un software sviluppato per iOS in funzione sul Mac! Le prime impressioni d’uso le posso racchiudere in due parole: è imbarazzante la facilità d’uso di questo modellatore 3D, tanto da mangiarsi a colazione SketchUp per quanto riguarda la semplicità d’uso.

Quindi si potrebbe profilare un futuro non troppo lontano in cui le applicazioni che utilizziamo sul Mac non saranno solo più quelle blasonate che conosciamo tutti: ci sarà una concorrenza molto forte proveniente dalle applicazioni che sono attualmente residenti nello App Store per iOS e che molto probabilmente saranno molto competitive anche sul prezzo, oltre che sulla facilità d’uso.

Torniamo al presente

Questo è quello che potrebbe essere il futuro, ma in questo articolo parliamo anche di quello che è il presente e ci sono alcuni punti da chiarire.

Windows

Il primo punto da chiarire è che in questo momento non è possibile utilizzare Boot Camp per eseguire un sistema operativo diverso. Rimane la possibilità di utilizzare software che virtualizzano il sistema operativo, ma questo deve essere adatto ai chip ARM.

Parallels Desktop, il più famoso dei software di virtualizzazione, sta lavorando a una versione per questi nuovi Mac e probabilmente lo farà in futuro anche Virtual Box.

Inoltre, lo sviluppatore dell’emulatore QEMU è riuscito a far funzionare in modo nativo Windows per ARM su macchina Mac M1.

Buone notizie, ma tutte da sviluppare.

eGPU

L’altra cosa da chiarire è se questo chipset supporterà le eGPU che, come sapete, è una mia passione.

C’è da dire che dai benchmark che sono stati pubblicati (di cui ho parlato approfonditamente nella puntata 99 di Snap – Architettura Imperfetta) ricorrere all’utilizzo di una eGPU con questi Mac M1 diventi addirittura sconveniente.

L’attuale versione del chip M1 con la sua GPU integrata è già di altissimo livello sebbene sia la prima versione del loro chip e porta a casa dei punteggi che non fanno rimpiangere l’assenza di una scheda grafica discreta o di una eGPU esterna. Va da sé che sicuramente non fanno rimpiangere le schede grafiche integrate dei chip Intel che nel confronto diretto ne sono uscite con le ossa frantumate.

Conclusioni

Questa è una situazione molto interessante che, se da una parte mi fa comunque sconsigliare l’upgrade immediato al momento del rilascio di un nuovo sistema operativo, dall’altra mi fa consigliare di acquistare senza dubbio i nuovi Mac con M1: il rapporto prezzo/prestazioni è di sicuro più elevato dei Mac ancora in vendita equipaggiati con CPU Intel ed il futuro di Apple passa per lo sviluppo di Apple Silicon.

Anzi, per chiarire meglio la questione.

Per chi può aspettare e vuole passare ad M1, è meglio che aspetti la prossima infornata dei SoC Apple: quella in vendita è solo il primo colpo di avvertimento, non ci vorrà molto affinché Apple alzi l’asticella delle prestazioni per i Mac di fascia alta.

4 pensieri riguardo “[macOS] Big Sur ed M1

      1. Virtual Box mi è sembrata molto ermetica dopo l’annuncio di M1 ed è possibile che non riesca a portare avanti il progetto su ARM. Però, in compenso, ci sono anche WINE e VMWare che si stanno lanciando su ARM!

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