Twinmotion – Hardware a confronto

Premessa

Ho la fortuna di esser circondato da belle persone ed è qualcosa di davvero speciale.

Queste persone sanno bene qual è la mia situazione quando parlo di divulgazione per gli architetti che lavorano col Mac: sono in perenne attesa di ricevere in prova del nuovo hardware Apple per effettuare dei test che possano andar al di là delle canoniche (ormai) prove di carattere generale, andando a dare delle risposte più verticali dedicate al mondo dell’architettura, al nostro mondo.

Come si dice, aspettando Apple, "campa cavallo".

Per fortuna, come dicevo all’inizio, godo di un "bell’intorno" di persone che mi hanno aiutato a dare almeno una risposta ai quesiti che ho in testa.

Tutto è partito dal grandissimo Matteo Scandolin che ha acquistato il nuovo Mac Studio per il suo lavoro e mi ha proposto di effettuare qualche test per saggiare la potenza della sua macchina: tempo di ricevere il messaggio, la risposta è arrivata pronta.

Per evitare di far perdere tempo a Matteo, dovevo trovare uno strumento per il test che fosse di immediato utilizzo, che richiedesse pochissimo tempo per effettuare il test ma che mettesse sotto torchio l’hardware, che fosse al passo coi tempi e che potesse essere compreso da tutti gli architetti.

Per me è stato naturale pensare a Twinmotion: il processo di rendering stressa molto l’hardware (come le nuvole di punti) ed i software di rendering in real-time sono il nuovo che avanza; come avete potuto vedere dalle pagine di questo blog e da quello che ho descritto sul podcast, Twinmotion è un software molto intuitivo e per il test non c’è stato nemmeno bisogno di creare un modello ad hoc: in Twinmotion ci sono due modelli di test pre-caricati, con le viste già impostate, solo da renderizzare; tra l’altro fortuna vuole che sia stata rilasciata la versione 2022.2 Preview 1 di Twinmotion pochi giorni prima del test permettendo di utilizzare la versione più aggiornata disponibile.

Perfetto.

Tranne che per un "particolare" grosso come un elefante: il Path Tracing.

Provo a dare una sintesi di cosa si tratta: nel mondo dell’ArchViz e nell’architettura penso possa esser dato per scontato cosa sia il Raytracing: quest’ultimo è una forma super ottimizzata di Path Tracing. Il Raytracing è più veloce con minore qualità di calcolo; il Path Tracing è più lento con maggior qualità di calcolo.

Introdotta nella versione 2022 di Twinmotion, questa modalità di calcolo di luce è molto più accurata e realistica di quella normalmente usata da Twinmotion e non è disponibile per i computer Mac a causa della libreria grafica Metal su cui si appoggia Apple, su cui però per ora non si appoggia Twinmotion.

Un peccato… O un’opportunità?

Opportunità

Questa situzione si è trasformata in opportunità perché il "cerchio" dei partecipanti si è potuta allargare, coinvolgendo due altri utenti del canale Snapper su Telegram (dedicato agli ascoltatori del podcast Snap) che si sono prestati volentieri e senza remore a questo esperimento.

Ferruccio Della Schiava e Mariano Di Benedetto sono entrambi molto preparati nel mondo dell’ArchViz ed hanno accettato di buon grado, trovando il tempo di inserire questo test nel loro lavoro, come ha fatto Matteo.

Segnalo che Mariano mi ha aiutato con la sintesi delle differenze tra Raytracing e Path Tracing, mentre Ferruccio ha realizzato un video proprio con i risultati del suo test che vi consiglio di andar a vedere direttamente sul suo canale Youtube!

Così, in poco tempo e grazie al loro aiuto, sono riuscito a mettere insieme 4 computer diversi (anzi, diventati 5 mentre scrivevo questo articolo), con diversa configurazione hardware e con sistemi operativi diversi, tutti impegnati nello stesso test, con lo stesso software, con lo stesso modello.

Non solo: con il diverso utilizzo del Path Tracing è stato possibile paragonare visivamente e computazionalmente i due diversi metodi di calcolo della luce in Twinmotion.

Prima di passare a presentare i due Team ed il focus del test, un ringraziamento di cuore enorme per questi amici che mi hanno dato una mano a chiarire le idee su questo diverso hardware in questo test con lo solo scopo di rendere molto più facile la scelta per tutti.

Penso che ci siamo riusciti, spero che questo articolo schiarisca le idee anche a voi.

Alla fine di ogni test ho aggiunto un paragrafo con le Osservazioni personali che, in quanto personali, sono del tutto opinabili e siete invitati ad aggiungere nei commenti punti di vista diversi.

Ora è venuto il momento di presentare i due Team!

Partecipanti

Team Mac "Scappati di casa"

Roberto (MBP 13" 2019)

  • Processore: Intel i5 8257U, 1.4 GHz (Turbo Boost 3.9 GHz)
  • RAM: 8 GB, 2.133 MHz
  • GPU: Intel Iris Plus Graphics 645 (integrata)

Matteo (Mac Studio)

  • Processore: Apple M1 Max 10-core
  • RAM: 32 GB unificata
  • GPU: Apple M1 Max 24-core (integrata)

Team Windows "Super Saiyan"

Mariano "Sayian 1"

  • Processore: Intel i7 3770, 3.4 GHz
  • RAM: 16 GB, 1600 MHz
  • GPU: GTX 1060, 6 GB

In fase conclusiva di questo articolo Mariano ha avuto l’opportunità di acquistare un nuovo portatile MSI e del suo acquisto ne beneficiamo anche noi perchè l’ha messo subito sotto torchio per questi test!

Mariano "Sayian 2"

  • Processore: Intel i7 12700H, 3.5 GHz
  • RAM: 16 GB DDR4
  • GPU: GTX 3070, 8 GB

Ferruccio

  • Processore: Ryzen 7 2700x 3.7 GHz (overcloccato a 4.0 GHz)
  • RAM: 32 GB 3200 MHz
  • Video: RTX 3060 Ti, 8 GB

Primo test: rendering di un’immagine

Pronti, partenza, via!

Il primo test riguarda il tempo impiegato a renderizzate la prima immagine tra quelle disponibili nell’elenco tra quelle pre-impostate nel modello Lakerhouse disponibile in Twinmotion.

Per renderlo più frizzante ho chiesto ai partecipanti di indicarmi il prezzo speso per le loro macchine: ho inserito questo dato perché penso sia importante per esplicitare il rapporto prezzo/prestazioni che è importante nella vita di ogni professionista.

Risultato

TM - Prezzo prestazioni 1 immagine

Osservazioni personali

Il grafico parla chiaro: per ottenere immagini in poco tempo bisogna spendere, regola che abbiamo imparato a conoscere bene.

Il denaro, come ci ha spiegato qualche tempo fa Fabio Palvelli su Snap, è un tool che permette di risparmiare tempo e di ottenere più lavori che possono essere completati e fatturati in minor tempo.

Nel dettaglio voglio spendere due parole a riguardato dei risultati: il mio MacBook Pro 13" che non è stato acquistato con nessuna intenzione di usarlo nel mondo ArchViz, ha ottenuto il tempo più alto al costo più basso (essendo acquistato usato). Una cosa penso debba esser chiara però: il tempo di 2′ e 12" è senza dubbio migliore di quello che si possa ottenere con qualsiasi software di rendering statico.

Anche in questo caso, è chiaro che un software di rendering in real-time può cambiare la vita ai professionisti anche se non hanno un hardware dedicato.

Salta subito agli occhi il risultato notevole di forza bruta ottenuto dal computer di Ferruccio che ha messo in fila tutti, dal primo all’ultimo, Mac Studio compreso; dal punto di vista del rapporto prezzo/prestazioni l’acquisto di Mariano si rlvela davvero efficace ottenendo un tempo di tutto rispetto che lo metto in competizione con i computer fissi in prova.

D’altra parte, il test ha messo in evidenza un paio di punti che voglio condividere.

Nonostante Twinmotion sia stato usato sul Mac Studio in emulazione con Rosetta 2, non essendo un software nativo, ha ottenuto un gran bel tempo, portandosi a pochi secondi dal computer di Ferruccio e Mariano sul quale viene eseguito invece in modalità nativa.

Se pensiamo a questo, considerando che inevitabilmente Twinmotion lavora gioco forza rallentato, possiamo ipotizzare che se fosse stato eseguito in modalità nativa il test sul Mac Studio con Twinmotion avrebbe potuto ottenere almeno un tempo identico, molto probabilmente forse inferiore rispetto ai migliori. Questo è un indizio che fa riflettere, indicando la bontà dell’architettura Apple Silicon e sottolineando però che il successo di questo SoC dipende dal software.

Il secondo punto è che Apple Silicon è un SoC, senza GPU discreta: dal punto di vista hardware questo SoC sta andando a suonare il campanello al settore delle schede video discrete, confrontandosi con schede di fascia media e di tutto rispetto come la Geforce 3060 Ti e la 3070.

Secondo test: rendering di 11 immagini

In questo test ho lasciato fuori il mio Mac: il risultato sarebbe stato un tempo così elevato che avrebbe reso poco leggibili i risultati degli altri computer ed ho lasciato a malincuore solo Matteo a portare avanti la bandiera del Team Scappati di casa.

Altra particolarità di questo test è stata la richiesta di effettuare il rendering senza l’utilizzo di Path Tracing: questo è stato utile a livellare i risultati, utilizzando un metodo di calcolo supportato da tutti e direttamente confrontabile.

Risultato

Twinmotion - 11 immagini

Osservazioni personali

La GPU Nvidia 3060Ti del computer fisso di Ferruccio ha tirato fuori i muscoli ed ha fatto valere la sua potenza sfruttando a piene mani l’ottimizzazione software, mentre è evidente come il Mac Studio (come previsto e spiegato precedentemente) sia stato penalizzato dalla non ottimizzazione per Apple Silicon del software utilizzato, facendo i conti con l’esecuzione delle operazioni di rendering in modalità emulazione passando da Rosetta 2 ed i relativi rallentamenti.

Parliamo indicativamente del 50% in più rispetto al computer di Ferruccio che, nella realtà dei fatti, è meno di 3/4 di minuto che personalmente, a queste condizioni al contorno, giudico del tutto accettabili.

Anche il PC di Mariano “S2” si è fatto valere nonostante sia un portatile in confronto a dei computer fissi ed aggiungo che anche il computer “S1″ ha fatto valere l’ottimizzazione della GPU Nvidia: ridendo e scherzando, riesce a fare 11 immagini quasi nello stesso tempo necessario al mio MacBook Pro 13” del 2019 a farne una.

Il risultato anche in questo caso è chiaro: nel caso in cui il vostro lavoro richieda di eseguire molte immagini renderizzate, è chiaro il vantaggio competitivo di un computer con scheda grafica discreta. In caso contrario, anche sulla scorta del test precedente, la situazione è abbastanza livellata e per render occasionali la scelta è più libera.

Terzo test: rendering di 18 immagini

Questo test è quello più particolare nella valutazione: entra in gioco il Path Tracing per l’hardware che lo supporta. Sarebbe stato giusto far fare questo test solo all’hardware supportato? Penso proprio di no e come immaginavo il risultato ha dato lo spunto per alcune interessanti riflessioni.

Risultato

Twinmotion - 18 immagini

Osservazioni personali

Ai vertici della classifica ci sono i computer fissi di Ferruccio e Matteo che hanno ottenuto tempi sostanzialmente identici: bisogna ricordare che però il Mac non supporta il Path Tracing ed il calcolo dovrebbe esser stato più leggero per il Mac.

Il risultato è però interessante: non avendo altri dati sotto mano, posso ipotizzare che il peso sulla macchina del metodo di calcolo del Path Tracing della luce possa essere lo stesso o simile di quello che deve sopportare il Mac quando esegue il rendering in emulazione?

Teoria interessante che andrebbe approfondita, alla luce del fatto che nel test di rendering da 18 immagini sul Mac il SoC sia stato occupato al massimo per valori intorno al 60% e temperature che non hanno superato i 45° di temperatura, temperatura che raggiunge il mio Mac appena acceso, giusto per dare un ordine di grandezza e ringraziare nuovamente Intel per tutto ciò.

Altro risultato di valore è stato quello ottenuto dal computer portatile "S2" di Mariano che si è portato a ridosso dei primi con un distacco di mezzo minuto: davvero poca cosa!

Conclusioni

Partiamo dal software utilizzato per il test: indubbiamente l’introduzione del Path Tracer su Twinmotion ha permesso di ottenere delle immagini davvero notevoli e di un altro livello rispetto alle stesse immagini senza l’utilizzo di questo metodo di calcolo della luce.

Vi faccio vedere un esempio:

Tornando sul focus del test, dal punto di vista del nostro mondo degli architetti che usano Mac questo test ha dimostrato che il Mac Studio è una buona macchina adatta anche per il rendering: questo tipo di lavori non hanno impensierito l’hardware che non è mai andato in crisi e non si è surriscaldato o meglio, si è solo intiepidito.

Apple Silicon, sebbene sia alla sua prima versione, ha dimostrato che di birra ne ha parecchia, confrontandosi a testa alta con schede grafiche discrete di fascia media.

Rimane da risolvere un punto fondamentale per questo hardware: il supporto nativo ed ottimizzato da parte degli sviluppatori. Twinmotion è la prima vittima illustre di questo test, ma ci sono moltissimi software non ancora nativi per Apple Silicon (come ad esempio Autocad ed Archicad per citarne due) ed altri software come Blender, che è diventato nativo da poco ma non ha espresso ancora tutta la potenza a disposizione perché non ottimizzato mentre ad esempio Vectorworks ha mostrato subito che le prestazioni sono consistenti ottimizzando il software.

Siamo all’inizio, non c’è dubbio, e c’è molto lavoro da fare: Apple da parte sua ha cercato di aiutare gli utenti Mac grazie a Rosetta 2, permettendo a software non nativi di essere eseguiti comunque su Apple Silicon. Gli sviluppatori stanno iniziando ad avvicinarsi a questo nuovo hardware ed i primi risultati si vedono: l’elenco di software nativi incomincia a diventare consistente nel nostro ambiente per fortuna, senza considerare un altro aspetto che ha anch’esso in qualche modo un ascendente sullo sviluppo software: gli applicativi per iPadOS e le nuove possibilità che offrono sia su iPad che Mac.

Il mondo del software però non è così lineare come si pensi ed è un tassello molto importante nel futuro dell’hardware: un esempio per tutti è quello che ho descritto in questo articolo e, se seguite da qualche tempo questo blog, ne avete letti certamente di altri.

Grazie all’aiuto degli amici che mi hanno aiutato ad effettuare questo test comparativo mi sono chiarito un po’ le idee e sono favorevole all’utilizzo del Mac Studio per i singoli professionisti o negli studi di architettura: le prestazioni sono adeguate e non andrà certamente in crisi nell’effettuare molti render o realizzare viste a 360° o video renderizzati.

Questo hardware però non è ancora adatto ai professionisti dell’ArchViz: nel caso di Twinmotion manca il Path Tracing ed altri software utilizzati dalla maggioranza degli ArchViz Artist funzionano solo su Windows, inoltre rimane dal punto di vista hardware l’impossibilità di intervenire personalmente per effettuare upgrade futuri.

Come ho scritto poche righe fa, siamo all’inizio: i segnali sono molto positivi, non mancheranno ulteriori sviluppi software e upgrade della famiglia Apple Silicon che sono certo porteranno un utilizzo ancora più spinto dei Mac negli studi di architettura.

Foto di testa by Peng Original📷 on Unsplash

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