[iPadOS] Nuovi orizzonti

Si aprono nuovi orizzonti per l’utilizzo di iPad in architettura; non dobbiamo dire ancora addio al Mac oggi, ma la strada è stata intrapresa!

L’approdo di SketchUp per iPad è un altro tassello del percorso al ritorno della matita all’architetto, ma anche l’inizio (nelle mie speranze) di una metamorfosi del computing, almeno per chi lavora in ambito dell’architettura e della progettazione, slegando il lavoro del professionista dalla necessità di una scrivania.

Dotazione hardware

La riflessione nasce dal fatto che iPad Pro, tutto sommato, offre una consistenza hardware maggiore rispetto ad un Mac permettendo di fare più cose: mi riferisco a tre frecce all’arco di iPad che il Mac ora non ha: Apple Pencil, LiDAR e fotocamera.

Della prima freccia al proprio arco, non c’è nemmeno bisogno di parlarne: progettare con le app per architetti con una matita in mano non ha eguali, regalando il feedback di vedere direttamente ciò che si sta facendo dalla punta della matita, liberandoci dalla sensazione di allontanamento dall’azione progettuale che ci ha abituato il mouse.

La seconda è il sensore LiDAR: grazie a questo componente hardware è possibile ottenere scansioni più precise dell’ambiente costruito, fornendo una nuvola di punti ed un rilievo subito disponibile e digitale. Di applicazioni su App Store ce ne sono molte: oltre al consiglio di provarle seguendo le indicazioni di Pietro Massai nel suo video, mi limito ad indicarne tre da cui partire: Magicplan, Polycam e Scaniverse.

Aggiungete sul piatto Matterport Axis che trasforma il vostro iPhone in uno scanner portatile ed il quadro diventa ancor più interessante!

La terza è la fotocamera che permette di fare scatti in cantiere e di sfruttare la realtà aumentata come fa SketchUp come spiegato nell’articolo oppure con Morpholio Trace, ad esempio, che mi ha permesso di effettuare una foto dell’ambiente costruito e di disegnarci sopra facilmente utilizzando il riconoscimento dei punti di fuga della fotografia e spiegare velocemente l’idea progettuale direttamente sul posto.

Morpholio Trace - Disegno in cantiere

D’altra parte il Mac ha dalla sua la possibilità di usare applicazioni più verticali e più bisognose di potenza, probabilmente.

Probabilmente

Dopo l’avvento del rendering in real-time (o qualcosa di molto simile) che abbiamo potuto vedere con l’introduzione di Visualizzazione in Shapr3D, le possibilità e la potenza di calcolo di un iPad Pro non sono più tanto inutilizzate. Ora con SketchUp per iPad si potranno anche importare modelli più importanti e con più poligoni che metteranno alla prova gli M1 che da qui a breve lasceranno il posto agli M2.

All’appello mancano applicativi verticali per il BIM nella progettazione architettonica, cosa che sarebbe molto ben gradita: penso che possa essere davvero molto interessante la possibilità di poter progettare in punta di Pencil col BIM. Visto che iPad ha la possibilità di comportarsi come un computer con tastiera esterna e mouse, non c’è nemmeno bisogno di passare da Pencil per il BIM, tutto sommato.

Dal punto vista dello sviluppo software, in ambito degli applicativi per computer Apple, ho notato l’occasione mancata di utilizzare le possibilità offerte da Sidecar: sfruttabile con i programmi dedicati al fotoritocco come Photoshop ma inutilizzabile con software CAD e BIM. Un vero peccato.

In ogni caso, lo sviluppo software prende altre strade, spesso inaspettate.

Oltre ai soliti noti del BIM authoring che sono diventati i capi saldi della filosofia BIM, sono saliti su questo treno anche altri sviluppatori software che permettono l’utilizzo del BIM in cloud, aprendo ai dispositivi come iPad di effettuare questo tipo di progettazione.

Il nuovo che avanza

Qonic è un tool che permette la modellazione tridimensionale utilizzando Unity come cuore della visualizzazione in real-time del progetto, calibrando la quantità di dati da visualizzare tramite l’utilizzo di LOD e permettendo l’interoperabilità tramite il formato di file IFC.

Arcol è un altro tool di collaborazione online per il BIM, paragonandosi a quello che è stato Figma per la collaborazione sui progetti di design.

Nell’ambito dello sviluppo software del BIM mobile, chiamiamolo così, siamo solo all’inizio e penso che i grandi sviluppatori software non staranno a guardare dalla finestra.

Ci sono anche piattaforme online per la gestione dei file BIM: cito una su tutti BIMplus di Allplan che permette di accedere potenzialmente da qualsiasi dispositivo ai propri file.

A proposito di novità, immagino che abbiate sentito parlare in qualche modo del formato IFC utilizzato nell’ambito della progettazione architettonica come file di interscambio di informazioni tra software diversi: visto anche dal sottoscritto come panacea ai mali dell’interoperabilità del mondo dell’architettura e re dell’interscambio di dati, alla corte del suo trono si sta affacciando un nuovo formato che vuole rendere queste operazioni più semplici e produttive.

Il nuovo formato file, dal nome evocativo ".bim" è pieno di promesse e probabilmente aprirà le porte a nuovi sviluppi in questo campo, decisamente mai domo. Tra le sue caratteristiche ci sono anche una migliore efficienza, appoggiandosi solo a mesh triangolari e presumibilmente più leggero: un ottimo candidato come linguaggio di trasmissione di dati su piattaforme mobili che avvicinano ancora di più tablet e smartphone al mondo BIM.

Foto di testa by Pavel Homenko on Unsplash

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