Evento Apple di settembre: commento in diretta ed attrazioni architettoniche

Domani sera, martedì 12 settembre, ore 19.00 italiane, si terrà il keynote per la presentazione dei nuovi modelli di iPhone: è uno strumento fondamentale per la mia vita privata e lavorativa, sono molto curioso di vedere le conferme e le smentite su questi nuovi modelli e le altre novità che saranno presentate durante l’evento.

Ma soprattutto, sono ben lieto ed orgoglioso di annunciare che sarò nuovamente ospite, questa volta in compagnia di Justen Rosati, Cesare Giraldi e Simone Gusella, nel live streaming della puntata speciale del podcast TechnoPillz condotto da Alex Raccuglia in cui insieme commenteremo in diretta l’evento Apple.

Qui potete ascoltare il trailer della puntata di martedì mentre qui potete sentire le nostre previsioni registrate in tempi non sospetti.

Non solo: altro punto di interesse di questo evento, è che si terrà ad Apple Park nel nuovissimo Steve Jobs Theater!

Per farsi un’infarinatura dell’edificio, sperando che durante l’evento ci sia spazio per una presentazione dedicata ad esso, consiglio di dare un’occhiata al video pubblicato da Duncan Sinfield il 5 di settembre in cui si può vedere lo stato di avanzamenteo dei lavori in Apple Park ma in cui è anche possibile vedere la bellissima entrata dello Steve Jobs Theater, un basso cilindro completamente vetrato che fa sembrare sospesa la sua copertura.

La sala conferenze è completamente interrata e quindi è celata alla vista, ma è possibile dare uno sguardo al suo interno grazie all’ articolo di Micheal Potuck pubblicato da 9to5Mac: ci sono alcune foto scattate durante i lavori ed anche una pianta dell’edificio.

A domani sera!

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DraftSight 2017 SP3

Disponibile la nuova versione SP3 di DraftSight 2017, rilasciata in agosto, con le seguenti novità:

  • Compatibile con macOS Sierra, non pervenuta la compatibilità con macOS High Sierra: tanto non verrà rilasciato a breve, no?
  • Le note di rilascio fanno intuire che questa sia una release di mantenimento: 11 bug corretti, di cui tre riguardano la versione in lingua tedesca.

 

AutoCAD 2016 vs 2017

Interfaccia grafica a confronto

Ho provato a dare un nome alle perplessità che avevo espresso nel precedente articolo scritto in occasione della presentazione di AutoCAD 2017 per Mac: sono partito quindi effettuando degli screenshot dello schermo Retina del mio MacBook Pro 13″ con una risoluzione di 2560 x 1600 pixel; per confrontare la diversa occupazione dello schermo delle due interfacce grafiche, ho sfruttato la possibilità di nascondere la Dock di macOS tramite la scorciatoia da tastiera cmd+D per la versione 2016 di AutoCAD per Mac, mentre per la versione 2017 ho sfruttato la modalità full screen non disponibile per la versione 2016.

Barra degli strumenti (Tool sets)

Purtroppo i presentimenti che avevo sulla possibilità di ridimensionare la barra degli strumenti in AutoCAD 2017 per Mac si sono rivelati fondati: nonostante la visualizzazione standard della barra sia collassabile in quella a 3 colonne, non è comunque possibile rimpicciolirla ulteriormente.

Il risultato è che la barra 2017 occupa 180 pixel rispetto ai 135 della barra 2016, con un aumento di spazio occupato del 33% circa.

Barra dei layers e delle proprietà (Layers and properties inspector)

Qui la differenza non è subito percebile, ma è a favore della versione 2017 questa volta: il risparmio è di 25 pixel, portando l’ingombro della barra delle proprietà della versione 2017 a 475 rispetto ai 500 della versione 2016.

AutoCAD 2016 vs 2017 Verticale

Menu

La barra dei menu, nonostante la possibilità offerta dalla modalità full screen (che nasconde la barra del menu di macOS) si è inspessita complessivamente di 30 px a causa della nuova barra Tool bar che raggruppa alcuni strumenti configurabili a piacere.

Il risultato è che la barra dei menu è passata dai precedente 90 pixel della versione 2016 agli attuali 120 pixel, con un incremento del 33% circa.

Riga di comando e barra delle funzioni (Command line and status bar)

La riga di comando, trasferita al di sopra della barra delle funzioni, ha rosicato altri 30 pixel: l’area bassa dello schermo occupata dalle barre delle funzioni e dalla riga di comando nella precedente versione 2016 era di 70 pixel mentre l’attuale è passata a 100 pixel con un incremento del 40% circa.

AutoCAD 2016 vs 2017 Orizzontale

2017?

Il confronto tra l’interfaccia grafica tra AutoCAD 2016 e 2017 offre un risultato chiaro: nella configurazione di default la parte più importante, ovvero lo spazio di lavoro, risulta ristretta:

  • 2016 = 1925 x 1440 pixel
  • 2017 = 1905 x 1380 pixel

La situazione viene solo parzialmente mitigata dalla possibilità di nascondere la nuova barra Tool bar: si risparmiano 70 pixel portando l’altezza della finestra di lavoro a 1450 pixel. Così facendo le due aree di lavoro sono quasi uguali.

Peccato che in questa nuova barra siano stati spostati un paio di strumenti che prima erano agganciati alla barra delle proprietà e quindi sempre visibili: parlo di Quick Select e Match Properties che immagino nessuno utilizzi, vero?

Quindi, per portare la situazione alla normalità si dovrà realizzare una nuova barra degli strumenti con i due pulsanti dei comandi Quick Select e Match Properties, in modo da averli sempre visibili nonostante si nascondi la nuova barra Tool Bar, sempre che non si utilizzi la scorciatoia da tastiera cmd+alt+F per il primo comando ed il menu Modify – Match Properties per il secondo.

A questo punto la nuova Tool Bar è sotituibile facilmente con una barra personalizzata che va a posizionarsi al suo corretto posto, cioè tra le barre degli strumenti: a mio giudizio (confidando che se qualcuno non fosse concorde lo esprima liberamente nei commenti di questo articolo) la nuova Tool bar risulta essere un vezzo stilistico che porta via spazio all’area di lavoro.

Tanto ho un secondo monitor!

Mi rendo conto che, usando un MBP con uno schermo da 13″, lo spazio sia ristretto e quindi la questione sia molto appariscente su un monitor piccolo mentre è molto mitigata salendo con i pollici dello schermo.

E’ altrettando vero che è possibile nascondere la Riga di comando facilmente con cmd+3, visto che la sua presenza sia superflua utilizzando Dynamic Input, rendendo più grande l’area di lavoro rispetto alla versione 2016 di AutoCAD per Mac.

Però il confronto tra le due interfacce appare contrastante con ciò che è stato dichiarato da Marcus O’Brien, Senior Product Line Manager di Autodesk:

A lot of our customers actually take their MacBook Pros out to the field, it’s absolutely important that we get the maximum use of the area of the screens on their MacBook Pros. One of the reasons we put the tools on the left-hand side is it helps to maximize the screen as well.

Come dimostrato, lo spazio di lavoro è diminuito in configurazione standard.

E le cose non vanno meglio per chi utilizza un secondo schermo collegato al proprio MacBook: con la versione 2016 era possibile spostare la sola finestra di lavoro sul secondo schermo, lasciando tutte le rimanenti barre nel primo schermo. Provate ad immaginare l’ampia area di lavoro che si crea lasciando lo spazio di lavoro su un 21″ (ad esempio)…

Ora tornate con i piedi per terra e valutate autonomamente la situazione con la versione 2017, in cui solo le barre dei layer e delle proprietà sono sganciabili dall’intera interfaccia grafica e quindi dalla finestra di lavoro.

Asso nella manica

Immagino che siano ben chiare le mie forti perplessità in merito allo sviluppo dell’interfaccia grafica di AutoCAD 2017 per Mac e la conclusione che ci si aspetta è:

Restate sulla 2016, che è meglio!

Invece mi tocca tradire le conclusioni ovvie che un articolo del genere possa far pensare.

C’è un asso nella manica, la cui esistenza ha sorpreso anche me: nell’ articolo in cui parlavo di questo asso nella manica non risultava presente per la versione di AutoCAD per Mac.

Invece c’è.

Parlo dell’importazione vettorializzata dei file PDF: è presente su AutoCAD 2017 per Mac, al contrario di quanto scritto nel mio articolo, ed è giustamente pubblicizzato sul sito di Autodesk con tanto di video, non presente al momento della stesura dello stesso articolo. E’ possibile vedere la funzionalità dal minuto 2.28 al minuto 3.14.

Il funzionamento è molto semplice: dal menu File, si sceglie la voce Import… e si sceglie un PDF da importare.

Calmo subito gli animi: dalle prime prove non è possibile vettorializzare una pianta od una planimetria catastale; viene infatti importata come immagine. Almeno si salta il passaggio della trasformazione del PDF in file immagine tramite Anteprima perchè crea autonomamente un cartella PDF Images nella cartella in cui risiede il file DWG, con all’interno i file PNG dei PDF che non è stato possibile vettorializzare.

Preparatevi a recuperare la mandibola quando vedrete un disegno PDF tramutato in DWG vettoriale, completo di linee e testi modificabili.

Ho provato con un PDF generato da AutoCAD.

PDF prova

Questa è l’importazione vettorializzata: certo, c’è qualche errore, ma il tempo risparmiato è tanto.

AutoCAD 2017 Vettorializzazione PDF

Quindi?

Con AutoCAD 2017 bisogna scendere a patti a causa dell’interfaccia grafica che non è a livello della 2016: quest’ultima è davvero funzionale.

Però la versione 2017 si fa perdonare con il suo asso nella manica: questa funzionalità permette di risparmiare un sacco di ore, quando funziona. Infatti non sempre la vettorializzazione viene eseguita nel modo che ci si aspetta; credo che funzioni correttamente nel momento in cui il file PDF sia generato da un DWG.

La mia speranza è che la strada intrapresa con AutoCAD 2017 per Mac, a livello di interfaccia grafica, venga corretta con due semplici migliorie nella versione 2018:

  • permettere di restringere la barra degli strumenti a due colonne;
  • permettere di spostare la riga di comando all’altezza della barra delle funzioni, com’era nella versione 2016.

macOS Sierra: lettori Smartcard, questi sconosciuti

Ci siamo lasciati quasi un anno fa, durante la fase di rilascio al pubblico di macOS Sierra, con l’ indicazione ricevuta da Filippo Strozzi di Avvocati e Mac in merito all’insorgere di problematiche con i lettori esterni di Smartcard, utilizzati per la firma digitale in alternativa ai token USB.

Mi sembra giusto aggiornarvi sulla questione, visto che l’amico Filippo non demorde ed è andato avanti seguendo la strada intrapresa un anno fa:

Come potete vedere, soprattutto, con le periferiche hardware inusuali, come i lettori di smart-card, la questione dei driver è tutto fuorché scontata. Inoltre può addirittura capitare che, quello che dovrebbe funzionare, non funzioni correttamente.

A volte, tuttavia, con un po‘ di fortuna e testardaggine si riesce a risolvere il problema (anche senza comprenderne bene le ragioni).

Un plauso a Filippo che è riuscito a far funzionare il suo lettore Smartcard con macOS Sierra! Invito chi si trovi in difficoltà come lui a seguire i passi indicati nel suo articolo.

Personalmente, sono ancora fermo a macOS El Capitain ed ho un lettore diverso di Smartcard, pertanto non ho ancora dovuto affrontare la questione direttamente.

Utilizzo una Carta Nazionale dei Sevizi delle Camere di Commercio d’Italia venduta con il lettore di Smartcard ed i requisiti hardware/software indicati sul sito fanno ben sperare: macOS 10.6 o successivi e Safari 4.0 e successivi; inoltre il servizio assistenza si è rivelato in passato all’altezza della situazione, sapendo dove mettere le mani nelle librerie di macOS.

La questione si aprirà a dicembre, quando passerò ad High Sierra una volta verificata la compatibilità del software che utilizzo.

Aggiornamento del 9 ottobre 2017

Contro ogni aspettativa, recentemente ho eseguito anche io l’upgrade a Sierra e l’aggiornamento è andato meglio del previsto con il mio lettore di Smart Card: qui l’articolo in cui ne parlo.

Apple Park: riflessi e riflessioni

It also says that the glass fins are unexpectedly reflecting green light from the surrounding trees and foliage, something Ive did not plan for. The article does not say whether this unintended consequence is beneficial or not.

Sono rimasto sorpreso nel leggere queste righe nell’articolo di Benjamin Mayo di 9to5Mac. L’articolo a cui fa riferimento Benjamin è quello dell’ intervista a Jony Ive apparso sul Wall Street Journal e cover story del WSJ Magazine di agosto.

Nonostante gli imponenti sforzi ingegneristici spesi nel costruire, trasportare e posare le lastre di vetro utilizate nell’Apple Park, con tolleranze vicine a quelle utilizzate nella meccanica fine, il nemico si è celato nel posto più inaspettato.

Non è detto che il riflesso verde possa rivelarsi un effetto negativo, ma oltre alla sorpresa si aggiunge la constatazione che la cura del duo Foster/Ive non è limitata alla progettazione, ma ad un vero e proprio collaudo in itinere.

Spesso, lo schema piramidale che si crea nel mondo delle costruzioni non consente a chi sta in alto di cogliere queste sfumature, al contrario di Apple Park, caso più unico che raro, dove il Committente, il Direttore Lavori ed il Progettista sono un’unica entità.

Nutro la speranza di veder presentato l’iPhone del decimo anniversario nello Steve Jobs Theater; intanto è possibile dare un’occhiata all’esterno dell’immenso Park in questo video, mentre in questo articolo di Dan Howarth di Dezeen si può dare una sbirciata agli interni.

Calibrazione di un MacBook, serve? Aggiornamento di metà 2017

Ci eravamo lascaiti con una promessa, a fine 2016…

Non mi rimane che portare avanti l’esperimento: mesi di utilizzo sportivo e calibrazione.

Ed ecco il risultato, dopo metà anno di uso sportivo:

Calibrazione batteria MBPr giu17

Il risultato, come sempre offerto dalla comoda app Cocnut Battery1, questa volta si scosta molto di più rispetto ai precedenti e quindi sembra proprio che funzioni.
Scrivo sembra perchè i risultati al di sopra della linea media di decadenza della batteria non è continua, anche se praticamente quasi tutti i risultati si trovano al di sopra di essa.
In pratica, nei primi mesi di prova, la calibrazione della batteria non ha sortito alcun effetto di rilievo. Solo dal mese 28 in avanti la procedura di calibrazione ha sortito qualche effetto.

Quindi, l’uso sportivo senza pensieri (collegando il caricatore al MBP quando ne avevo bisogno o quando ne avevo tempo, lasciandolo anche spegnere a causa della batteria esaurita, usandolo durante la ricarica e staccando il caricatore solo a carica completa) non crea danni o problemi, ma dopo qualche mese è necessario dare una regolata al sistema chip/batteria per fargli capire quale è lo stato effettivo della batteria.

In aggiunta, ho eseguito la calibrazione della batteria senza mettere il segno di spunta all’opzione Metti in stop i dischi rigidi quando è possibile come suggerito da Sabino Maggi nei commenti dello scorso articolo; il portatile si è spento a causa della carica della batteria terminata ed essendo successo a fine giornata lavorativa, l’ho lasciato in questo stato durante la notte. Il giorno dopo ho collegato il portatile al suo caricabatteria e l’ho usato fino a quando la batteria non è stata completamente carica. A questo punto ho utilizzato Coconut Battery per vedere lo stato della batteria.

Non si tratta quindi della lunga procedura di calibrazione che utilizzavo con il MacBook Air 13″ (late 2010), ma di una versione ridotta ed a mio avviso molto meno impegnativa.


  1. in questo articolo spiego come far ad ottenene il grafico dello stato della propria batteria 

Mac: Milanote 1.0.2

Uso da qualche tempo Milanote per creare delle lavagne digitali di alcuni progetti di cui mi occupo: l’accesso avviene via web e si possono inserire appunti di testo, check list, elenchi puntati e numerati, immagini, link e indicare collegamenti con frecce: molto semplice da usare, molto visuale ed efficace.

Milanote web

La versione web, gratuita, permette di inserire massimo 100 oggetti: è un numero di oggetti che non ho mai raggiunto, ma è incrementabile tramite referral1 o tramite il passaggio ai piani a pagamento:

  • Professional con spazio illimitato a 15,00 $/mese;
  • Professiona team per più persone e spazio limitato a 12,50 $/mese.

La notizia interessante è che finalmente é disponibile Milanote.app, versione 1.0.2, dal peso di 81,6 MB.

L’interfaccia è la stessa della versione web con le medesime funzionalità: ci si sente subito a casa e la sincronizzazione con i progetti presenti sul web è immediata.

Milanote App


  1. Il meccanismo del referral permette di avere un aumento di numero di oggetti facendo utilizzare ad una persona un link, collegato al proprio account Milanote. Per chi volesse, indico il mio referral