macOS: Twinmotion 2018

Dopo Autodesk, a far sentire il proprio apprezzamento post WWDC 2017 per la piattaforma macOS è Abvent:

Anthony Frausto-Robledo di Architosh annuncia nel suo articolo:

Twinmotion 2018 will mark the first time one of the leading interactive renderers (and there are only a few in this league) offers up native support for macOS.

In a live webinar this morning [22/06/2017, n.d.a.] in Europe, Abvent communicated that it is because of the Unreal Game Engine that many of the new features are possible in Twinmotion 2018. This would include the support for Apple’s macOS platform as well as numerous benefits in this version, including numerous virtual reality (VR) features. As you can see in the teaser video that showcases the support for Mac, Twinmotion 2018 will allow users to push interactive experiences out to VR content that runs on a smartphone. With the upcoming new VR and AR tools coming in the next macOS release, announced and coming this fall, things will get even better for Twinmotion 2018 by year’s end, specifically with respect to Apple’s devices and platforms.

L’avvento della realtà aumentata e della realtà virtuale in macOS ha attirato molta attenzione e l’arrivo di questo notevole software su Mac lascia presagire interessanti novità per il futuro.

Come biglietto da visita, Twinmotion 2018 avrà la sincronizzazione in tempo reale con Archicad e Revit ed è disponibile un sito web apposito, con dei piccoli trailer di presentazione.

Vi consiglio di partite da questo per deliziare i vostri occhi.

 

Apple WWDC 2017 dal punto di vista architettonico

Una conferenza particolare, non solo per aver avuto il piacere di commentarlo in diretta in compagnia di Giovanna ed Alex (si può riascoltare qui la puntata del podcast TechnoPillz), ma anche perché l’ho sentita estremamente piena di informazioni e novità.

Tant’è che ho preferito lasciato un po’ sedimentare le emozioni per riuscendo a fare un punto chiaro della situazione, ascoltare altri podcast per sentire altre opinioni e non perdere perle di saggezza come “[…] con un 27″ puoi solo più giocarci a Tetris […]” 1.

Come l’ultimo keynote degno di nota (era l’anno 2015), parlerò delle novità che possono riguardare il mondo dell’architettura e tralascerò il resto.

Non si può non partire da…

iMac Darth Vader

new_2017 iMac Pro dark grey front

La versione Darth Vader degli iMac: iMac Pro, la cui solo immagine evoca potenza senza pietà.

  • Radeon Pro Vega: rendering 3D in tempo reale e 400 GBps di banda di memoria;
  • fino a 128 GB di memoria RAM. È solo la capacità dello spazio di archiviazione del mio MBPr 13″, giusto per avere un paragone;
  • a proposito di SSD, l’iMac Pro arriva alla vertiginosa cifra di 4 Tera di memoria flash allo stato solido;
  • processori di classe Xeon 8-core, 10-core o udite udite 18-core. Diciotto core. Ci voglio 4,5 CPU i7 per avere lo stesso numero di core.

Devo dire altro?

Sì, devo dire che iMac Pro sarà disponibile da dicembre ad un prezzo di partenza di 5.000 $.

Alto? In questo articolo, Tuan Nguyen di PCGamer ha fatto due righe di conti.

New 2017 iMac Pro accessories

La linea degli iMac normali hanno ricevuto i nuovi chipset Kaby Lake per processori Intel Core i5 e i7 di settima generazione; nuove schede grafiche:

  • Intel Iris 640 dotato di 64 MB di memoria video per il modello base che guadagna l’80% di prestazioni;
  • AMD Radeon Pro serie 500 che possono arrivare per il 5K fino a 8GB di memoria onboard mentre per il 4K fino a 4 GB;

Gli schermi Retina sono più brillanti del 43%; disponibili 32 GB di RAM massima disponibile per la versione da 21,5″ e 64 GB per la versione da 27″ mentre solo a quest’ultima versione ed alla versione da 21,5″ top di gamma è destinato il Fusion Drive di serie.

New 2017 iMac Family

Sono curioso di leggere i primi benchmark, intanto sono stati smontati i primi iMac 2017 rivelando un possibile upgrade successivo al momento dell’acquisto, anche se non è proprio alla portata di tutti…

Realtà aumentata e realtà virtuale

Notevoli passi avanti sono stati fatti in questo senso; non molto tempo fa ne parlavo in un articolo in cui descrivevo come fosse possibile arredare tramite l’utilizzo della realtà aumentata con l’app per iOS Sayduck…

Le novità non è diretta per ora all’utente finale, ma il rilascio con iOS 11 e di ARKit promette bene: ARKit é un fremwork destinato allo sviluppatore che permette di creare l’esperinza della realtà aumentata. In più, ogni dispositivo come iPhone ed iPad sono diventati pronti per la realtà aumentata.

WWDC 2017 Realtà aumentata

Vi lascio da vedere i video della demo della realtà aumentata e delle realtà virtuale: rendono meglio la presentazioni che i fiumi di parole.

iPad Pro, iOS 11 e Pencil: produttività al primo posto

Sono stati introdotti molti miglioramenti e novità in iOS 11, ma la parte più gustosa è stata riservata ad iPad Pro: da compagno per la realizzazione di alcuni aspetti grafici, con le novità apportate iPad Pro alza l’asticella verso l’uso più produttivo e si avvicina molto di più a quello che si può realizzare con un normale computer.

iOS 11 iPad Pro Sketch

I primi, decisivi, passi sono stati l’introduzione di:

  • dock, molto simile a quello esistente su macOS;
  • drag and drop che si sposa con le funzionalità multi touch degli schermi di iPad;
  • Files, gestore di file e cartelle.

La chiave di volta passa da Pencil: la latenza, già molto bassa, è stata ulteriormente ridotta; sfruttabile come una normale penna però tradotta in termini digitali, permetterà di aggiungere evidenziazioni, disegni a mano libera, commenti e firme a documenti PDF, email o note.

Degno di menzione è la possibilità di aprire una nuova nota o modificare l’ultima aperta con un semplice tocco di Pencil sulla schermata di blocco di iPad. Geniale.

Apple Pencil iPad Pro Notes

A stretto giro di posta, Autodesk ha espresso entusiasmo per iOS 11 e le novità introdotte che saliranno a bordo delle sue app, SketchBook in primis, a breve.

Infine, il nostro settore vive di immagini e molte, moltissime fotografie scattate in tantissimi momenti della nostra vita professionale: l’introduzione del formato HEIF in iOS, che promette di occupare metà spazio anche a qualità elevata, è un toccasana per lo spazio di archiviazione dei vari dispositivi.

Varie

MacBook Pro: la linea è stata aggiornata con i nuovi chipset Kaby Lake che si traducono in un aumento di prestazioni, a livello di CPU nel test multi-core, del 20% circa per il modello di fascia alta da 15″ e del 10% circa per il modello base da 15″.

Apple MBP 2017

eGPU, ovvero schede grafiche esterne: alloggiate in un box esterno, dalla primavera del 2018 dovrebbero essere supportate dai MacBook Pro con Thunderbolt 3.

Scansione documenti: dall’app Note sarà possibile scansionare direttamente un documento usando la fotocamera di iPhone o iPad, rilevandone i contorni, ritagliarne i bordi ed aggiustando la prospettiva in modo automatco.

Apple Casa: è l’ app che permette di gestire tutti i dispositivi domotici di casa compatibili con HomeKit: la cosa interessante è che ora HomeKit (framework destinato allo sviluppatore per la gestione della domotica) non necessita di uno specifico chip di autotenticazione sui dispositivi domotici e potrà essere sfruttato ad esempio da piattafome come Arduino o Raspberry Pi. Per un ripasso dello stato dell’arte della domotica, rimando all’ interessante articolo di Chiara Pice di Habitando Cafè.


  1. questo tipo di affermazioni mi mandano in bestia. Già ne avevo scritto tempo fa e non mi sembra il caso di ritornarci, ma queste frasi fanno perdere la credibilità di chi le pronuncia, evidenziandone un netto scollamento dalla realtà. Detto questo, ognuno è libero di far quel che vuole, acquistare la versione rossa del nuovo iPhone 7 per metterlo sotto ad una gamba del tavolo per recuperare la pendenza del pavimento e /o cambiare Mac per sostituire l’arredamento interno della vasca dei pesci messo sul tavolo di cui sopra… 

AutoCAD 2017.1 supporta Touch Bar dei MBP

Com’era lecito aspettarsi da Autodesk1, non si è dovuto aspettare molto tempo per vedere implementate in AutoCAD le funzionalità offerte dalla Touch Bar introdotta nei MacBook Pro 2016.

L’ annuncio è arrivato direttamente dal Blog Ufficiale di Autodesk in occasione dell’aggiornamento di AutoCAD per Mac alla versione 2017.1.

Dopo Archicad, AutoCAD è il secondo CAD che sfrutta Touch Bar: l’approccio di AutoDesk l’ha resa una raccolta di tasti programmabili a cui assegnare le funzioni utili nelle fasi di disegno, evitando di animarsi e cambiare in base al contesto suggerendo determinate funzionalità.

AutoCAD 2017.1 Touch bar

Rimarranno nell’area dei tasti funzione tutte quelle opzioni che ogni utilizzatore di AutoCAD è abituato a trovare ed a utilizzare: griglia, snap, object snap tracking ed accesso alla riga di comando. In aggiunta, i 10 pulsanti presenti sulla Touch Bar si potranno personalizzare, spostare e sostitire con altri comandi.


  1. Visto l’ingresso nel mondo Mac con AutoCAD con una versione specifica, il successo della versione 2016 e le dichiarazioni di tenere in alta considerazione il mondo Mac professionale. D’altra parte, diverso atteggiamento Dassault Systèmes ha riservato a DraftSight che non menziona miglioramenti specifici per Mac nelle note dell’aggiornamento alla versione 2017 SP2

AutoCAD 2017: importazione vettoriale dei file PDF

Penso che la novità introdotta in AutoCAD 2017 si possa ritene un’ innovazione nel campo del CAD: parlo dell’importazione vettoriale dei file PDF.

Questa funzionalità permette ad AutoCAD di trattare il file PDF importato come un DWG vero e proprio e non come un semplice sottofondo da lucidare. Da una parte, rende la vita molto più semplice per chi deve modificare dei disegni avendo a disposizione solo il file PDF e non il DWG sorgente; dall’altra parte renderà più complicata la vita a chi difende strenuamente la paternità del disegno condividendo file non modificabili. Che, come conferma Autodesk, è anacronistico in un regime di collaborazione e condivisone com’è il moderno mondo informatico.

Sempre che non si utilizzi AutoCAD 2017 per Mac.

Come si potrà verificare nella pagina messa a disposizione da Autodesk per confrontare le varie versioni di AutoCAD, la funzione di importazione avanzata dei file PDF non è stata implementata nella versione utilizzabile su macOS X.

Per gli approfondimenti del caso rimando al guest post di Nick Williams apparso su The CAD Setter Out; vi prego inoltre di proseguire la lettura passando agli interessanti commenti dell’articolo di Nick perché contengono alcune precisazioni sul tipo di file PDF importabile in AutoCAD 2017.

AutoCAD 2017 per Mac

A differenza di alcune software house che non sanno dell’esistenza di macOS Sierra1, Autodesk ha rilasciato la nuova versione di AutoCAD 2017 per Mac, come ci fa sapere Anthony Frausto-Robledo nel suo articolo pubblicato su Architosh.

Le parole di Marcus O’Brien, Senior Product Line Manager di Autodesk, riportate nell’articolo, mi sembrano chiare:

The DWG file format is opened between 2-5 million times per day. It’s absolutely as relevant, if not more relevant that it ever was.

Due parole sui MacBook Pro:

The MacBook Pro is a very popular device, I think it is a device that has been optimized for running programs like AutoCAD.

A lot of our customers actually take their MacBook Pros out to the field, it’s absolutely important that we get the maximum use of the area of the screens on their MacBook Pros. One of the reasons we put the tools on the left-hand side is it helps to maximize the screen as well.

Il posizionamento della barra degli strumenti a 2 colonne (parlo della versione 2016) è davvero furba e ben studiata: tutti gli strumenti sono a portata di mouse.

Ma come insegna DraftSight, che condivide con AutoCad l’impostazione della barra degli strumenti, non basta solo quello per rendere l’interfaccia utile: in AutoCad la finestra della riga di comando ed i pulsanti per le varie opzioni del puntatore sono condensate nella parte bassa dello schermo occupando davvero il minimo indispensabile.

Non si puó davvero dire la stessa cosa di DraftSight: la finestra della riga di comando ed i pulsanti per le varie opzioni del puntatore occupano almeno il triplo, senza considerare che la barra delle proprietà non è ridimensionandole oltre una certa larghezza minima (pari a circa 1/3 dello schermo da 13″ in modalità Retina).

Interfaccia grafica: le novità

Le novità introdotte con la nuova release di AutoCad per Mac riguardano le barre degli strumenti: si potranno personalizzare completamente le icone degli strumenti, raggrupparle a piacimento e posizionarle in alto o in basso in base alle proprie preferenze. Inoltre viene introdotta la modalità dell’app a schermo intero (che sui monitor dei portatili è da considerarsi come una manna) e l’opzione split screen per affiancare due applicazioni a schermo intero.

Nell’ articolo di Anthony Frausto-Robledo è possibile vedere due screenshot di AutoCad 2017 per Mac che permettono di vedere la nuova interfaccia grafica e la modalità split screen.

La prima immagine mi ha dato da pensare…

Ma come? Una barra degli strumenti larga quattro colonne di icone e per lo più grosse come melanzane?!?.

Ripresomi dalla sincope, guardando meglio, ho notato che in alto a sinistra della palette che raggruppa le barre degli strumenti è presente un pulsante con il ben conosciuto simbolo “<<” che indica la possibilità di collassare e ridurre lo spazio della palette. Il funzionamento di questo pulsante viene confermato dallo screenshot della modalità split screen che fa vedere la palette con un ingombro di tre colonne di icone. Meno male, sarebbe stato davvero un peccato mantenere un layout a quattro colonne: quelle a due presenti nella versione 2016 sono più che sufficienti e credo che sia possibile minimizzare l’ingombro alle attuali due colonne.

Un altro particolare che mi ha dato da pensare è la parte alta dell’applicazione, visibile nella prima immagine dell’articolo.

Ma, ma, ma, ma che cosa me ne faccio della barra tra la *riga* del nome del disegno aperto e della *riga* dei layout?!? Sembra una riga di *mini Ribbons*[^2]! Ma soprattutto: perchè la *riga* dei layout presenti nel dwg sono lì?!?

Ripresomi dalla seconda sincope, è tornata in soccorso lo screenshot realtivo allo split screen: in questo caso l’interfaccia grafica è tornata ad occupare due righe, come in AutoCad 2016, con l’aggiunta dell’icona che permette di navigare tra i layout presenti nel dwg2. Purtroppo, nell’immagine, la riga di mini Ribbons è ancora lì che mi fa l’occhiolino. Fino a quando non verificherò sulla versione di prova che si possa far sparire dalla vista. Per sempre. Senza pietà.

Altra cosa interessante, che è possibile notare nella prima immagine e che avevo sbagliato a classificare nella frase della seconda sincope, è la presenza di una riga con le tab con il nome del dwg aperto3. Questa novità permetterà di visualizzate tutti i file aperti, facilitando la navigazione tra un dwg e l’altro, evitando di utilizzare il menu “Finestra” e scegliere il disegno da visuliazzare dall’elenco dei file aperti che si presenta.

Sposto poi lo sguardo nel basso della prima immagine e a quel punto mi chiedo se questa immagine si riferisca ad un programma diverso rispetto a quello a cui O’Brien si riferiva nelle frasi che ho riportato all’inizio di questo articolo, ovvero di un AutoCad ottimizzato per lo schermo dei MacBook Pro. Infatti, mi sembra eccessivamente rindondante la presenza di una riga dedicata alle tab del modello e dei layout visto che è presente in alto l’icona di navigazione tra queste parti del dwg. Senza considerare quella barra volante dei comandi. Vado a cercare un po’ di conforto nello screenshot dello split screen, che fino ad ora è stata la mia ancora di salvezza, ma purtroppo è stata una ricerca vana perché sono presenti con la stessa disposizione anche in questa immagine…

Vado a farmi un panino con la Nutella per riprendermi.

Con qualche zucchero in più in corpo, devo dire che la nuova interfaccia grafica mi ha lasciato un po’ perplesso, ma mi ha anche incuriosito molto: se è vero che ora è possibile spostare, raggruppare ma soprattutto nascondere le barre degli strumenti inutili, allora AutoCad 2017 richiede una prova sul campo, per riportarlo a quel capolavoro di ottimizzazione dell’interfaccia grafica che è visibile in AutoCad 2016 per Mac.

AutoCAD 2016 per Mac


  1. Ad oggi la compatibilità di DraftSight 2017 SP0 con macOS Sierra è ancora non pervenuta… 
  2. Quest’icona nasconde una delle più belle innovazioni introdotte in AutoCad: Show drawing end layout, ovvero cmd+.; la trovo davvero una trovata geniale, super produttiva! 
  3. Prima l’avevo scambiata per la tab dei layout. Devo mettere qualcosa sotto i denti… 

MacBook Pro 2016

È passato qualche giorno dalla presentazione dei nuovi MacBook Pro Retina 13″ e 15″: ho così avuto tempo di chiarirmi le idee e leggere le tante, tantissime, reazioni che questa presentazione ha suscitato. Nel bene e nel male, indubbiamente non ha lasciato gli appassionati indifferenti…

La mia speranza dell’abbandono dei processori Intel in favore dei processori ARM non si è avverata. Risultato? Che mentre Apple aspetta che Intel torni dalla terza parte del loro nuovo corso sintetizzabile in “Tick Tock Vado-in-vacanza”1, noi ci dobbiamo accontentare dei chipset Sky Lake. Presumibilmente per il 2017, sempre che Intel non trovi code al casello al rientro, verranno rilasciati i nuovi chipset Kaby Lake adatti alle linee Apple. C’è da dire che anche i nuovi Surface Studio e Surface Book sono equipaggiati con lo stesso chipset2: prima o poi Intel tornerà dalle vacanze, sempre che ARM non arrivi prima.

Detto questo, personalmente i nuovi MacBook Pro mi piacciono e, avessi le possibilità, lo comprerei anche, color Grigio Siderale senza dubbio. Entro in pieno nel target dell’utilizzatore tipo di questo MacBook Pro, ma mi rendo conto che non è per tutti i professionisti…

Le novità

Essendo un portatile, con la scorta della mia esperienza d’uso in ambito lavorativo, la prima cosa che sono andato a vedere sono le dimensioni ed il peso.

Nel mio immaginario, il portatile più leggero è il MacBook Air: sarà per il nome, sarà perchè alla presentazione è stato tirato fuori da una busta da Steve Jobs o sarà perchè quando lo utilizzai mi dava proprio la sensazione di leggerezza.
Fatto sta che il nuovo MBPr 13″ pesa quanto un MBA 13″ (1,37 kg e 1,35 kg rispettivamente); lo spessore di 1,49 cm del MBPr 13″ è minore rispetto allo spessore massimo di 1,7 cm del MBA13″; rispetto all’Air, sono stati eliminati 2 cm in larghezza ed 1,5 cm in profondità (32,5 cm x 22,7 cm le misure dell’Air; 30,41 cm x 21,24 cm le misure del Pro). In pratica, anche il nuovo MacBook Pro 13″ poteva essere sfilato da una busta, solo che le caratteristiche sono superiori all’attuale Air a partire dallo schermo Retina.

MBPr 2016 Schermo

A proposito dello schermo, ha guadagnato lo spazio cromatico P3. Utile per chi si occupa di grafica avanzata; con l’ausilio della retroilluminazione a Led più brillante, del contrasto più elevato, neri più profondi e bianchi più luminosi tutto ciò si traduce in piacere per gli occhi. Ed in ambito lavorativo, è un aspetto di primaria importanza, giusto per non arrivare a casa cieco come Sirio il Dragone.

Passando all’area orizzontale del portatile che permette di utilizzare il Mac, la superficie del trackpad è aumentata; purtroppo non sarà sensibile al tocco di Pencil come fantasticato… In compenso è arrivata veramente la Touch Bar: in estrema sintesi si tratta di una barra touch che visualizza i comandi in base all’applicazione utilizzata. Non vedo l’ora di provarla allo Store: ritengo che avere i comandi principali o scorciatoie a portata di dito sia ben più produttivo che raggiungere gli stessi col mouse navigando tra i menu o andando a cercare il pulsante giusto. Inoltre sono certo che Software House del calibro di Autodesk e compagnia non si lasceranno scappare l’occasione per migliorare la produttività dei propri software3; applicazioni come Final Cut Pro, Photoshop ed Office utilizzeranno questa opportunità da subito; credo che il bello dell’implementazione di questa novità sia ancora tutta da scoprire.

Consiglio di dare un’occhiata alla sezione dedicata alla Touch Bar sul sito Apple, in particolar modo all’esempio di utilizzo Su misura per te.

Peró, attenzione: se l’utilizzo che farete del portatile sarà, anche in previsione, quello di mantenerlo più spesso collegato ad un monitor esterno e posizionarlo su uno stand piuttosto che in mobilità, la Touch Bar rimarrà molto bella e funzionale, ma inutilizzata. Nel caso si opti per il 13″ si potrà scegliere la versione senza Touch Bar, mentre con la versione da 15″ bisogna tenersela. E pagarla. Professionista avvisato, mezzo salvato.

MBPr 2016 Touch bar

Oltre a questa nuova interfaccia, il primo schermo touch mai implementato su di un Mac, è stato aggiunto anche il Touch ID per lo sblocco del sistema rendendo di fatto il MacBook Pro un computer molto sicuro, altro aspetto non banale e di sicuro prioritario nella mente del professionista.

Non nascondo che questa barra touch mi è molto simpatica: oltre ai motivi citati in epigrafe, porta sui Mac un chip ARM, anche se piccolino. Questo chip, T1 è il suo nome, oltre a portarsi dietro la Secure Enclave4 del Touch ID, prende in carico la visualizzazione degli elementi dello schermo della Touch Bar, permettendo di lasciar inalterato il numero di schermi gestibili dai chip grafici Intel e AMD.

In tema di grafica, le versioni da 15″ dei MacBook Pro saranno dotate tutte di scheda grafica discreta AMD: si tratta della Radeon Pro, nelle declinazioni 450 e 455 con 2 GB di memoria o 460 con 4 GB di memoria.

Tornando sull’area orizzontale del Mac, c’è una nuova tastiera. Figlia della tastiera introdotta sul MacBook 12″, l’evoluzione ha comportato un miglioramento del meccanismo sottostante i tasti: dalle immagini sembra molto piatta, tanto quanto quella del MacBook 12″.
Immagno che il feeling non si discosti molto, mi ci ero trovato bene con quella del MB 12″ ma credo di essere uno dei pochi che non ha storto il naso… Inoltre, un periodo di adattamento passando da una tastiera ad un altra, è naturale.

Cosa non c’è

Tasto di accensione.

Quando non utilizzo il portatile, questo si trova chiuso in standby, anche quando lo porto con me in borsa: apro il portatile ed è pronto per ricevere la password del mio utente; lo spengo davvero raramente. Mi piace l’idea di aprire il Mac e sbloccarlo con l’impronta digitale: risparmio di tempo e di gesti. Per chi volesse, comunque, il Touch ID potrà fare da tasto di accensione, come spiegato da Simone Sala di Saggiamente in questo articolo.

Tasto Esc.

Ho trovato molto divertenti le parodie che hanno scaturito questa scelta: la migliore è quella che riproduce il tasto Esc esterno collegato con un cavo. Aggiungo la mia: gli irriducibili del tasto Esc potranno invocarlo tramite Siri: “Ehi Siri! Esc!”.

MBPr 2016 esc

Tornando a noi, se non lo utilizzassi col CAD, il tasto Esc del mio Mac avrebbe la polvere (in senso figurato). Spero che Autodesk si ricordi di metterlo!

OMG! Dov’è finito il bong di avvio?

È stato zittito, come la maggior parte degli utenti fa con Onyx o col terminale. Rimando all’articolo di Simone Sala di Saggiamente per il relativo approfondimento.

32 GB RAM.

Al massimo, sui nuovi portatili, sarà a disposizione solo la configurazione massima con 16 GB di memoria RAM.

E come mai? Saperlo…

Ci sono alcune ipotesi sul campo; tanto per dire la mia, potrebbe essere che gli acquirenti della precedente generazione dei MacBook Pro ne abbiamo ordinati talmente pochi a 32 GB da non rendere giustificabile la commercializzazione di questo taglio?

Non sono un esperto in hardware, ma l’ipotesi che il problema derivi dal chipset utilizzato mi sembra improbabile: il Surface Studio, che condivide lo stesso chipset Sky Lake con i MacBook Pro, arriva fino a 32 GB…

Aggiornamento: ringrazio Paolo Portaluri che mi ha spiegato il barbatrucco dei 16 GB. “[…] A parità di chipset ed a parità di CPU, il progettista hardware si trova di fronte a due possibilità: se vuole l’autonomia, deve usare la RAM LPDDR3 con il limite dei 16GB; se vuole le prestazioni, può usare la RAM DDR4 e superare il limite dei 16GB inficiando l’autonomia del portatile. [….]” Mistero svelato, grazie Poweruser!

Mela illuminata.

Come sul MacBook, ora è toccato al MacBook Pro. Riporto le parole di Mauizio Natali di Saggiamente nella sua recensione del MacBook che rispecchiano il mio pensiero:

Probabilmente tutti ci sentiamo un po’ orfani della mela luminosa, così come lo siamo stati quando l’icona di iTunes ha perso il DVD e cambiato colore, quando si è passati dal policarbonato al metallo, quando è stato tolto il set di LED per l’indicazione della carica residua dai MacBook Pro, quando il Trackpad ha perso il pulsante, oppure ancora quando è stata tolta la mela dal tasto command. Anche a me piaceva molto quel logo illuminato, ma questo effetto lucido/cangiante è altrettanto bello e richiama non solo gli iDevice ma anche iMac e Mac Pro.

Aggiungo tra le parti nostalgiche anche il led “respirante” indicante lo stand by dei portatili…

MagSafe

Lo so: è stata forse la migliore invenzione di Apple. Ma andrò controcorrente e mi attirerò tutte le ire di chiunque legga queste righe: la sua vera utilità, quella di evitare di portarsi dietro il portatile quando si inciampa nel cavo di alimentazione, è indubbiamente fantastica, ma anch’essa sul viale del tramonto.

Mi spiego meglio.

Mia moglie è in possesso del mitico MacBook bianco 13″5: la durata della batteria rispetto al mio MacBook Pro è molto limitata e le ore in cui necessita di essere collegato al trasformatore per la ricarica (e quindi dell’utilizzo di MagSafe) è molto più alta. A ben pensarci, le attuali batterie hanno fatto passi da giganti: dichiarate sono 10 ore per il MBPr fino alle 12 ore per il MBA 13″. Anche se gliene tolgo un 20% al dato dichiarato, è un’eternità rispetto al MacBook di mia moglie che, tra l’altro, ha sostitutio recentemente la batteria. Diciamo che noto che il mio utilizzo è più vicino a quello di un iPad: lo metto in carica quando non lo uso. Quindi penso che sia naturale che il pericolo di portarsi dietro il portatile se si inciampa nel cavo di alimentazione si è drasticamente ridotto. E dal punto di vista architettonico, le postazioni di lavoro moderne hanno le prese di corrente all’altezza del piano di lavoro.

Una cosa è certa: meglio non sapere quanti danni si procurano nel caso in cui si inciampasse nel cavo di alimentazione mentre è inserito in una porta Thunderbolt… Come non voglio sapere quanti danni procurerei al il mio iPhone o iPad se volasse nello stesso caso.

Porte

Thunderbolt 3 come se piovesse. Per il resto, adattatori. E anche di questo, non ne sono certo.

Il mondo è bello perchè è vario, come è davvero vario il mondo professionale che utilizza i Mac. Come ho indicato all’inizio di questo lunghissimo articolo6, una delle prime cose che guardo di un portatile è il peso e le dimensioni. Perchè è un portatile e di conseguenza me lo porto dietro per lavorare in qualsiasi situazione. Mi rendo conto che faccio parte di un estremo della categoria professionale che non ha bisogno di molte connessioni per lavorare, ma francamente credo davvero poco nel portatile cablato. Che senso ha un portatile legato da tutti i cavi a cui deve essere connesso? Non dovrebbe essere più ragionevole un computer fisso che è cablato per sua natura?

Non fraintendete, non sono domande accusatorie, ma domande che mi sorgono spontanee nel momento in cui penso ad un utilizzo diverso dal mio.

Le stampanti del mio ufficio sono collegate wi-fi al modem-router; la tastiera ed il mouse sono Bluetooth; gli unici cavi che utilizzo sono quello dell’alimentazione, quando serve, il cavo del monitor esterno e quello dell’HD esterno che collego per il backup con Time Machine. E quest’ultimo potrebbe essere collegato tranquillamente alla porta USB del Router od essere anch’esso Wi-Fi. Nel caso in cui dovessi avere più tipi di interfacce, sarei ben lieto di avere un dock a cui collego tutto: devo portarmi dietro il portatile? Stacco UN cavo e via!

E da quando un fulmine è caduto molto vicino all’ufficio, bruciandomi il router/modem e la scheda madre/batteria/RAM del portatile a cui era collegato via ethernet, questa porta, per me, DEVE solo sparire. 🙂

Però, in fin dei conti, se non preme sull’accelleraore Apple nell’adozione di porte performanti, chi lo fa?

Lettore ottico cd/dvd.

Bye bye. Sparito definitivmente da tutta la linea dei Mac. Non ne sentirò la mancanza.
Finalmente, il processo di eliminazione del lettore CD/DVD iniziato con l’introduzione del glorioso MacBook Air, si compie nel 2016 con l’introduzione del MacBook Pro.

MacBook Air 11″

Come il lettore ottico, non è collegato direttamente al nuovo MacBook Pro ma ora anche il MacBook Air da 11″ è fuori produzione. Almeno il 13″ si è salvato anche se è una mosca bianca nel panorama Retina che lo circonda.

Quello che bisgona rimarcare è che la soglia economica di ingresso ai MacBook si è alzata: il MacBook Air 11″ base costava 1.029 euro, mentre il 13″ costa attualmente 1.179 euro. Per quanto riguarda i portatili Retina, la soglia di ingresso è 1.499 e si può scegliere tra il MB 12″ o il MBPr13″ (2015).

Note a margine

Proprio mentre stavo utlimando questo post, sono spuntati i risultati dei nuovi MacBook Pro 13″, versione senza Touch Bar7.

Nel test GeekBench, che principalmente considera la potenza di calcolo, il modello base con processore i5 a 2,0 GHz ha segnato un punteggio nel test Multicore di 6969. Ad un soffio dalla penultima versione dei Mac Pro equipaggiati con processore Intel Xeon 8 core a 3.0 GHz. Dai 7000 punti in su inizia il terreno tosto dei Mac Pro, MacBook Pro 15″ e degli iMac carrozzati; il piccoletto totalizza circa un terzo del punteggio ottenuto dal più potente dei Mac Pro.

Chissà il nuovo 15″ cosa totalizzerà…

Come dico sempre, questo test non dice tutto. Ma un interessante indizio ce lo può dare Blackmagic Disk Speed Test che va a misurare la velocità di scrittura e lettura dei dati dell’hard disk SSD. Ma lascio la parola a Simone Sala di Saggiamente che nel suo articolo scrive:

La velocità registrata in scrittura dal software di Blackmagic arriva a 1357MB/s mentre in lettura la lancetta tocca il fondo scala e segna 2000MB/s. Le stesse analisi effettuate con il software QuickBench 4, che è più approfondito e preciso, mostrano la reale velocità in lettura, che arriva a ben 3,1GB/s. Anche la scrittura ha un tetto massimo effettivamente superiore, per lo meno con blocchi di dimensione fino ai 60MB, dove si arrivano a superare tranquillamente i 2GB/s.

MBPr 2016 family

Detto questo, per il costo di queste nuove macchine professionali, prima di dare un giudizio, farei un ragionamento facendo un passo indietro: rimanendo in casa Apple, un iPhone 7 base nuovo costa 800 euro. È uno smartphone d’avanguardia, d’accordo, ma non posso usarlo per progettare un’abitazione 8.

Chi ha la possibilità o avrà intenzione di acquistarlo nuovo lo farà, anche sfruttando le possibilità offerte da Apple stessa per i professionisti. Chi non ne avrà la possibilità o non ha intenzione di acquistarlo nuovo potrà rivolgersi ai ricondizionati ufficiali Apple o all’usato, come il sottoscritto.

Per gli acquisti, sposo in toto i consigli dispensati da Maurizio Natali di Saggiamente:

Se posso permettermi di darvi un paio di consigli, ritengo che nell’ambito Mac una buona scelta ideale sia quella di prendere un computer di un paio d’anni prima, che si paga a buon prezzo (magari nei ricondizionati o con i residui dei negozi di elettronica). A seconda dell’ambito d’uso può essere perfettamente efficiente per 2 o 3 anni in ambito professionale e ancora di più in quello consumer. Si rivenderà perdendo poco e si potrà passare ad un “nuovo”, sempre non recentissimo.

Ringraziamenti

Un sentito ringraziamento a Nicola e Claudia: oltre ad essere riusciti a portare a termine questa lunga lettura, sono stati così gentili da indicarmi errori e refusi dell’articolo.

Grazie anche a Michele, proprio la persona che mi ha accompagnato a conoscere iPad Pro: non riuscivo più a trovare l’immagine del tasto Esc, ma grazie al suo pronto intervento, ora potete farvi due risate con noi.

Paolo, tu ne sai troppe.


  1. rimando a questa pagina di Wikipedia per le spiegazioni in merito al ciclo di sviluppo delle CPU Intel adottato dal 2016. 
  2. Per completezza, nonostante ritenga il Surface Studio un interessante progetto, aggiungo che sia sui Surface Studio che sui Surface Book sono state montate schede video della serie Nvidia 900, precedenti all’attuale serie 1000, ovviamente più performante. 
  3. invece sono molto perplesso, se non scettico, riguardo a DratSight: la software house è stata molto prodiga ad implementare i ribbon di Microsoft, molto meno nell’implementare una base dell’interfaccia grafica di OS X (perchè per ora non so nulla se DraftSight funzioni su macOS Sierra) come far comparire il puntino nero sul tasto di chiusura delle finestre quando il file viene modificato. Senza considerare che non è stato ancora risolto il problemino della saturazione della memoria RAM e chissà se lo sarà nella versione 2017. 
  4. spazio hardware in cui sono custodite le chiavi per leggere l’impronta digitale e sbloccare il portatile, già implementato con successo sugli iPhone dalla serie 5S in avanti. 
  5. a cui ha fatto l’upgrade di RAM e di SSD: è rinato. Ottima macchina, chapeau. 
  6. di cui mi scuso: non era mia intenzione. Le mie riflessioni sono saltate fuori durante la scrittura delle prime righe, dalla lettura di articoli e dal confronto con appassionati, delusi, increduli… 
  7. saranno disponibili tra un paio di settimane quelli dotati di Touch Bar e si potrà confrontare la bontà dell’hardware dei nuovi MBPr. 
  8. Potrei farlo, ma non ne sono certo, con un iPad Pro da 12,9″ (909 euro) e Pencil (109) per un totale di 1.018 euro. Con i MacBook Air 13″ base, progetto nato nel 2009 ed ormai gloriosamente sul viale del tramonto, il conto sale a 1.180 euro. Queste considerazioni ho preferite metterle in nota per rendere più chiaro il concetto della parametrizzazione del costo tra un iPhone ed un Mac in base a cosa si può fare. 

DraftSight vs AutoCAD LT

Questa mattina ho ricevuto via mail da parte di Dassault Systèms il link di un questionario in merito all’uso di DraftSight.

Da quel che ho potuto capire, sembra la classica indagine di mercato per valutare gli effetti prima di una variazione sostanziale di un prodotto.

Ipotizzo pertanto che si stia valutando l’ipotesi di rendere in qualche modo a pagamento la versione gratuita di DraftSight, tramite l’acquisto o forme di pagamento per ottenere i Service Pack.
Inoltre ho potuto apprendere grazie a questa indagine di mercato che la versione Professional di DraftSight costa 299 dollari, comunque al di sotto del costo di AutoCAD LT, rendendo i due software come principali antagonisti del loro mercato (secondo il questionario).

Ma la domanda che mi ha fatto più riflettere è stata: “Se dovessi scegliere tra DraftSight Professional e AutoCAD LT, quale acquisteresti?”

Trattandosi di prodotti a pagamento, credo che entrino in gioco molti fattori. Essendo diversi e di varia natura, penso che la risposta non possa essere univoca.

A livello italiano, Autodesk è una società molto più conosciuta ed affermata che da anni è sul mercato del CAD architettonico. Lo è anche Dassault Systèms, ma in ambito architettonico è molto meno conosciuta 1 anche per il taglio dei loro software adatti alla progettazione meccanica.

Personalmente la prova di AutoCAD su Mac mi ha lasciato di stucco. E non per le qualità messe in campo: atteso come il software per Mac che avrebbe lasciato liberi gli architetti di non usare forzatamente Windows, ha mostrato subito il fianco a critiche per la scarsa reattività, per la mancanza di alcuni comandi, per non essere all’altezza della versione per Windows e per l’interfaccia disorientante (che però a me è piaciuta). A parte una veloce prova fatta qualche tempo fa, non ho idea di come si sia evoluta la questione AutoCAD su Mac.

D’altra parte DraftSight è un ottimo sostituto di AutoCAD, ma non avendo mai provato la versione Professional a pagamento, sarà all’altezza di AutoCAD LT o si porta dietro alcuni problemi2 della versione free?


  1. Catia e Solidworks sono gli unici loro software di cui ho sentito parlare (oltre a DraftSight) ma che non ho mai usato. 
  2. sto stilando un elenco dei problemi che verrà pubblicato a fine di quest’anno.