Senseable City sempre più vicine

Molto interessante il lancio sul mercato di Stickers prodotti da Estimote:

Estimote Stickers are complementary to Estimote Beacons. Whereas beacons add a layer of contextual intelligence to static locations such as stores, museums and airports, stickers extend that context to the objects within those venues. Stickers contain accelerometer and temperature sensors and an optimized ARM processor with flash memory and Bluetooth Smart controller, all inside a significantly smaller and thinner form factor. Stickers are truly designed to be placed on everyday objects. Simply attach a sticker to an item to turn it into a nearable – a smart, connected object that broadcasts data about its location, motion and temperature.

Il video di presentazione mi ha molto colpito, soprattutto le varie possibili interazioni tra gli Stickers e le possibilità di utilizzo.

Nell’immagine seguente estrapolata dal video, lo smartphone interagisce con lo stickers posto sul comodino, scambiandosi i dati relativi alla posizione attuale, agli eventi nel calendario del giorno e la posizione dell’evento.

Allarme-Dove-Sei-Dove-Devi-Andare

Dopodiché viene calcolato il tempo di percorrenza con i dati aggiornati sul traffico, impostando automaticamente la sveglia.

Allarme-Calcolo-Percorso-Traffico-Sveglia

Il quadro della Seanseable City sarà ancora più completo ipotizzando anche l’utilizzo dello Smart Driving Assistant sulla propria automobile.

A riguardo, Federico Viticci di MacStories, scrive:

Automatic is a smart driving assistant that plugs into your car’s data port and lets you connect your smartphone (either iPhone or Android) with your car. By  talking to your car’s onboard computer and using your smartphone’s GPS and data plan to upgrade your car’s capabilities, Automatic will allow you to easily diagnose your engine light, never forget where you parked your car, and save hundreds of dollars on gas.

Seanseable City sempre più vicine.

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Sensori vegetali nelle Senseable City

Ascoltando il Podcast 2024 di Enrico Pagliarini del 12 ottobre 2013 il collegamento con le Senseable City teorizzate dall’Arch. Ing. Carli Ratti è stato fulmineo.

Il conduttore Enrico Pagliarini ha intervistato in questa puntata, tra gli altri ospiti, il professore universitario Stefano Mancuso, direttore del laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale dell’università di Firenze LINV.

Durante l’intervista il professore ha spiegato che le piante non sono organismi passivi, ma sono sensibili più degli animali. Quindi si può sfruttare questa proprietà “sensitiva” delle piante ed invece di andare ad infilare dei sensori nelle cose, si possono utilizzare delle cose (le piante) piene di sensori, che sono già sensori di loro e sono dappertutto, considerato che il 99,7% della biomassa del pianeta è fatto da vegetali.

Inoltre le piante si trasmettono tra di loro le informazioni tramite molecole chimiche volatili su ogni aspetto dell’ambiente, di fatto sono una rete internet naturale: le informazioni riguardano la presenza di inquinanti nell’atmosfera, di acqua, di patogeni, di ostacoli, di persone o fuochi.

I segnali all’interno della pianta sono del tipo elettrico: allo stato attuale si è decodificato il segnale di ricezione di luce naturale, bianca, blu o rossa ed i livelli di ozono, ossido nitrico e polveri sottili.

Nel prossimo anno e mezzo si prevede di ampliare la panoramica degli inquinanti e di avere anche informazioni provenienti dal suolo, captate dalle radici.

Tra i 5 e i 10 anni si potrà avere una mole di informazioni incredibile sull’ambiente, registrate tramite oggetti che attualmente costano 10 euro cadauno e che nel prossimo futuro costeranno pochi centesimi: ad esempio nei viali delle città potremmo avere il livello di inquinamento, in tempo reale, con un precisione di 0,5 metri, talmente precisi da sapere se si è fermata una macchina sotto la pianta; si potranno quindi avere dati in tempo reale sul traffico, anche tramite l’aumento delle vibrazioni, altro dato che le piante percepiscono.

Si tratterebbe di una rete ad altissima risoluzione con nodi posti a mezzo metro con al momento 25 parametri per nodo.

Un’altra applicazione dell’utilizzo di questi dati è, per esempio, il controllo degli incendi boschivi: con una semplice maglia di 20 metri si potrebbero controllare molto semplicemente vaste aree avendo in tempo reale l’allarme dell’inizio dell’incendio offrendo la possibilità di intervenire prontamente.

Indubbiamente la possibilità di utilizzare le piante come sensori ed utilizzare apparecchi a basso costo che possano decifrare questi dati porteranno delle ripercussioni molto forti nel controllo e gestione di aree e città, trasformando queste ultime in Senseable.

Veicolo automatico

Riporto una notizia molto intetessante, spiegata da Enrico Pagliarini del podcast 2024: recentemente è stato messo su strada, per una prova, un veicolo automatico ovvero senza pilota ed intervento umano. In America? No, in Italia e più precisamente a Parma. Idea e realizzazione da parte del Vislab dell’università di Parma, dipartimento di cui il direttore è l’Ing. Alberto Broggi

Progetto finanziato dalla comunità europea, il veicolo automatico ha percorso, a metà mese di luglio, ben
13km di strada, in parte extraurbana, tangenziale ed urbana, con la presenza di pedoni, biciclette e tunnel: condizioni eterogenee di traffico che qualsiasi automobilista in carne ed ossa possa affrontare in una qualsiasi giornata passata al volante. Nella fattispecie, il veicolo è partito dal campus universitario ed è arrivato nella piazza centrale di Parma.

Questo veicolo non è altro che una normale automobile di tipo berlina alimentata a benzina. Quello che varia è il corredo logistico per affrontare in autonomia il traffico: sensori, microtelecamere ed un elaboratore a coordinare il tutto.

Nonostante il successo di questo esperimento, rimane da risolvere il nodo delle rotonde molto grandi e multicorsia.

In ogni caso, l’Ing. Broggi stima in 10 anni la messa su strada di veicoli automatici riservato all’ambito autostradale, in corsie preferenziali, viaggianti a velocità sostenuta e molto vicini.
In ambito urbano, viene stimato un tempo di almeno 20 anni, ma considerato che l’automobile (come mezzo) ha 100 anni, è un’evoluzione che avverrà a breve, la quale ben si raccorda con l’utilizzo di dati nelle Real-time city teorizzate dall’Arch. Ing. Carlo Ratti.

Ma le applicazioni di questo tipo di robotica non di fermano solo al campo automobilistico, ma anche, ad esempio nell’ambito agricolo: si pensi a mezzi come trattori mai fermi, che possono lavorare anche di notte, 7 giorni su 7. Oppure a settori in cui i veicoli devono lavorare in ambienti difficili come cave e miniere.

WWDC13 ed intelligenza artificiale

Il 10 giugno 2013 si è svolto l’Apple WWDC (http://www.apple.com/apple-events/june-2013/): per chi è un pó Geek e usa prodotti della mela morsicata (come il sottoscritto) non ha di certo perso l’appuntamento!

Quest’anno c’è stato un interessante spunto di riflessione nel keynote iniziale, anche se è stato presentato sotto forma di gioco. Mi riferisco alla primordiale esecuzione di intelligenza artificiale comandata da iPhone vista all’apertura del keynote: semplici automobili giocattolo si sono viste in azione percorrendo una pista. Fin qui, nulla di eccezionale. Dopo i primi minuti è stata introdotta una nuova automobilina, più veloce di quelle precedenti ma in grado di superare e schivare le altre AUTONOMAMENTE! Ma le sorprese non sono finite: tolto il comando “safe mode” questa automobilina ha “pensato” come buttare fuori strada le altre senza che la stessa finisse fuori strada! Mi sono venute subito in mente la teoria delle tre leggi della robotica (teorizzate dallo scrittore Isaac Asimov) ed il mitico fumetto “Io robot” di Nathan Never che ne ha sviscerato i principi e le contraddizioni.

Ma tornando con i piedi per terra, il collegamento più interessante è con le Senseable Cities teorizzate dall’architetto Carlo Ratti: città che “sentono” la presenza umana, città in cui le macchine si guideranno da sole. Non è un futuro così lontano come si pensa. Lo abbiamo visto. Certo, magari ci vorrà qualcosa di più potente dell’attuale iPhone per comandare le automobili (ma magari basterà quello futuro…), ma pensare a delle automobili che si pilotano senza l’ausilio dell’uomo, non fanno incidenti (no assicurazioni? Sarebbe perfetto!), ti avvisano per partire ed arrivare in tempo ad un appuntamento dopo aver analizzato le condizioni del traffico e del tempo… Saliremo in macchina e ci potremo guardare un film, giocare all’ultimo videogame uscito, dormire, leggere, finire di far colazione, informarsi… Certo, il piacere di guidare scomparirà, ma penso che sia un sacrificio facilmente sopportabile di fronte ai vantaggi ma soprattutto al guadagno di tempo, la quarta dimensione che noi tutti percepiamo e misuriamo oltre alle classiche tre dimensioni.