Fluor: addomesticare la doppia personalità dei tasti funzione del Mac

F8 ed F10 sono i tasti funzione che uso di più disegnando con il CAD: il primo permette l’abilitazione/disabilitazione del vincolo ortogonale del cursore mentre il secondo permette l’abilitazione/disabilitazione del vincolo polare del cursore.

Usando un portatile Apple, per poterli sfruttare con il CAD, bisogna premere prima il tasto fn affichè i tasti funzione lavorino in modalità standard: normalmente F8 è il tasto Play/Pausa ed F10 è il muto.

Per far funzionare sempre i tasti funzione in modalità standard basta semplicemente spuntare la relativa casella nelle Preferenze di sistema del pannello Tastiera, ma risulta un po’ scomodo abilitarlo solo quando uso il CAD e disabiitarlo quando ho finito di lavorarci.

Fluor è l’applicazione che permette di non premere il tasto fn per abilitare il tasto funzione standard quando si usa solo il CAD.

Ma non solo: si può scegliere che tipo di funzionamento impostare per i tasti funzione in base all’applicazione in esecuzione.

Rimando alla pagina su GitHub per le spiegazioni dettagliate, dalla quale è possibile effettuare il download.

L’unica piccolo neo è che l’impostazione non funziona con tastiera esterne di terze parti Bluetooth; magari con quelle Apple funziona correttamente.

Ottima compagna delle mie menu bar app 2017.

AutoCAD 2017 per Mac

A differenza di alcune software house che non sanno dell’esistenza di macOS Sierra1, Autodesk ha rilasciato la nuova versione di AutoCAD 2017 per Mac, come ci fa sapere Anthony Frausto-Robledo nel suo articolo pubblicato su Architosh.

Le parole di Marcus O’Brien, Senior Product Line Manager di Autodesk, riportate nell’articolo, mi sembrano chiare:

The DWG file format is opened between 2-5 million times per day. It’s absolutely as relevant, if not more relevant that it ever was.

Due parole sui MacBook Pro:

The MacBook Pro is a very popular device, I think it is a device that has been optimized for running programs like AutoCAD.

A lot of our customers actually take their MacBook Pros out to the field, it’s absolutely important that we get the maximum use of the area of the screens on their MacBook Pros. One of the reasons we put the tools on the left-hand side is it helps to maximize the screen as well.

Il posizionamento della barra degli strumenti a 2 colonne (parlo della versione 2016) è davvero furba e ben studiata: tutti gli strumenti sono a portata di mouse.

Ma come insegna DraftSight, che condivide con AutoCad l’impostazione della barra degli strumenti, non basta solo quello per rendere l’interfaccia utile: in AutoCad la finestra della riga di comando ed i pulsanti per le varie opzioni del puntatore sono condensate nella parte bassa dello schermo occupando davvero il minimo indispensabile.

Non si puó davvero dire la stessa cosa di DraftSight: la finestra della riga di comando ed i pulsanti per le varie opzioni del puntatore occupano almeno il triplo, senza considerare che la barra delle proprietà non è ridimensionandole oltre una certa larghezza minima (pari a circa 1/3 dello schermo da 13″ in modalità Retina).

Interfaccia grafica: le novità

Le novità introdotte con la nuova release di AutoCad per Mac riguardano le barre degli strumenti: si potranno personalizzare completamente le icone degli strumenti, raggrupparle a piacimento e posizionarle in alto o in basso in base alle proprie preferenze. Inoltre viene introdotta la modalità dell’app a schermo intero (che sui monitor dei portatili è da considerarsi come una manna) e l’opzione split screen per affiancare due applicazioni a schermo intero.

Nell’ articolo di Anthony Frausto-Robledo è possibile vedere due screenshot di AutoCad 2017 per Mac che permettono di vedere la nuova interfaccia grafica e la modalità split screen.

La prima immagine mi ha dato da pensare…

Ma come? Una barra degli strumenti larga quattro colonne di icone e per lo più grosse come melanzane?!?.

Ripresomi dalla sincope, guardando meglio, ho notato che in alto a sinistra della palette che raggruppa le barre degli strumenti è presente un pulsante con il ben conosciuto simbolo “<<” che indica la possibilità di collassare e ridurre lo spazio della palette. Il funzionamento di questo pulsante viene confermato dallo screenshot della modalità split screen che fa vedere la palette con un ingombro di tre colonne di icone. Meno male, sarebbe stato davvero un peccato mantenere un layout a quattro colonne: quelle a due presenti nella versione 2016 sono più che sufficienti e credo che sia possibile minimizzare l’ingombro alle attuali due colonne.

Un altro particolare che mi ha dato da pensare è la parte alta dell’applicazione, visibile nella prima immagine dell’articolo.

Ma, ma, ma, ma che cosa me ne faccio della barra tra la *riga* del nome del disegno aperto e della *riga* dei layout?!? Sembra una riga di *mini Ribbons*[^2]! Ma soprattutto: perchè la *riga* dei layout presenti nel dwg sono lì?!?

Ripresomi dalla seconda sincope, è tornata in soccorso lo screenshot realtivo allo split screen: in questo caso l’interfaccia grafica è tornata ad occupare due righe, come in AutoCad 2016, con l’aggiunta dell’icona che permette di navigare tra i layout presenti nel dwg2. Purtroppo, nell’immagine, la riga di mini Ribbons è ancora lì che mi fa l’occhiolino. Fino a quando non verificherò sulla versione di prova che si possa far sparire dalla vista. Per sempre. Senza pietà.

Altra cosa interessante, che è possibile notare nella prima immagine e che avevo sbagliato a classificare nella frase della seconda sincope, è la presenza di una riga con le tab con il nome del dwg aperto3. Questa novità permetterà di visualizzate tutti i file aperti, facilitando la navigazione tra un dwg e l’altro, evitando di utilizzare il menu “Finestra” e scegliere il disegno da visuliazzare dall’elenco dei file aperti che si presenta.

Sposto poi lo sguardo nel basso della prima immagine e a quel punto mi chiedo se questa immagine si riferisca ad un programma diverso rispetto a quello a cui O’Brien si riferiva nelle frasi che ho riportato all’inizio di questo articolo, ovvero di un AutoCad ottimizzato per lo schermo dei MacBook Pro. Infatti, mi sembra eccessivamente rindondante la presenza di una riga dedicata alle tab del modello e dei layout visto che è presente in alto l’icona di navigazione tra queste parti del dwg. Senza considerare quella barra volante dei comandi. Vado a cercare un po’ di conforto nello screenshot dello split screen, che fino ad ora è stata la mia ancora di salvezza, ma purtroppo è stata una ricerca vana perché sono presenti con la stessa disposizione anche in questa immagine…

Vado a farmi un panino con la Nutella per riprendermi.

Con qualche zucchero in più in corpo, devo dire che la nuova interfaccia grafica mi ha lasciato un po’ perplesso, ma mi ha anche incuriosito molto: se è vero che ora è possibile spostare, raggruppare ma soprattutto nascondere le barre degli strumenti inutili, allora AutoCad 2017 richiede una prova sul campo, per riportarlo a quel capolavoro di ottimizzazione dell’interfaccia grafica che è visibile in AutoCad 2016 per Mac.

AutoCAD 2016 per Mac


  1. Ad oggi la compatibilità di DraftSight 2017 SP0 con macOS Sierra è ancora non pervenuta… 
  2. Quest’icona nasconde una delle più belle innovazioni introdotte in AutoCad: Show drawing end layout, ovvero cmd+.; la trovo davvero una trovata geniale, super produttiva! 
  3. Prima l’avevo scambiata per la tab dei layout. Devo mettere qualcosa sotto i denti… 

DraftSight 2017 SP0: novità

L’applicazione di DraftSight 2016 SP2 (versione 2016.3.0.4050) occupa 679,2 MB mentre DraftSight 2017 SP0 (versione 2017.0.0.1197) passa a 785,4 MB.

Il primo avvio non è stato confortante: l’icona nella dock ha incominciato a salterellare parecchio, ma poi si è avviato; la prima schermata è quella, ormai classica, che richiede da quale versione precedentemente installata sul Mac migrare la configurazione dell’area di lavoro.

DS_2017 SP0 Assistente migrazione

Tutto ha funzionato correttamente e la mia area di lavoro è rimasta indentica a quella precedente.

Saturazione della memoria RAM

Ho aspettato un po’ prima di darne notizia, ma i primi test di queste settimane sono risultati confortanti: DraftSight 2017 SP0 per Mac non satura più la memoria RAM. Finalmente si torna ad utilizzare DraftSight con serenità: l’utilizzo della versione 2016 è stato un calvario.

Raggiunto questo obiettivo, possiamo passare al capitolo riguardante la versione gratuita Individual presente nella lista degli Essential Tools: available in all versions of DraftSight 2017, resa disponibile sulla pagina ufficiale dedicata a DraftSight 2017.

Dialog box improvement

La mia impressione è che su DraftSight 2017 per Mac non siano cambiate molto, ma può essere solo una mia impressione…

Da segnalare, invece, il miglioramento della preview di stampa che ora cambia dinamicamente al variare delle impostazioni.

Auto hiding of palettes

No, questa non è proprio disponibile per la versione per Mac.

E dire che ce ne sarebbe davvero bisogno: non essendo possibile il ridimensionamento della palette delle proprietà oltre una certa misura, attualmente, sul MacBook Pro 13″ con risoluzione Retina 1280×800, occupa quasi un quarto dello schermo.

Polyline Editing Improvement

Raramente disegno polilinee che hanno uno spessore diverso all’inizio ed alla fine, quindi non ho potuto verificare se nelle precedenti versioni fosse presente la possibilità apportare queste modifiche alla polilinea; a giudicare dal video in cui vengono presentate le possibilità di editazione delle polilinee sembra che non fosse presente nelle precedenti versioni.

Quello che ho verificato è che la scorcitoia da tastiera “I” (i maiuscolo) che attiva l’opzione Conicità del comando Edita polilinea va a scontrarsi con la scorciatoia da tastiera dell’opzione Inverti, che guarda caso è la stessa I, rendendo di fatto necessario la scrittura completa dell’opzione ConicItà e, visto il conflitto di scorciatoia da tastiera, si può presumere che in effetti l’opzione sia stata inserita in questa versione.

DS 2017 SP0 Edit polyline

Interessante l’introduzione della possibilità di editare i vertici della polinea: è possibile inserire dei vertici e trasformare una polilinea rettilinea in una curva ad arco.

DS 2017 SP0 Edit polyline vertex

Sierra? Non pervenuto

DraftSight 2017 è compatibile solo fino alla versione di OS X El Capitain e la cosa mi ha fatto storcere il naso…

DS 2017 SP0 macOS support

Ho quindi chiesto lumi sul forum ufficiale.

DS 2017 SP0 iQuestions Sierra

Anche via Twitter il risultato non cambia.

DS_Twitter_Sierra

E dire che qualcuno lo avrà pur visto…

DS Twitter Sierra Visualizzazioni

Sotto controllo

L’ articolo di Lucio Bragagnolo di QuickLoox che ho citato nello scorso articolo, è interessante sotto molti aspetti, uno dei quali è il seguente:

Molti che superano il limite di sedici gigabyte potrebbero avere in funzione un sacco di programmi mal scritti e non necessari. Controllate /Library/LaunchDaemons e /Library/LaunchAgents, oltre alla cartella LaunchAgents in ~/Library, e verificate anche gli elementi di login. Potreste anche assicurarvi di non avere in funzione malware, adware e bloatware. Fate attenzione ad avere tutte le applicazioni aggiornate. Le perdite di memoria sono un bug comune e una versione più vecchia e meno efficiente nella gestione della Ram provocherà occupazione eccessiva di memoria qualunque sia l’ammontare di Ram installata.

Non dubito che esistano casi limite dove il consumo di Ram eccede i sedici gigabyte e Apple dovrebbe certamente considerare l’idea di aggiornare la propria linea di Mac Pro per questa esigenza; MacBook Pro è progettato per essere portatile e consumare poca energia. Non è una macchina da tavolo e non si comporterà come una di esse fino a che segue questi vincoli. Ciò detto, credo che molte (non tutte) le situazioni in cui si usano più di sedici gigabyte di Ram siano causate da fattori di cui l’utente ha il controllo: software male scritto, trascuratezza sui programmi in avvio automatico, configurazione impropria dei programmi, persino malware. Togliete di mezzo queste cose intanto e, anche se rimanete comunque pesanti consumatori di memoria, scommetto che le prestazioni risulteranno molto più tollerabili di quelle attuali.

La citazione tradotta da Lucio proviene dall’ articolo di Jonathan Zdziarski del suo blog.

Senza entrare per ora nel merito di programmi mal scritti1 invito vivamente tutti i lettori a farsi un bel giro punitivo in queste cartelle:

  • /Library/LaunchDaemons
  • /Library/LaunchAgents

Date una lettura ai nomi del file presenti: potete trovarvi file con il nome di vecchi programmi installati che ora non utilizzate più o nomi di programmi che avete sul Mac: prendete quelli che vi sembrano sospetti e copiateli da qualche parte come backup prima di eliminarli da quelle cartelle, giusto per ripristinarli nel caso in cui notiate dei malfunzionamenti nell’utilizzo del Mac.

Nel mio Mac non c’era molto da eliminare: un file riguardava un programma che avevo eliminato, mentre un altro riguardava XQuartz; quest’ultimo sapevo che poteva essere utile a GIMP ed a InkScape, ma ho provato comunque a spostarlo. Come sospettavo era necessario e, una volta ripristinato, i programmi sono partiti correttamente.

Inoltre, in tema di programmi che si infilano in queste cartelle, segnalo l’utile app BlockBlock: si posiziona nella menu bar ed è pensato per controllare che non vengano installati Malware o componenti persistenti, come quelli che si vanno ad inserire nelle due cartelle citate.

Infine, mi preme sottolineare le parole di Lucio:

Ecco: situazioni sotto il nostro controllo. È qui che mi suona il campanello. Il consumo della Ram, esperienze come questa alla mano, potrebbe variare molto in relazione all’attenzione che dedichiamo al tema.


  1. qualcuno ha detto DraftSight 2016 per Mac? Io