macOS Sierra: lettori Smartcard, questi sconosciuti

Ci siamo lasciati quasi un anno fa, durante la fase di rilascio al pubblico di macOS Sierra, con l’ indicazione ricevuta da Filippo Strozzi di Avvocati e Mac in merito all’insorgere di problematiche con i lettori esterni di Smartcard, utilizzati per la firma digitale in alternativa ai token USB.

Mi sembra giusto aggiornarvi sulla questione, visto che l’amico Filippo non demorde ed è andato avanti seguendo la strada intrapresa un anno fa:

Come potete vedere, soprattutto, con le periferiche hardware inusuali, come i lettori di smart-card, la questione dei driver è tutto fuorché scontata. Inoltre può addirittura capitare che, quello che dovrebbe funzionare, non funzioni correttamente.

A volte, tuttavia, con un po‘ di fortuna e testardaggine si riesce a risolvere il problema (anche senza comprenderne bene le ragioni).

Un plauso a Filippo che è riuscito a far funzionare il suo lettore Smartcard con macOS Sierra! Invito chi si trovi in difficoltà come lui a seguire i passi indicati nel suo articolo.

Personalmente, sono ancora fermo a macOS El Capitain ed ho un lettore diverso di Smartcard, pertanto non ho ancora dovuto affrontare la questione direttamente.

Utilizzo una Carta Nazionale dei Sevizi delle Camere di Commercio d’Italia venduta con il lettore di Smartcard ed i requisiti hardware/software indicati sul sito fanno ben sperare: macOS 10.6 o successivi e Safari 4.0 e successivi; inoltre il servizio assistenza si è rivelato in passato all’altezza della situazione, sapendo dove mettere le mani nelle librerie di macOS.

La questione si aprirà a dicembre, quando passerò ad High Sierra una volta verificata la compatibilità del software che utilizzo.

Calibrazione di un MacBook, serve? Aggiornamento di metà 2017

Ci eravamo lascaiti con una promessa, a fine 2016…

Non mi rimane che portare avanti l’esperimento: mesi di utilizzo sportivo e calibrazione.

Ed ecco il risultato, dopo metà anno di uso sportivo:

Calibrazione batteria MBPr giu17

Il risultato, come sempre offerto dalla comoda app Cocnut Battery1, questa volta si scosta molto di più rispetto ai precedenti e quindi sembra proprio che funzioni.
Scrivo sembra perchè i risultati al di sopra della linea media di decadenza della batteria non è continua, anche se praticamente quasi tutti i risultati si trovano al di sopra di essa.
In pratica, nei primi mesi di prova, la calibrazione della batteria non ha sortito alcun effetto di rilievo. Solo dal mese 28 in avanti la procedura di calibrazione ha sortito qualche effetto.

Quindi, l’uso sportivo senza pensieri (collegando il caricatore al MBP quando ne avevo bisogno o quando ne avevo tempo, lasciandolo anche spegnere a causa della batteria esaurita, usandolo durante la ricarica e staccando il caricatore solo a carica completa) non crea danni o problemi, ma dopo qualche mese è necessario dare una regolata al sistema chip/batteria per fargli capire quale è lo stato effettivo della batteria.

In aggiunta, ho eseguito la calibrazione della batteria senza mettere il segno di spunta all’opzione Metti in stop i dischi rigidi quando è possibile come suggerito da Sabino Maggi nei commenti dello scorso articolo; il portatile si è spento a causa della carica della batteria terminata ed essendo successo a fine giornata lavorativa, l’ho lasciato in questo stato durante la notte. Il giorno dopo ho collegato il portatile al suo caricabatteria e l’ho usato fino a quando la batteria non è stata completamente carica. A questo punto ho utilizzato Coconut Battery per vedere lo stato della batteria.

Non si tratta quindi della lunga procedura di calibrazione che utilizzavo con il MacBook Air 13″ (late 2010), ma di una versione ridotta ed a mio avviso molto meno impegnativa.


  1. in questo articolo spiego come far ad ottenene il grafico dello stato della propria batteria 

Test Geekbench delle versioni 2017 di iMac e MacBook Pro

Il punteggio del test Geekbench è la cartina di tornasole per valutare le prestazioni a livello di CPU dei nuovi Mac: di seguito i risultati dei test multi-core della linea 2017 degli iMac e dei MacBoo Pro.

iMac 2017

iMac 2017 Geekbench

Il 27″ top di gamma (non Pro) con processore i7 da 4,2 GHz arriva al punteggio stratosferico di quasi 18.900 punti, piazzandosi al terzo gradino della graduatoria e lasciando il più potente degli iMac (almeno fino alla generazione 2017) 1.900 punti più indietro: in pratica c’è stato un aumento delle prestazioni del 10%, sempre parlando di capacità di calcolo.

E lì dietro chi compare? Il MacBook Pro 15″ top di gamma, che arriva a 15.500 punti, confermandosi come una workstation portatile a tutti gli effetti.

MacBook Pro 15″ 2017

In fine dei conti, è solo passato mezzo anno dall’ultima volta in cui ho parlato di test Geekbench equesta mi sembra un’ottima occasione per dare una ripassata anche alla situazione dei portatili.

Il risultato, in sintesi è che la versione 2016 dei MacBook Pro è una versiona da dimenticare (almeno per quanto riguarda la CPU), mentre la generazione 2017 ha dato degli ottimi risultati: il MacBook Pro 15″ top di gamma supera con i suoi quasi 15.500 punti il Mac Pro del 2012 con processore Xeon e l’iMac 2017 top di gamma con processore da 3,8 GHz. La versione più potente del MBP 15″ era quella del 2015 con circa 14.300 punti, superato anche dalla versione base con Touch ID dei MBP 15″ 2017.

MBP 15 2017 Geekbenck

La versione 2017 top di gamma si riprende il titolo di arma portatile totale senza dubbio.

MacBook Pro 13″ 2017

Per quanto riguarda la versione da 13″ dei MBP 2017, il top di gamma con processore i7 da 3,5 GHz ha un punteggio di circa 9.600 punti: è veramente ad un soffio dalla barriera psicologica dei 10.000 punti che delimita la fascia cattiveria allo stato solido.

MBP 13 Top 2017 Geekbenck

Molto vicino all’indimenticabile MBP 17″ dell 2011, questa versione del MBP 13″ supera l’iMac da 21,5″ del 2017 versione base non Retina.

La versione base dei MBP 13″ senza Touch ID con i suoi 8.900 punti circa, si porta vicino alla versione base dei MBP 13″ con Touch ID (9.200 punti circa) e lascia indietro tutte le versioni precedenti dei 13″ ed un po’ di generazioni precedenti di Mac Pro.

MBP 13 Base Geekbench

Conclusioni

Tirando le somme, la generazione 2017 degli iMac e dei MBP sono delle ottime macchine, almeno a livello computazionale e di potenza di calcolo.

Mi riservo però di sviluppare ed approfondire successivamente la questione schede grafiche.

 

Apple WWDC 2017 dal punto di vista architettonico

Una conferenza particolare, non solo per aver avuto il piacere di commentarlo in diretta in compagnia di Giovanna ed Alex (si può riascoltare qui la puntata del podcast TechnoPillz), ma anche perché l’ho sentita estremamente piena di informazioni e novità.

Tant’è che ho preferito lasciato un po’ sedimentare le emozioni per riuscendo a fare un punto chiaro della situazione, ascoltare altri podcast per sentire altre opinioni e non perdere perle di saggezza come “[…] con un 27″ puoi solo più giocarci a Tetris […]” 1.

Come l’ultimo keynote degno di nota (era l’anno 2015), parlerò delle novità che possono riguardare il mondo dell’architettura e tralascerò il resto.

Non si può non partire da…

iMac Darth Vader

new_2017 iMac Pro dark grey front

La versione Darth Vader degli iMac: iMac Pro, la cui solo immagine evoca potenza senza pietà.

  • Radeon Pro Vega: rendering 3D in tempo reale e 400 GBps di banda di memoria;
  • fino a 128 GB di memoria RAM. È solo la capacità dello spazio di archiviazione del mio MBPr 13″, giusto per avere un paragone;
  • a proposito di SSD, l’iMac Pro arriva alla vertiginosa cifra di 4 Tera di memoria flash allo stato solido;
  • processori di classe Xeon 8-core, 10-core o udite udite 18-core. Diciotto core. Ci voglio 4,5 CPU i7 per avere lo stesso numero di core.

Devo dire altro?

Sì, devo dire che iMac Pro sarà disponibile da dicembre ad un prezzo di partenza di 5.000 $.

Alto? In questo articolo, Tuan Nguyen di PCGamer ha fatto due righe di conti.

New 2017 iMac Pro accessories

La linea degli iMac normali hanno ricevuto i nuovi chipset Kaby Lake per processori Intel Core i5 e i7 di settima generazione; nuove schede grafiche:

  • Intel Iris 640 dotato di 64 MB di memoria video per il modello base che guadagna l’80% di prestazioni;
  • AMD Radeon Pro serie 500 che possono arrivare per il 5K fino a 8GB di memoria onboard mentre per il 4K fino a 4 GB;

Gli schermi Retina sono più brillanti del 43%; disponibili 32 GB di RAM massima disponibile per la versione da 21,5″ e 64 GB per la versione da 27″ mentre solo a quest’ultima versione ed alla versione da 21,5″ top di gamma è destinato il Fusion Drive di serie.

New 2017 iMac Family

Sono curioso di leggere i primi benchmark, intanto sono stati smontati i primi iMac 2017 rivelando un possibile upgrade successivo al momento dell’acquisto, anche se non è proprio alla portata di tutti…

Realtà aumentata e realtà virtuale

Notevoli passi avanti sono stati fatti in questo senso; non molto tempo fa ne parlavo in un articolo in cui descrivevo come fosse possibile arredare tramite l’utilizzo della realtà aumentata con l’app per iOS Sayduck…

Le novità non è diretta per ora all’utente finale, ma il rilascio con iOS 11 e di ARKit promette bene: ARKit é un fremwork destinato allo sviluppatore che permette di creare l’esperinza della realtà aumentata. In più, ogni dispositivo come iPhone ed iPad sono diventati pronti per la realtà aumentata.

WWDC 2017 Realtà aumentata

Vi lascio da vedere i video della demo della realtà aumentata e delle realtà virtuale: rendono meglio la presentazioni che i fiumi di parole.

iPad Pro, iOS 11 e Pencil: produttività al primo posto

Sono stati introdotti molti miglioramenti e novità in iOS 11, ma la parte più gustosa è stata riservata ad iPad Pro: da compagno per la realizzazione di alcuni aspetti grafici, con le novità apportate iPad Pro alza l’asticella verso l’uso più produttivo e si avvicina molto di più a quello che si può realizzare con un normale computer.

iOS 11 iPad Pro Sketch

I primi, decisivi, passi sono stati l’introduzione di:

  • dock, molto simile a quello esistente su macOS;
  • drag and drop che si sposa con le funzionalità multi touch degli schermi di iPad;
  • Files, gestore di file e cartelle.

La chiave di volta passa da Pencil: la latenza, già molto bassa, è stata ulteriormente ridotta; sfruttabile come una normale penna però tradotta in termini digitali, permetterà di aggiungere evidenziazioni, disegni a mano libera, commenti e firme a documenti PDF, email o note.

Degno di menzione è la possibilità di aprire una nuova nota o modificare l’ultima aperta con un semplice tocco di Pencil sulla schermata di blocco di iPad. Geniale.

Apple Pencil iPad Pro Notes

A stretto giro di posta, Autodesk ha espresso entusiasmo per iOS 11 e le novità introdotte che saliranno a bordo delle sue app, SketchBook in primis, a breve.

Infine, il nostro settore vive di immagini e molte, moltissime fotografie scattate in tantissimi momenti della nostra vita professionale: l’introduzione del formato HEIF in iOS, che promette di occupare metà spazio anche a qualità elevata, è un toccasana per lo spazio di archiviazione dei vari dispositivi.

Varie

MacBook Pro: la linea è stata aggiornata con i nuovi chipset Kaby Lake che si traducono in un aumento di prestazioni, a livello di CPU nel test multi-core, del 20% circa per il modello di fascia alta da 15″ e del 10% circa per il modello base da 15″.

Apple MBP 2017

eGPU, ovvero schede grafiche esterne: alloggiate in un box esterno, dalla primavera del 2018 dovrebbero essere supportate dai MacBook Pro con Thunderbolt 3.

Scansione documenti: dall’app Note sarà possibile scansionare direttamente un documento usando la fotocamera di iPhone o iPad, rilevandone i contorni, ritagliarne i bordi ed aggiustando la prospettiva in modo automatco.

Apple Casa: è l’ app che permette di gestire tutti i dispositivi domotici di casa compatibili con HomeKit: la cosa interessante è che ora HomeKit (framework destinato allo sviluppatore per la gestione della domotica) non necessita di uno specifico chip di autotenticazione sui dispositivi domotici e potrà essere sfruttato ad esempio da piattafome come Arduino o Raspberry Pi. Per un ripasso dello stato dell’arte della domotica, rimando all’ interessante articolo di Chiara Pice di Habitando Cafè.


  1. questo tipo di affermazioni mi mandano in bestia. Già ne avevo scritto tempo fa e non mi sembra il caso di ritornarci, ma queste frasi fanno perdere la credibilità di chi le pronuncia, evidenziandone un netto scollamento dalla realtà. Detto questo, ognuno è libero di far quel che vuole, acquistare la versione rossa del nuovo iPhone 7 per metterlo sotto ad una gamba del tavolo per recuperare la pendenza del pavimento e /o cambiare Mac per sostituire l’arredamento interno della vasca dei pesci messo sul tavolo di cui sopra… 

WWDC 2017: commento live

Questa sera, alle 19.00, Apple terrà l’annuale conferenza dedicata per gli sviluppatori (leggasi programmatori) software: il WWDC 2017.

Lo chiamo il “Natale estivo” perché vengono annunciate novità software, soprattutto, ma anche hardware.

Però quest’anno sarà ancora più speciale per me: sono lieto ed orgoglioso di annunciare che sarò ospite in compagnia di Giovanna nel live streaming del podcast TechnoPillz condotto da Alex Raccuglia ed insieme commenteremo in diretta l’evento Apple.

A differenza di molti altri podcast italiani che commenteranno in diretta il keynote, tendenzialmente tecnici, saremo più diretti e con spirito critico costruttivo, da utenti che utilizzano il Mac tutti i giorni per lavoro e che hanno ben chiaro in testa che non tutto è oro ciò che luccica.

Non mi rimane che darvi appuntamento a questa sera, ore 19.00, sulla piattaforma Spreaker per seguire allegramente insieme il keynote e le novità che verranno presentate: è stato creato un evento sulla pagina Facebook di Runtime Radio, network che raggruppa molti altri interessanti podcast italiani, e lì sarà pubblicato il link diretto per ascoltarci.

Vi lascio il trailer confezionato per l’occasione da Alex in persona.

Calibrazione della batteria di un MacBook: serve? Aggiornamento di fine 2016

Come promesso, ho portato avanti la mia personale ricerca per stabilire se la calibrazione della batteria del MacBook è utile o no.

Ci siamo lasciati ad inizio giugno con queste parole:

Ho intenzione di apportare una modifica all’ultimo punto della procedura: una volta che il portatile sarà completamente scarico ed atteso il tempo necessario, cercherò di caricare il portatile tenedolo spento, senza usarlo. Infatti, precedentemente, ho usato il portatile una volta in carica alla bisogna.

In sordina, ho deciso di rendere più chiaro il risultato, scegliendo di non calibrare la batteria da giugno fino a ieri: in pratica ho usato la batteria in modo mooooooolto sportivo; collegavo il caricatore al MacBook quando ne avevo bisogno o quando ne avevo tempo, usandolo durante la ricarica e staccando il caricatore solo a carica completa. Unica avvertenza: cercare di non far comparire l’icona rossa della batteria nella menu bar, come ha spiegato Nicola nel suo commento di questo articolo.

Quindi, prima di procedere alla calibrazione della batteria, ho provveduto a valutare l’andamento della carica della batteria visualizzando il grafico offerto dalla comoda app Coconut Battery 1

Il risultato mi sembra del tutto in linea con l’andamento del resto del mondo.

MBPr 13" prima della calibrazione fine 2016

A questo punto ho aspettato che si scaricasse nuovamente la batteria, togliendo il segno di spunta dall’opzione Metti in stop i dischi rigidi quando è possibile 2 ed usando il MacBook fino al punto del totale spegnimento.

L’ho lasciato riposare cinque ore.

Dopodichè l’ho messo in carica, senza però aprire il coperchio superiore del MacBook fino a quando il led del MagSafe 2 non è passato al colore verde 3.

Ho nuovamente incasellato il risultato nel grafico offerto da Coconut Battery.

MBPr 13" dopo calibrazione fine 2016

Il risultato mi sembra notevole, nel senso che rispetto a tutti gli altri risultati, questo è quello che si è discostato di più rispetto al risutato atteso ed è quindi degno di nota.

Andare avanti

Vorrei tirare delle conclusioni, ma…

Sembrerebbe che la procedura funzioni, rispetto al normale utilizzo sportivo. Ma credo che sia troppo presto per tirare le fila di tutto questo discorso, almeno per quanto riguarda questo modello di MacBook Pro 13″r (mid 2014): per il MacBook Air 13″ (late 2010) la conclusione è parsa molto più lampante, come si può notare dai risultati pubblicati nel 2015.

Non mi rimane che portare avanti l’esperimento: mesi di utilizzo sportivo e calibrazione.

Aggiornamento del 26/07/2017

Rimando a questo articolo per leggere gli ulteriori e forse definitivi sviluppi dell’esperimento di uso della procedura di calibrazione della batteria con il mio MacBook Pro 13″ Retina (mid 2014).


  1. qui ho spiegato come fare. 
  2. mi chiedo se questa opzione serva ancora con i moderni SSD: entreranno in stop come i vecchi, vetusti, hard disk a dischi rigidi
  3. ehm… come si potrà fare con il nuovo MacBook Pro (late 2016) con Touch Bar? Mah… 

Scelta del Mac [Agg. 24 nov 2016]

Da un po’ che non se ne parla, vero?

La situazione però non è cambiata molto: le novità riguardano solo chi usa il proprio Mac in mobilità.

Qualche numero

Davvero interessante l’ottima recensione dei Touch Bar MacBook Pro 2016 di Andrew Cunningham di Ars Technica; consiglio caldamente di leggerla.

Perchè AMD

In dettaglio, viene spiegato il motivo della scelta delle GPU AMD:

Apple moved to dedicated GPUs across the lineup for one reason: external monitor support. AMD’s GPUs can drive two of those new 5K Thunderbolt 3 displays plus the laptop’s internal display

Power consumption aside—the laptop version of the GTX 1060, Nvidia’s slowest Pascal-based laptop chip, has an 85W TDP where the MacBook Pro’s AMD GPUs are all 35W—Nvidia’s cards support a maximum of four displays.

Performance grafiche

Il confronto tra le schede grafiche rivela l’entità del miglioramento rispetto agli anni passati.

Per le schede discrete dei 15″:

In apples-to-apples tests that measure how the GPUs perform independent of display resolution (the GFXBench Metal offscreen tests and Cinebench, primarily), the Radeon Pro 455 doesn’t do badly. It’s a significant boost over the only dedicated GPU options in the 2012, 2013, and 2015 MacBook Pros—Nvidia’s GeForce GTX 650M and 750M and AMD’s Radeon R9 M370X, respectively—which means that the Radeon Pro 450 shouldn’t be a step back from last year, and the Radeon Pro 460 should in fact be significantly faster.

Per i 13″ la resa dei nuovi chip è meno marcata:

CPU performance increases by an amount that’s roughly proportionate to the 200MHz maximum clock speed increase, and GPU performance increases by around 10 percent. It’s not nothing… but it’s also not a huge reason not to get the $1,499 MacBook Pro if you don’t care about the other stuff that it’s missing.

Performance CPU

Mi aspettavo un risultato migliore dai nuovi MBP 15″ (late 2016): il test Geekbench Multi-core parla chiaro:

Geekbench MBP 15" (late 2016)

D’altro canto, i 13″ abbattono il muro dei 7000 punti, andando a battere il tempo ai processori quad core presenti negli iMac 27″ (Mid 2010), nel Mac Pro (Mid 2010) e nel MacBook Pro 15″ (Late 2011), superando ogni MacBook Pro 13″ delle precedenti generazioni.

Geekbench MBP 13" (late 2016)

Quindi?

Ne emerge un quadro interessante e, dal mio punto di vista, globalmente positivo: gli SSD montati su questi portatili sono molto veloci rendendo molto scattanti sia il sistema operativo che le operazioni comuni eseguite su un portatile; d’altra parte, per i 15″, a fronte di una potenza di calcolo di fatto invariata rispetto ai precedenti modelli, le prestazioni delle schede grafiche sono aumentate; per i 13″ il miglioramento è relativo alla potenza di calcolo e di conseguenza alla performance della scheda grafica integrata.

Rimane una sorvegliata speciale la nuova touch bar, più che altro per vedere che tipo di implementazioni saranno adottate dai software architettonici.

Consigli per gli acquisti

Di seguito sintetizzo gli articoli precedenti in base agli aggiornamenti di cui sopra:

Lavori con carichi molto pesanti.

Lavori che non riguardano rendering od operazioni complesse.

Un valido strumento di lavoro, che andrà ad affiancare le operazioni eseguite sul Mac, è il nuovo iPad Pro, che ora è possibile acquistare in due declinazioni: 9,7″ e 12,9″.

Purtroppo non ho la fortuna di averne uno dei due in ufficio e non ho potuto mai provarli sul campo, ma intuitivamente, avendo provato l’ iPad Pro da 12,9″ per qualche minuto, mi sento di consigliare questo formato: Pencil non ha alcun lag, la grande diagonale è un aiuto nei lavori grafici ed il peso non è così proibitivo da non poterselo portare dietro nella valigia full A4 che ci accompagna.

Inoltre, segnalo:

  • le raccomandazioni della Buyer’s guide di MacRumors;
  • la possibilità di acquistare il Mac scegliendo tra i ricondizionati certificati Apple con disponibilità variabile nel corso dei giorni;
  • il leasing od il noleggio messo sempre a disposizione da Apple per i professionisti.

Buon Mac a tutti!