Apple WWDC 2017 dal punto di vista architettonico

Una conferenza particolare, non solo per aver avuto il piacere di commentarlo in diretta in compagnia di Giovanna ed Alex (si può riascoltare qui la puntata del podcast TechnoPillz), ma anche perché l’ho sentita estremamente piena di informazioni e novità.

Tant’è che ho preferito lasciato un po’ sedimentare le emozioni per riuscendo a fare un punto chiaro della situazione, ascoltare altri podcast per sentire altre opinioni e non perdere perle di saggezza come “[…] con un 27″ puoi solo più giocarci a Tetris […]” 1.

Come l’ultimo keynote degno di nota (era l’anno 2015), parlerò delle novità che possono riguardare il mondo dell’architettura e tralascerò il resto.

Non si può non partire da…

iMac Darth Vader

new_2017 iMac Pro dark grey front

La versione Darth Vader degli iMac: iMac Pro, la cui solo immagine evoca potenza senza pietà.

  • Radeon Pro Vega: rendering 3D in tempo reale e 400 GBps di banda di memoria;
  • fino a 128 GB di memoria RAM. È solo la capacità dello spazio di archiviazione del mio MBPr 13″, giusto per avere un paragone;
  • a proposito di SSD, l’iMac Pro arriva alla vertiginosa cifra di 4 Tera di memoria flash allo stato solido;
  • processori di classe Xeon 8-core, 10-core o udite udite 18-core. Diciotto core. Ci voglio 4,5 CPU i7 per avere lo stesso numero di core.

Devo dire altro?

Sì, devo dire che iMac Pro sarà disponibile da dicembre ad un prezzo di partenza di 5.000 $.

Alto? In questo articolo, Tuan Nguyen di PCGamer ha fatto due righe di conti.

New 2017 iMac Pro accessories

La linea degli iMac normali hanno ricevuto i nuovi chipset Kaby Lake per processori Intel Core i5 e i7 di settima generazione; nuove schede grafiche:

  • Intel Iris 640 dotato di 64 MB di memoria video per il modello base che guadagna l’80% di prestazioni;
  • AMD Radeon Pro serie 500 che possono arrivare per il 5K fino a 8GB di memoria onboard mentre per il 4K fino a 4 GB;

Gli schermi Retina sono più brillanti del 43%; disponibili 32 GB di RAM massima disponibile per la versione da 21,5″ e 64 GB per la versione da 27″ mentre solo a quest’ultima versione ed alla versione da 21,5″ top di gamma è destinato il Fusion Drive di serie.

New 2017 iMac Family

Sono curioso di leggere i primi benchmark, intanto sono stati smontati i primi iMac 2017 rivelando un possibile upgrade successivo al momento dell’acquisto, anche se non è proprio alla portata di tutti…

Realtà aumentata e realtà virtuale

Notevoli passi avanti sono stati fatti in questo senso; non molto tempo fa ne parlavo in un articolo in cui descrivevo come fosse possibile arredare tramite l’utilizzo della realtà aumentata con l’app per iOS Sayduck…

Le novità non è diretta per ora all’utente finale, ma il rilascio con iOS 11 e di ARKit promette bene: ARKit é un fremwork destinato allo sviluppatore che permette di creare l’esperinza della realtà aumentata. In più, ogni dispositivo come iPhone ed iPad sono diventati pronti per la realtà aumentata.

WWDC 2017 Realtà aumentata

Vi lascio da vedere i video della demo della realtà aumentata e delle realtà virtuale: rendono meglio la presentazioni che i fiumi di parole.

iPad Pro, iOS 11 e Pencil: produttività al primo posto

Sono stati introdotti molti miglioramenti e novità in iOS 11, ma la parte più gustosa è stata riservata ad iPad Pro: da compagno per la realizzazione di alcuni aspetti grafici, con le novità apportate iPad Pro alza l’asticella verso l’uso più produttivo e si avvicina molto di più a quello che si può realizzare con un normale computer.

iOS 11 iPad Pro Sketch

I primi, decisivi, passi sono stati l’introduzione di:

  • dock, molto simile a quello esistente su macOS;
  • drag and drop che si sposa con le funzionalità multi touch degli schermi di iPad;
  • Files, gestore di file e cartelle.

La chiave di volta passa da Pencil: la latenza, già molto bassa, è stata ulteriormente ridotta; sfruttabile come una normale penna però tradotta in termini digitali, permetterà di aggiungere evidenziazioni, disegni a mano libera, commenti e firme a documenti PDF, email o note.

Degno di menzione è la possibilità di aprire una nuova nota o modificare l’ultima aperta con un semplice tocco di Pencil sulla schermata di blocco di iPad. Geniale.

Apple Pencil iPad Pro Notes

A stretto giro di posta, Autodesk ha espresso entusiasmo per iOS 11 e le novità introdotte che saliranno a bordo delle sue app, SketchBook in primis, a breve.

Infine, il nostro settore vive di immagini e molte, moltissime fotografie scattate in tantissimi momenti della nostra vita professionale: l’introduzione del formato HEIF in iOS, che promette di occupare metà spazio anche a qualità elevata, è un toccasana per lo spazio di archiviazione dei vari dispositivi.

Varie

MacBook Pro: la linea è stata aggiornata con i nuovi chipset Kaby Lake che si traducono in un aumento di prestazioni, a livello di CPU nel test multi-core, del 20% circa per il modello di fascia alta da 15″ e del 10% circa per il modello base da 15″.

Apple MBP 2017

eGPU, ovvero schede grafiche esterne: alloggiate in un box esterno, dalla primavera del 2018 dovrebbero essere supportate dai MacBook Pro con Thunderbolt 3.

Scansione documenti: dall’app Note sarà possibile scansionare direttamente un documento usando la fotocamera di iPhone o iPad, rilevandone i contorni, ritagliarne i bordi ed aggiustando la prospettiva in modo automatco.

Apple Casa: è l’ app che permette di gestire tutti i dispositivi domotici di casa compatibili con HomeKit: la cosa interessante è che ora HomeKit (framework destinato allo sviluppatore per la gestione della domotica) non necessita di uno specifico chip di autotenticazione sui dispositivi domotici e potrà essere sfruttato ad esempio da piattafome come Arduino o Raspberry Pi. Per un ripasso dello stato dell’arte della domotica, rimando all’ interessante articolo di Chiara Pice di Habitando Cafè.


  1. questo tipo di affermazioni mi mandano in bestia. Già ne avevo scritto tempo fa e non mi sembra il caso di ritornarci, ma queste frasi fanno perdere la credibilità di chi le pronuncia, evidenziandone un netto scollamento dalla realtà. Detto questo, ognuno è libero di far quel che vuole, acquistare la versione rossa del nuovo iPhone 7 per metterlo sotto ad una gamba del tavolo per recuperare la pendenza del pavimento e /o cambiare Mac per sostituire l’arredamento interno della vasca dei pesci messo sul tavolo di cui sopra… 
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Firma digitale remota: un possibile futuro per iPad Pro nell’edilizia

Filippo Strozzi di Avvocati e Mac ha scritto un interessante articolo sulla possibilità di firmare digitalmente gli atti tramite iPad Pro e la firma digitale remota.

Però, come premette Filippo:

Quello che segue è solo un esperimento. In particolare la generazione dell’atto, la numerazione dei documenti e così via è stata fatta su Mac e non attraverso l’iPad

Anche perchè Filippo ha impostato una serie di routine sul suo Mac che gli permettono di creare una cartella dotata di sottocartelle preimpostate per le pratiche giudiziarie e di numerare automaticamente gli allegati dell’atto.

Purtroppo non ho potuto verificare di persona1, ma virtualmente credo che sia possibile, a questo punto, completare una semplice pratica di Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, firmare digitalmente gli allegati ed inviare il tutto al Mude2 tramite iPad Pro.

Per il concept del progetto è utile Adobe Illustrator Draw; per gli elaborati grafici si potrebbe usare CAD Pockets; per i documenti Pages e il tutto può essere firmato tramite la firma digitale remota; avendo anche la macchina fotografica incorporata, l’iPad Pro potrebbe avvicinarsi ad uno strumento all in one, almeno per le pratiche edilizie semplici.

Troppi se?


  1. purtroppo non ho a disposizione un iPad Pro e la firma digitale remota per fare le prove del caso. 
  2. sempre che il Mude non faccia più difficoltà di quando si utilizza un Mac. Ed è tutto dire… 

Mac vs. Istituzioni

Sapete che usare il Mac come macchina principale in ambito professionale architettonico può creare qualche incoveniente, tipo farsi rispondere dall’assistenza dei portali istituzionali con frasi del tipo:

Usa un Mac? Non sappiamo nemmeno come aiutarLa

o scoprire che degli sviluppatori non posso portare avanti un software per Il catasto a livello nazionale per Mac o escludere Safari dai browser supportati per accedere ad un portale web istituzionale.

E come sapete ritengo queste situazioni semplicemente assurde.

Ho recentemente scoperto che, evidentemente, non sono solo io a pensarla così.

L’Ordine degli Architetti di Torino ha pubblicato questa segnalazione, datata 09/02/2017:

Recentemente, è stato ribadito al Consorzio per il Sistema Informativo (CSI) Piemonte il persistere del problema di accesso alla piattaforma MUDE (Modello Unico Digitale per l’Edilizia) da parte degli utilizzatori di pc MAC. Considerando che una larga parte degli iscritti all’OAT utilizza pc in ambiente MAC, la predisposizione della piattaforma MUDE per soli utenti Windows costituisce un limite notevole, e pone coloro che usano pc MAC nella scomoda condizione di ricorrere a simulatori di ambienti Windows.

Applausi a scena aperta.

Ma c’è ancora molto da fare.

Perseverare è diabolico

Recentemente è stato pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate alias Agenzia del Territorio alias Catasto la nuova piattaforma “Scrivania del Territorio”1 :

La Scrivania del Territorio è un ambiente di lavoro che rende disponibile, in un’unica interfaccia sul proprio pc, una serie di servizi per lo scambio di informazioni con le banche dati catastale e ipotecaria dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di semplificare le attività del professionista e stimolarne la compliance.

Wow, dico io!

Finalmente si mette mano al software per il Catasto che attualmente ha le finestre stile Windows 95. Vuoi vedere che per l’occasione si parte bene con un software multipiattaforma e che la larga parte degli Iscritti OAT che utilizzano il Mac possono lavorare in santa pace col Catasto?

No, NO, NO! Il link fa scaricare un file eseguibile!

Ma dico, Santo Cielo, come è possibile, nel 2017, epoca in cui lo smartwatch è il computer da tasca e si stanno sviluppando le Intelligenze Artificiali, che un Ente Pubblico Nazionale possa programmare il rilascio di un software, anzi, una piattaforma funzionante su un solo ed unico sistema operativo, tra l’altro a pagamento? Ma perché?!? Perché????

Stride un po’ con l’obiettivo perseguito e dichiarato di:

semplificare le attività del professionista e stimolarne la compliance.

E non solo: il concetto attaccatialtramefischiaincurvautenteMac è ribadito proseguendo nella pagina dell’Agenzia con la presentazione del Desktop del Territorio:

Il software per l’installazione della “Scrivania del Territorio” è già disponibile per il download.
Progressivamente saranno rilasciate le nuove versioni dei seguenti software, che permetteranno di dialogare con la Scrivania:

  • Docfa, per l’aggiornamento delle unità immobiliari del Catasto dei Fabbricati
  • Docte, per l’aggiornamento delle qualità colturali delle particelle terreni
  • Pregeo, per la predisposizione degli atti geometrici di aggiornamento della cartografia
  • Voltura e istanza titolarità, per l’aggiornamento delle intestazioni e dei diritti iscritti in catasto
  • Unimod, per la compilazione del Modello Unico da inviare per l’aggiornamento del registro e delle titolarità del sistema di pubblicità immobiliare e catastale.

Apparte l’ultimo, che ha un’interfaccia web, non sto neanche a dirvelo su quale sistema operativo questo software possono essere usati.

Distribuzioni GNU/Linux?
Sistemi Unix-like?
macOS?
Sistemi BSD?

Esatto, proprio quello che vi viene in mente.

Sognare non costa nulla

Visto che all’Agenzia fanno orecchie da mercante, mi rimane una sola possibilità: ci vorrebbe qualcuno che smettesse di guardare tabelle con i conti economici sul suo iPad, si alzasse dalla scrivania e mettesse uno sviluppatore in sede all’Agenzia, pagato di tasca propria per evitare situazione del genere. Sì, Mr. Cook, mi rivolgo proprio a Lei.

E nel caso in cui ritenga che comunque sia l’iPad ad essere il futuro e possa essere uno strumento professionale, Le consiglio di affiancare un qualsiasi architetto dotato di Mac e iPad in una qualsiasi giornata lavorativa: potrebbe avere la spiacevole sensazione che nemmeno gli avvitamenti carpiati multipli all’indietro di Viticci2 possano infrangere questo muro di gomma.

E ci tengo a sottolinearlo: sarei il primo ad utilizzare solo iPad nella mia professione fosse possibile; ne sarei davvero felice.

Purtroppo ci sono Istituzioni in Italia che non hanno recepito l’esistenza di Mac o di Linux, nati qualche decennio fa. Figuriamo di iPad…


  1. ma perché, perché, perché chiamarla scrivania? Perché? Visto che funziona solo con Windows il nome appropriato sarebbe dovuto essere Desktop
  2. nutro un profondo rispetto per Federico Viticci: massimo rispetto per le sue capacità, per ciò che è riuscito a fare con il binomio iPad/MacStories ed i risultati ottenuti. 

Scelta del Mac [Agg. 24 nov 2016]

Da un po’ che non se ne parla, vero?

La situazione però non è cambiata molto: le novità riguardano solo chi usa il proprio Mac in mobilità.

Qualche numero

Davvero interessante l’ottima recensione dei Touch Bar MacBook Pro 2016 di Andrew Cunningham di Ars Technica; consiglio caldamente di leggerla.

Perchè AMD

In dettaglio, viene spiegato il motivo della scelta delle GPU AMD:

Apple moved to dedicated GPUs across the lineup for one reason: external monitor support. AMD’s GPUs can drive two of those new 5K Thunderbolt 3 displays plus the laptop’s internal display

Power consumption aside—the laptop version of the GTX 1060, Nvidia’s slowest Pascal-based laptop chip, has an 85W TDP where the MacBook Pro’s AMD GPUs are all 35W—Nvidia’s cards support a maximum of four displays.

Performance grafiche

Il confronto tra le schede grafiche rivela l’entità del miglioramento rispetto agli anni passati.

Per le schede discrete dei 15″:

In apples-to-apples tests that measure how the GPUs perform independent of display resolution (the GFXBench Metal offscreen tests and Cinebench, primarily), the Radeon Pro 455 doesn’t do badly. It’s a significant boost over the only dedicated GPU options in the 2012, 2013, and 2015 MacBook Pros—Nvidia’s GeForce GTX 650M and 750M and AMD’s Radeon R9 M370X, respectively—which means that the Radeon Pro 450 shouldn’t be a step back from last year, and the Radeon Pro 460 should in fact be significantly faster.

Per i 13″ la resa dei nuovi chip è meno marcata:

CPU performance increases by an amount that’s roughly proportionate to the 200MHz maximum clock speed increase, and GPU performance increases by around 10 percent. It’s not nothing… but it’s also not a huge reason not to get the $1,499 MacBook Pro if you don’t care about the other stuff that it’s missing.

Performance CPU

Mi aspettavo un risultato migliore dai nuovi MBP 15″ (late 2016): il test Geekbench Multi-core parla chiaro:

Geekbench MBP 15" (late 2016)

D’altro canto, i 13″ abbattono il muro dei 7000 punti, andando a battere il tempo ai processori quad core presenti negli iMac 27″ (Mid 2010), nel Mac Pro (Mid 2010) e nel MacBook Pro 15″ (Late 2011), superando ogni MacBook Pro 13″ delle precedenti generazioni.

Geekbench MBP 13" (late 2016)

Quindi?

Ne emerge un quadro interessante e, dal mio punto di vista, globalmente positivo: gli SSD montati su questi portatili sono molto veloci rendendo molto scattanti sia il sistema operativo che le operazioni comuni eseguite su un portatile; d’altra parte, per i 15″, a fronte di una potenza di calcolo di fatto invariata rispetto ai precedenti modelli, le prestazioni delle schede grafiche sono aumentate; per i 13″ il miglioramento è relativo alla potenza di calcolo e di conseguenza alla performance della scheda grafica integrata.

Rimane una sorvegliata speciale la nuova touch bar, più che altro per vedere che tipo di implementazioni saranno adottate dai software architettonici.

Consigli per gli acquisti

Di seguito sintetizzo gli articoli precedenti in base agli aggiornamenti di cui sopra:

Lavori con carichi molto pesanti.

Lavori che non riguardano rendering od operazioni complesse.

Un valido strumento di lavoro, che andrà ad affiancare le operazioni eseguite sul Mac, è il nuovo iPad Pro, che ora è possibile acquistare in due declinazioni: 9,7″ e 12,9″.

Purtroppo non ho la fortuna di averne uno dei due in ufficio e non ho potuto mai provarli sul campo, ma intuitivamente, avendo provato l’ iPad Pro da 12,9″ per qualche minuto, mi sento di consigliare questo formato: Pencil non ha alcun lag, la grande diagonale è un aiuto nei lavori grafici ed il peso non è così proibitivo da non poterselo portare dietro nella valigia full A4 che ci accompagna.

Inoltre, segnalo:

  • le raccomandazioni della Buyer’s guide di MacRumors;
  • la possibilità di acquistare il Mac scegliendo tra i ricondizionati certificati Apple con disponibilità variabile nel corso dei giorni;
  • il leasing od il noleggio messo sempre a disposizione da Apple per i professionisti.

Buon Mac a tutti!

Sono Pro?

Ho da sempre ritenuto SaggiaMente, blog di Maurizio Natali, un punto di riferimento per la mia informazione del mondo Mac.

Il suo recente articolo, in cui Maurizio recensisce il MacBook Pro 13″ 2016 senza Touch Bar, è curato come sempre, ma una parte di ciò che ha scritto ha attirato la mia attenzione e mi ha dato da pensare. Anche troppo…

Tuttavia noto discussioni molto accese in merito al fatto che questi MacBook non siano pensati per professionisti, per cui dico la mia il più brevemente possibile. Da precisini si potrebbe asserire che se si usa un dispositivo per svolgere una professione questo è automaticamente professionale. Per quanto mi riguarda si tratta di una forzatura, perché quando le richieste sono davvero minime qualsiasi computer e persino uno smartphone è sufficiente, ma ciò non li rende professionali. Da sempre si considera Pro l’utilizzo che richiede potenze di calcolo più elevate della media o connessioni e supporti altamente specifici, quelli che, per definizione inversa, non sono necessari all’utente consumer.

Secondo la definizione di cui sopra, se una persona non usa macchine nel proprio lavoro con una potenza di calcolo più elevate della media sta usando macchine consumer. Che professionista è una persona che usa macchine che da sempre non sono considerate adatte ai professionisti per svolgere il proprio lavoro?

Sarà perché mi sento tirato in mezzo ma mi sembra un discorso miope.

Storicamente i computer Apple sono stati i preferiti dai creativi e i MacBook Pro (per rimanere nell’era x86) utilizzati per lavorare in settori quali ricerca, audio, foto, video e animazione. Per come è strutturata l’attuale linea, il 15″ può essere ancora competitivo in tal senso (ma dipende dai software in uso, lo vedremo più avanti), mentre sul 13″ nutro più di qualche dubbio; specie in questa sua incarnazione più economica.

Francamente, i dubbi ce li ho avuti io leggendo queste affermazioni e cerco di dirimere i dubbi di Maurizio in merito.

Cosa si puó fare

Giusto la mattina stessa leggevo l’ articolo di Lucio Bragagnolo di QuickLoox, dall’opinione decisamente più equilibrata, che rende meglio l’idea di cosa una persona può fare con l’attuale “incarnazione più economica” del MacBook Pro. Ci sono altri aspetti molto interessanti nell’articolo di Lucio, ma li tratterò in un post a parte per non uscire dal seminato.

Tornando a ciò che si può fare:

Parliamone con serenità: Jonathan Zdziarski mostra che con un MacBook Pro da sedici gigabyte di Ram si può fare un numero impressionante di cose. Sono uno sprecone di aggettivi, ma stavolta ci sta tutto. Cito dal suo post l’elenco di quello che ha acceso senza che il computer iniziasse a paginare e spostare dati dalla Ram al disco SSD. A me fa impressione.

Non solo a te!

  • VMware Fusion: tre macchine virtuali in funzione (Windows 10, macOS Sierra, Debian Linux)
  • Adobe Photoshop CC: quattro foto da trentasei megapixel multilivello, da oltre un giga ciascuna
  • Adobe InDesign CC: un progetto fotografico di ventidue pagine
  • Adobe Bridge CC: navigazione di una cartella con 307 immagini per 163 gigabyte totali
  • DxO Optics Pro: modifica di una cartella di immagini
  • Xcode: cinque progetti in Objective-C, tutti puliti e con un build nuovo di zecca
  • Microsoft PowerPoint: una presentazione
  • Microsoft Word: quindici capitoli, un file ciascuno, del mio ultimo libro
  • Microsoft Excel: un workbook
  • MachOView: analisi del binario di un daemon
  • Mozilla FireFox: quattro siti differenti in una finestra a testa
  • Safari: undici siti differenti in una finestra cadauno
  • Anteprima: tre libri in Pdf, di cui uno molto pieno di grafica
  • Hopper Disassembler: analisi in corso di un file binario
  • WireShark: acquisizione in corso di dati di rete
  • IDA Pro 64-bit: analisi di un binario Intel a 64 bit
  • Apple Mail: vista di quattro caselle
  • Tweetbot: lettura delle menzioni
  • iBooks: visualizzazione di un libro
  • Skype: collegato e inattivo
  • Terminale: una manciata di sessioni inattive
  • iTunes
  • Little Flocker
  • Little Snitch
  • OverSight
  • Finder
  • Messaggi
  • FaceTime
  • Calendario
  • Contatti
  • Foto
  • Veracrypt
  • Monitoraggio Attività
  • Path Finder
  • Console
  • Probabilmente molto altro di cui non mi sono reso conto

Giusto per correttezza di informazione, sono curioso di provare a ripetere l’esperienza col mio.

Certo, il MacBook Pro 13″ (late 2016) non sarà il computer più adatto per Maurizio e per la sua professione e per altre professioni che richiedono hardware di un certo calibro, ma ciò non toglie che questo Mac ne può eseguire molte di cose che servono ad un professionista, con buona pace del computer top di gamma che un professionista deve (in quanto professionista, come espresso nel suo articolo) acquistare.

Quando sarebbe meglio evitare

E guarda caso, venerdì ho seguito un corso webinar sul BIM. Il relatore era indubbiamente preparato ma anche lui, senza mezzi termini, ha detto chiaramente che al giorno d’oggi nessun professionista utilizza i Mac, visto che Apple è concentrata a vendere iPhone ed iPad.

In effetti, se si guardano le vendite di Apple suddivise per prodotto, la maggior parte dei guadagni arrivano da iPhone.

Ma, perchè c’è sempre un ma, è accaduto qualcosa che ha fatto inciampare (e cadere violentemente) il relatore.

Dopo aver tessuto lodi sperticate del suo portatile che stava usando per il webinar, con Windows 10, processore Intel i7, 32 GB di RAM e scheda video NVidia (non sto scherzando: le ha tessute veramente senza mancare di citare i suoi 1600 CUDA), cercando di rompere il ghiaccio, ha deciso di far partire a video il filmato di una nota parodia su Autocad.

Video bloccato al primo fotogramma e silenzio in attesa che partisse.

È stato appagante cercare il filmato con Safari, guardarmelo sullo schermo esterno collegato al mio portatile mentre sullo schermo integrato ho potuto gustarmi i vari interventi e tentativi per cercare di far partire lo stesso filmato sul computer del relatore.

Il quale è partito quasi alla fine di quello che stavo guardando io.

Sarà stato anche preparato il relatore, ma questo episodio ha gettato una lunga ombra sulla professionalità del suo computer.

Caso reale

Tornando a noi, e con noi intendo le persone che leggono questo blog ed il sottoscritto, la situazione nel nostro angolo di mondo qual’è?

È fatto da professionisti.

Il primo che mi viene in mente è senza dubbio Barbarroja, architetto, che nei commenti a questo articolo ha descritto il proprio setup.

Ecco l’estratto del suo commento:

Nel mio studio usiamo come hardware due iMac 27 5k molto ben pompati, 1 iPad Air e 1 iPad Pro da 9.7, un MacBook Pro 17 del 2010 che presto sostituirò con il nuovo 13, per avere massima portabilitá anche in casa, dove lo collegherò alla bisogna al Cinema Display 24 che ho da un bel po’. Ho una Apple tv che uso anche per presentare i progetti su uno schermo tv 43 pollici, posizionato in sala riunioni. Come software uso Autocad 2016, Maya per il 3D, InDesign per l’impaginazione, pacchetto iWork e Libreoffice per relazioni presentazioni ed altro, Mastro 3k per là contabilità e per i piani di sicurezza nei cantieri. Carta da schizzi e pennarelli per i disegni iniziali di progetto, che amo fare ancora a mano libera, o su iPad Pro con Apple Pencil.

Senza mezzi termini ha puntato sul nuovo MacBook Pro 13″, giusto per fugare i dubbi di Maurizio.

Professione

Non per forza un professionista deve acquistare macchine top di gamma per svolgere la propria professione, rimanendo un professionista. Mi spiace Maurizio darti questa notizia.

Ringrazio le persone citate di seguito che mi hanno aiutato a far chiarezza sul discorso e di cui riporto le parti salienti.

Paolo e Nicola:

Un computer “professionale” è uno strumento avente le caratteristiche necessarie per essere usato in una specifica professione in modo continuativo, con la massima affidabilità e le migliori prestazioni possibili.

Claudia:

Il computer non è professionale, è una macchina che viene riempita di programmi atti a svolgere una o più attività da un professionista

Lucio:

Siccome ogni lavoro ha eguale dignità allora ogni computer sano è solo uno strumento.

E sono proprio le parole di Lucio quelle in cui ho trovato la chiave di volta per interpretare questo mio sfogo1: ogni lavoro ha eguale dignità, indipendente dalla capacità di calcolo del computer con il quale viene svolto.


  1. non ero riuscito a focalizzare quale fosse il problema che mi ha fatto scattare: lo ammetto; ho scritto, scritto, scritto, ma non riuscivo ad arrivare al punto. Fino a qui. 

MacBook Pro 2016

È passato qualche giorno dalla presentazione dei nuovi MacBook Pro Retina 13″ e 15″: ho così avuto tempo di chiarirmi le idee e leggere le tante, tantissime, reazioni che questa presentazione ha suscitato. Nel bene e nel male, indubbiamente non ha lasciato gli appassionati indifferenti…

La mia speranza dell’abbandono dei processori Intel in favore dei processori ARM non si è avverata. Risultato? Che mentre Apple aspetta che Intel torni dalla terza parte del loro nuovo corso sintetizzabile in “Tick Tock Vado-in-vacanza”1, noi ci dobbiamo accontentare dei chipset Sky Lake. Presumibilmente per il 2017, sempre che Intel non trovi code al casello al rientro, verranno rilasciati i nuovi chipset Kaby Lake adatti alle linee Apple. C’è da dire che anche i nuovi Surface Studio e Surface Book sono equipaggiati con lo stesso chipset2: prima o poi Intel tornerà dalle vacanze, sempre che ARM non arrivi prima.

Detto questo, personalmente i nuovi MacBook Pro mi piacciono e, avessi le possibilità, lo comprerei anche, color Grigio Siderale senza dubbio. Entro in pieno nel target dell’utilizzatore tipo di questo MacBook Pro, ma mi rendo conto che non è per tutti i professionisti…

Le novità

Essendo un portatile, con la scorta della mia esperienza d’uso in ambito lavorativo, la prima cosa che sono andato a vedere sono le dimensioni ed il peso.

Nel mio immaginario, il portatile più leggero è il MacBook Air: sarà per il nome, sarà perchè alla presentazione è stato tirato fuori da una busta da Steve Jobs o sarà perchè quando lo utilizzai mi dava proprio la sensazione di leggerezza.
Fatto sta che il nuovo MBPr 13″ pesa quanto un MBA 13″ (1,37 kg e 1,35 kg rispettivamente); lo spessore di 1,49 cm del MBPr 13″ è minore rispetto allo spessore massimo di 1,7 cm del MBA13″; rispetto all’Air, sono stati eliminati 2 cm in larghezza ed 1,5 cm in profondità (32,5 cm x 22,7 cm le misure dell’Air; 30,41 cm x 21,24 cm le misure del Pro). In pratica, anche il nuovo MacBook Pro 13″ poteva essere sfilato da una busta, solo che le caratteristiche sono superiori all’attuale Air a partire dallo schermo Retina.

MBPr 2016 Schermo

A proposito dello schermo, ha guadagnato lo spazio cromatico P3. Utile per chi si occupa di grafica avanzata; con l’ausilio della retroilluminazione a Led più brillante, del contrasto più elevato, neri più profondi e bianchi più luminosi tutto ciò si traduce in piacere per gli occhi. Ed in ambito lavorativo, è un aspetto di primaria importanza, giusto per non arrivare a casa cieco come Sirio il Dragone.

Passando all’area orizzontale del portatile che permette di utilizzare il Mac, la superficie del trackpad è aumentata; purtroppo non sarà sensibile al tocco di Pencil come fantasticato… In compenso è arrivata veramente la Touch Bar: in estrema sintesi si tratta di una barra touch che visualizza i comandi in base all’applicazione utilizzata. Non vedo l’ora di provarla allo Store: ritengo che avere i comandi principali o scorciatoie a portata di dito sia ben più produttivo che raggiungere gli stessi col mouse navigando tra i menu o andando a cercare il pulsante giusto. Inoltre sono certo che Software House del calibro di Autodesk e compagnia non si lasceranno scappare l’occasione per migliorare la produttività dei propri software3; applicazioni come Final Cut Pro, Photoshop ed Office utilizzeranno questa opportunità da subito; credo che il bello dell’implementazione di questa novità sia ancora tutta da scoprire.

Consiglio di dare un’occhiata alla sezione dedicata alla Touch Bar sul sito Apple, in particolar modo all’esempio di utilizzo Su misura per te.

Peró, attenzione: se l’utilizzo che farete del portatile sarà, anche in previsione, quello di mantenerlo più spesso collegato ad un monitor esterno e posizionarlo su uno stand piuttosto che in mobilità, la Touch Bar rimarrà molto bella e funzionale, ma inutilizzata. Nel caso si opti per il 13″ si potrà scegliere la versione senza Touch Bar, mentre con la versione da 15″ bisogna tenersela. E pagarla. Professionista avvisato, mezzo salvato.

MBPr 2016 Touch bar

Oltre a questa nuova interfaccia, il primo schermo touch mai implementato su di un Mac, è stato aggiunto anche il Touch ID per lo sblocco del sistema rendendo di fatto il MacBook Pro un computer molto sicuro, altro aspetto non banale e di sicuro prioritario nella mente del professionista.

Non nascondo che questa barra touch mi è molto simpatica: oltre ai motivi citati in epigrafe, porta sui Mac un chip ARM, anche se piccolino. Questo chip, T1 è il suo nome, oltre a portarsi dietro la Secure Enclave4 del Touch ID, prende in carico la visualizzazione degli elementi dello schermo della Touch Bar, permettendo di lasciar inalterato il numero di schermi gestibili dai chip grafici Intel e AMD.

In tema di grafica, le versioni da 15″ dei MacBook Pro saranno dotate tutte di scheda grafica discreta AMD: si tratta della Radeon Pro, nelle declinazioni 450 e 455 con 2 GB di memoria o 460 con 4 GB di memoria.

Tornando sull’area orizzontale del Mac, c’è una nuova tastiera. Figlia della tastiera introdotta sul MacBook 12″, l’evoluzione ha comportato un miglioramento del meccanismo sottostante i tasti: dalle immagini sembra molto piatta, tanto quanto quella del MacBook 12″.
Immagno che il feeling non si discosti molto, mi ci ero trovato bene con quella del MB 12″ ma credo di essere uno dei pochi che non ha storto il naso… Inoltre, un periodo di adattamento passando da una tastiera ad un altra, è naturale.

Cosa non c’è

Tasto di accensione.

Quando non utilizzo il portatile, questo si trova chiuso in standby, anche quando lo porto con me in borsa: apro il portatile ed è pronto per ricevere la password del mio utente; lo spengo davvero raramente. Mi piace l’idea di aprire il Mac e sbloccarlo con l’impronta digitale: risparmio di tempo e di gesti. Per chi volesse, comunque, il Touch ID potrà fare da tasto di accensione, come spiegato da Simone Sala di Saggiamente in questo articolo.

Tasto Esc.

Ho trovato molto divertenti le parodie che hanno scaturito questa scelta: la migliore è quella che riproduce il tasto Esc esterno collegato con un cavo. Aggiungo la mia: gli irriducibili del tasto Esc potranno invocarlo tramite Siri: “Ehi Siri! Esc!”.

MBPr 2016 esc

Tornando a noi, se non lo utilizzassi col CAD, il tasto Esc del mio Mac avrebbe la polvere (in senso figurato). Spero che Autodesk si ricordi di metterlo!

OMG! Dov’è finito il bong di avvio?

È stato zittito, come la maggior parte degli utenti fa con Onyx o col terminale. Rimando all’articolo di Simone Sala di Saggiamente per il relativo approfondimento.

32 GB RAM.

Al massimo, sui nuovi portatili, sarà a disposizione solo la configurazione massima con 16 GB di memoria RAM.

E come mai? Saperlo…

Ci sono alcune ipotesi sul campo; tanto per dire la mia, potrebbe essere che gli acquirenti della precedente generazione dei MacBook Pro ne abbiamo ordinati talmente pochi a 32 GB da non rendere giustificabile la commercializzazione di questo taglio?

Non sono un esperto in hardware, ma l’ipotesi che il problema derivi dal chipset utilizzato mi sembra improbabile: il Surface Studio, che condivide lo stesso chipset Sky Lake con i MacBook Pro, arriva fino a 32 GB…

Aggiornamento: ringrazio Paolo Portaluri che mi ha spiegato il barbatrucco dei 16 GB. “[…] A parità di chipset ed a parità di CPU, il progettista hardware si trova di fronte a due possibilità: se vuole l’autonomia, deve usare la RAM LPDDR3 con il limite dei 16GB; se vuole le prestazioni, può usare la RAM DDR4 e superare il limite dei 16GB inficiando l’autonomia del portatile. [….]” Mistero svelato, grazie Poweruser!

Mela illuminata.

Come sul MacBook, ora è toccato al MacBook Pro. Riporto le parole di Mauizio Natali di Saggiamente nella sua recensione del MacBook che rispecchiano il mio pensiero:

Probabilmente tutti ci sentiamo un po’ orfani della mela luminosa, così come lo siamo stati quando l’icona di iTunes ha perso il DVD e cambiato colore, quando si è passati dal policarbonato al metallo, quando è stato tolto il set di LED per l’indicazione della carica residua dai MacBook Pro, quando il Trackpad ha perso il pulsante, oppure ancora quando è stata tolta la mela dal tasto command. Anche a me piaceva molto quel logo illuminato, ma questo effetto lucido/cangiante è altrettanto bello e richiama non solo gli iDevice ma anche iMac e Mac Pro.

Aggiungo tra le parti nostalgiche anche il led “respirante” indicante lo stand by dei portatili…

MagSafe

Lo so: è stata forse la migliore invenzione di Apple. Ma andrò controcorrente e mi attirerò tutte le ire di chiunque legga queste righe: la sua vera utilità, quella di evitare di portarsi dietro il portatile quando si inciampa nel cavo di alimentazione, è indubbiamente fantastica, ma anch’essa sul viale del tramonto.

Mi spiego meglio.

Mia moglie è in possesso del mitico MacBook bianco 13″5: la durata della batteria rispetto al mio MacBook Pro è molto limitata e le ore in cui necessita di essere collegato al trasformatore per la ricarica (e quindi dell’utilizzo di MagSafe) è molto più alta. A ben pensarci, le attuali batterie hanno fatto passi da giganti: dichiarate sono 10 ore per il MBPr fino alle 12 ore per il MBA 13″. Anche se gliene tolgo un 20% al dato dichiarato, è un’eternità rispetto al MacBook di mia moglie che, tra l’altro, ha sostitutio recentemente la batteria. Diciamo che noto che il mio utilizzo è più vicino a quello di un iPad: lo metto in carica quando non lo uso. Quindi penso che sia naturale che il pericolo di portarsi dietro il portatile se si inciampa nel cavo di alimentazione si è drasticamente ridotto. E dal punto di vista architettonico, le postazioni di lavoro moderne hanno le prese di corrente all’altezza del piano di lavoro.

Una cosa è certa: meglio non sapere quanti danni si procurano nel caso in cui si inciampasse nel cavo di alimentazione mentre è inserito in una porta Thunderbolt… Come non voglio sapere quanti danni procurerei al il mio iPhone o iPad se volasse nello stesso caso.

Porte

Thunderbolt 3 come se piovesse. Per il resto, adattatori. E anche di questo, non ne sono certo.

Il mondo è bello perchè è vario, come è davvero vario il mondo professionale che utilizza i Mac. Come ho indicato all’inizio di questo lunghissimo articolo6, una delle prime cose che guardo di un portatile è il peso e le dimensioni. Perchè è un portatile e di conseguenza me lo porto dietro per lavorare in qualsiasi situazione. Mi rendo conto che faccio parte di un estremo della categoria professionale che non ha bisogno di molte connessioni per lavorare, ma francamente credo davvero poco nel portatile cablato. Che senso ha un portatile legato da tutti i cavi a cui deve essere connesso? Non dovrebbe essere più ragionevole un computer fisso che è cablato per sua natura?

Non fraintendete, non sono domande accusatorie, ma domande che mi sorgono spontanee nel momento in cui penso ad un utilizzo diverso dal mio.

Le stampanti del mio ufficio sono collegate wi-fi al modem-router; la tastiera ed il mouse sono Bluetooth; gli unici cavi che utilizzo sono quello dell’alimentazione, quando serve, il cavo del monitor esterno e quello dell’HD esterno che collego per il backup con Time Machine. E quest’ultimo potrebbe essere collegato tranquillamente alla porta USB del Router od essere anch’esso Wi-Fi. Nel caso in cui dovessi avere più tipi di interfacce, sarei ben lieto di avere un dock a cui collego tutto: devo portarmi dietro il portatile? Stacco UN cavo e via!

E da quando un fulmine è caduto molto vicino all’ufficio, bruciandomi il router/modem e la scheda madre/batteria/RAM del portatile a cui era collegato via ethernet, questa porta, per me, DEVE solo sparire. 🙂

Però, in fin dei conti, se non preme sull’accelleraore Apple nell’adozione di porte performanti, chi lo fa?

Lettore ottico cd/dvd.

Bye bye. Sparito definitivmente da tutta la linea dei Mac. Non ne sentirò la mancanza.
Finalmente, il processo di eliminazione del lettore CD/DVD iniziato con l’introduzione del glorioso MacBook Air, si compie nel 2016 con l’introduzione del MacBook Pro.

MacBook Air 11″

Come il lettore ottico, non è collegato direttamente al nuovo MacBook Pro ma ora anche il MacBook Air da 11″ è fuori produzione. Almeno il 13″ si è salvato anche se è una mosca bianca nel panorama Retina che lo circonda.

Quello che bisgona rimarcare è che la soglia economica di ingresso ai MacBook si è alzata: il MacBook Air 11″ base costava 1.029 euro, mentre il 13″ costa attualmente 1.179 euro. Per quanto riguarda i portatili Retina, la soglia di ingresso è 1.499 e si può scegliere tra il MB 12″ o il MBPr13″ (2015).

Note a margine

Proprio mentre stavo utlimando questo post, sono spuntati i risultati dei nuovi MacBook Pro 13″, versione senza Touch Bar7.

Nel test GeekBench, che principalmente considera la potenza di calcolo, il modello base con processore i5 a 2,0 GHz ha segnato un punteggio nel test Multicore di 6969. Ad un soffio dalla penultima versione dei Mac Pro equipaggiati con processore Intel Xeon 8 core a 3.0 GHz. Dai 7000 punti in su inizia il terreno tosto dei Mac Pro, MacBook Pro 15″ e degli iMac carrozzati; il piccoletto totalizza circa un terzo del punteggio ottenuto dal più potente dei Mac Pro.

Chissà il nuovo 15″ cosa totalizzerà…

Come dico sempre, questo test non dice tutto. Ma un interessante indizio ce lo può dare Blackmagic Disk Speed Test che va a misurare la velocità di scrittura e lettura dei dati dell’hard disk SSD. Ma lascio la parola a Simone Sala di Saggiamente che nel suo articolo scrive:

La velocità registrata in scrittura dal software di Blackmagic arriva a 1357MB/s mentre in lettura la lancetta tocca il fondo scala e segna 2000MB/s. Le stesse analisi effettuate con il software QuickBench 4, che è più approfondito e preciso, mostrano la reale velocità in lettura, che arriva a ben 3,1GB/s. Anche la scrittura ha un tetto massimo effettivamente superiore, per lo meno con blocchi di dimensione fino ai 60MB, dove si arrivano a superare tranquillamente i 2GB/s.

MBPr 2016 family

Detto questo, per il costo di queste nuove macchine professionali, prima di dare un giudizio, farei un ragionamento facendo un passo indietro: rimanendo in casa Apple, un iPhone 7 base nuovo costa 800 euro. È uno smartphone d’avanguardia, d’accordo, ma non posso usarlo per progettare un’abitazione 8.

Chi ha la possibilità o avrà intenzione di acquistarlo nuovo lo farà, anche sfruttando le possibilità offerte da Apple stessa per i professionisti. Chi non ne avrà la possibilità o non ha intenzione di acquistarlo nuovo potrà rivolgersi ai ricondizionati ufficiali Apple o all’usato, come il sottoscritto.

Per gli acquisti, sposo in toto i consigli dispensati da Maurizio Natali di Saggiamente:

Se posso permettermi di darvi un paio di consigli, ritengo che nell’ambito Mac una buona scelta ideale sia quella di prendere un computer di un paio d’anni prima, che si paga a buon prezzo (magari nei ricondizionati o con i residui dei negozi di elettronica). A seconda dell’ambito d’uso può essere perfettamente efficiente per 2 o 3 anni in ambito professionale e ancora di più in quello consumer. Si rivenderà perdendo poco e si potrà passare ad un “nuovo”, sempre non recentissimo.

Ringraziamenti

Un sentito ringraziamento a Nicola e Claudia: oltre ad essere riusciti a portare a termine questa lunga lettura, sono stati così gentili da indicarmi errori e refusi dell’articolo.

Grazie anche a Michele, proprio la persona che mi ha accompagnato a conoscere iPad Pro: non riuscivo più a trovare l’immagine del tasto Esc, ma grazie al suo pronto intervento, ora potete farvi due risate con noi.

Paolo, tu ne sai troppe.


  1. rimando a questa pagina di Wikipedia per le spiegazioni in merito al ciclo di sviluppo delle CPU Intel adottato dal 2016. 
  2. Per completezza, nonostante ritenga il Surface Studio un interessante progetto, aggiungo che sia sui Surface Studio che sui Surface Book sono state montate schede video della serie Nvidia 900, precedenti all’attuale serie 1000, ovviamente più performante. 
  3. invece sono molto perplesso, se non scettico, riguardo a DratSight: la software house è stata molto prodiga ad implementare i ribbon di Microsoft, molto meno nell’implementare una base dell’interfaccia grafica di OS X (perchè per ora non so nulla se DraftSight funzioni su macOS Sierra) come far comparire il puntino nero sul tasto di chiusura delle finestre quando il file viene modificato. Senza considerare che non è stato ancora risolto il problemino della saturazione della memoria RAM e chissà se lo sarà nella versione 2017. 
  4. spazio hardware in cui sono custodite le chiavi per leggere l’impronta digitale e sbloccare il portatile, già implementato con successo sugli iPhone dalla serie 5S in avanti. 
  5. a cui ha fatto l’upgrade di RAM e di SSD: è rinato. Ottima macchina, chapeau. 
  6. di cui mi scuso: non era mia intenzione. Le mie riflessioni sono saltate fuori durante la scrittura delle prime righe, dalla lettura di articoli e dal confronto con appassionati, delusi, increduli… 
  7. saranno disponibili tra un paio di settimane quelli dotati di Touch Bar e si potrà confrontare la bontà dell’hardware dei nuovi MBPr. 
  8. Potrei farlo, ma non ne sono certo, con un iPad Pro da 12,9″ (909 euro) e Pencil (109) per un totale di 1.018 euro. Con i MacBook Air 13″ base, progetto nato nel 2009 ed ormai gloriosamente sul viale del tramonto, il conto sale a 1.180 euro. Queste considerazioni ho preferite metterle in nota per rendere più chiaro il concetto della parametrizzazione del costo tra un iPhone ed un Mac in base a cosa si può fare. 

Evento Apple di settembre

E’ stata svelata la data da Jim Dalrymple di The Loop: il 7 settembre ci sarà l’evento Apple al Bill Graham auditorium di San Francisco.

Mi attendo che vengano lanciati i nuovi iOS 10 e macOS Sierra e ci saranno anche i nuovi iPhone 7 (come pare suggerire l’invito). Chissà però se ci saranno dei nuovi iPad? Aggiornamenti o solo nuovi modelli?

La grande incognita rimane la presentazione di nuovo hardware nel settore computer: gli attesissimi MacBook Pro, non solo per il possibile inserimento di una barra OLED touch al posto dei tasti funzione, ma soprattutto per l’aggiornamento sotto la scocca.

Ed in attesa di una svecchiata è anche il Mac Pro che non è stato aggiornato da tanto, troppo, tempo.

La guida all’acquisto di MacRumors, parla chiaro.

Il pensiero corre anche al mitico MacBook Air: sarà questo l’evento che gli taglierà le ali o rimarrà in listino aggiornato e/o con nuove spoglie?