Today at Apple

Nella giornata di ieri Apple ha inaugurato il nuovo corso per gli Apple Store: oltre alla futura ristrutturazione interna che porterà gli Store più vicini al concetto inaugurato nello Store di Union Square di San Francisco, sarà possibile, fin da ora, partecipare ad alcuni eventi organizzati dal personale di Apple: Today at Apple.

Segnalo gli eventi, organizzati a Torino nell’Apple Store di via Roma, che spero di seguire a breve perchè credo che saranno utili in ambito architettonico:

Questi, invece, attivi all’Apple Store delle Gru, a Grugliasco (TO):

Davvero un’ampia scelta e variegata.

Annunci

Sono Pro?

Ho da sempre ritenuto SaggiaMente, blog di Maurizio Natali, un punto di riferimento per la mia informazione del mondo Mac.

Il suo recente articolo, in cui Maurizio recensisce il MacBook Pro 13″ 2016 senza Touch Bar, è curato come sempre, ma una parte di ciò che ha scritto ha attirato la mia attenzione e mi ha dato da pensare. Anche troppo…

Tuttavia noto discussioni molto accese in merito al fatto che questi MacBook non siano pensati per professionisti, per cui dico la mia il più brevemente possibile. Da precisini si potrebbe asserire che se si usa un dispositivo per svolgere una professione questo è automaticamente professionale. Per quanto mi riguarda si tratta di una forzatura, perché quando le richieste sono davvero minime qualsiasi computer e persino uno smartphone è sufficiente, ma ciò non li rende professionali. Da sempre si considera Pro l’utilizzo che richiede potenze di calcolo più elevate della media o connessioni e supporti altamente specifici, quelli che, per definizione inversa, non sono necessari all’utente consumer.

Secondo la definizione di cui sopra, se una persona non usa macchine nel proprio lavoro con una potenza di calcolo più elevate della media sta usando macchine consumer. Che professionista è una persona che usa macchine che da sempre non sono considerate adatte ai professionisti per svolgere il proprio lavoro?

Sarà perché mi sento tirato in mezzo ma mi sembra un discorso miope.

Storicamente i computer Apple sono stati i preferiti dai creativi e i MacBook Pro (per rimanere nell’era x86) utilizzati per lavorare in settori quali ricerca, audio, foto, video e animazione. Per come è strutturata l’attuale linea, il 15″ può essere ancora competitivo in tal senso (ma dipende dai software in uso, lo vedremo più avanti), mentre sul 13″ nutro più di qualche dubbio; specie in questa sua incarnazione più economica.

Francamente, i dubbi ce li ho avuti io leggendo queste affermazioni e cerco di dirimere i dubbi di Maurizio in merito.

Cosa si puó fare

Giusto la mattina stessa leggevo l’ articolo di Lucio Bragagnolo di QuickLoox, dall’opinione decisamente più equilibrata, che rende meglio l’idea di cosa una persona può fare con l’attuale “incarnazione più economica” del MacBook Pro. Ci sono altri aspetti molto interessanti nell’articolo di Lucio, ma li tratterò in un post a parte per non uscire dal seminato.

Tornando a ciò che si può fare:

Parliamone con serenità: Jonathan Zdziarski mostra che con un MacBook Pro da sedici gigabyte di Ram si può fare un numero impressionante di cose. Sono uno sprecone di aggettivi, ma stavolta ci sta tutto. Cito dal suo post l’elenco di quello che ha acceso senza che il computer iniziasse a paginare e spostare dati dalla Ram al disco SSD. A me fa impressione.

Non solo a te!

  • VMware Fusion: tre macchine virtuali in funzione (Windows 10, macOS Sierra, Debian Linux)
  • Adobe Photoshop CC: quattro foto da trentasei megapixel multilivello, da oltre un giga ciascuna
  • Adobe InDesign CC: un progetto fotografico di ventidue pagine
  • Adobe Bridge CC: navigazione di una cartella con 307 immagini per 163 gigabyte totali
  • DxO Optics Pro: modifica di una cartella di immagini
  • Xcode: cinque progetti in Objective-C, tutti puliti e con un build nuovo di zecca
  • Microsoft PowerPoint: una presentazione
  • Microsoft Word: quindici capitoli, un file ciascuno, del mio ultimo libro
  • Microsoft Excel: un workbook
  • MachOView: analisi del binario di un daemon
  • Mozilla FireFox: quattro siti differenti in una finestra a testa
  • Safari: undici siti differenti in una finestra cadauno
  • Anteprima: tre libri in Pdf, di cui uno molto pieno di grafica
  • Hopper Disassembler: analisi in corso di un file binario
  • WireShark: acquisizione in corso di dati di rete
  • IDA Pro 64-bit: analisi di un binario Intel a 64 bit
  • Apple Mail: vista di quattro caselle
  • Tweetbot: lettura delle menzioni
  • iBooks: visualizzazione di un libro
  • Skype: collegato e inattivo
  • Terminale: una manciata di sessioni inattive
  • iTunes
  • Little Flocker
  • Little Snitch
  • OverSight
  • Finder
  • Messaggi
  • FaceTime
  • Calendario
  • Contatti
  • Foto
  • Veracrypt
  • Monitoraggio Attività
  • Path Finder
  • Console
  • Probabilmente molto altro di cui non mi sono reso conto

Giusto per correttezza di informazione, sono curioso di provare a ripetere l’esperienza col mio.

Certo, il MacBook Pro 13″ (late 2016) non sarà il computer più adatto per Maurizio e per la sua professione e per altre professioni che richiedono hardware di un certo calibro, ma ciò non toglie che questo Mac ne può eseguire molte di cose che servono ad un professionista, con buona pace del computer top di gamma che un professionista deve (in quanto professionista, come espresso nel suo articolo) acquistare.

Quando sarebbe meglio evitare

E guarda caso, venerdì ho seguito un corso webinar sul BIM. Il relatore era indubbiamente preparato ma anche lui, senza mezzi termini, ha detto chiaramente che al giorno d’oggi nessun professionista utilizza i Mac, visto che Apple è concentrata a vendere iPhone ed iPad.

In effetti, se si guardano le vendite di Apple suddivise per prodotto, la maggior parte dei guadagni arrivano da iPhone.

Ma, perchè c’è sempre un ma, è accaduto qualcosa che ha fatto inciampare (e cadere violentemente) il relatore.

Dopo aver tessuto lodi sperticate del suo portatile che stava usando per il webinar, con Windows 10, processore Intel i7, 32 GB di RAM e scheda video NVidia (non sto scherzando: le ha tessute veramente senza mancare di citare i suoi 1600 CUDA), cercando di rompere il ghiaccio, ha deciso di far partire a video il filmato di una nota parodia su Autocad.

Video bloccato al primo fotogramma e silenzio in attesa che partisse.

È stato appagante cercare il filmato con Safari, guardarmelo sullo schermo esterno collegato al mio portatile mentre sullo schermo integrato ho potuto gustarmi i vari interventi e tentativi per cercare di far partire lo stesso filmato sul computer del relatore.

Il quale è partito quasi alla fine di quello che stavo guardando io.

Sarà stato anche preparato il relatore, ma questo episodio ha gettato una lunga ombra sulla professionalità del suo computer.

Caso reale

Tornando a noi, e con noi intendo le persone che leggono questo blog ed il sottoscritto, la situazione nel nostro angolo di mondo qual’è?

È fatto da professionisti.

Il primo che mi viene in mente è senza dubbio Barbarroja, architetto, che nei commenti a questo articolo ha descritto il proprio setup.

Ecco l’estratto del suo commento:

Nel mio studio usiamo come hardware due iMac 27 5k molto ben pompati, 1 iPad Air e 1 iPad Pro da 9.7, un MacBook Pro 17 del 2010 che presto sostituirò con il nuovo 13, per avere massima portabilitá anche in casa, dove lo collegherò alla bisogna al Cinema Display 24 che ho da un bel po’. Ho una Apple tv che uso anche per presentare i progetti su uno schermo tv 43 pollici, posizionato in sala riunioni. Come software uso Autocad 2016, Maya per il 3D, InDesign per l’impaginazione, pacchetto iWork e Libreoffice per relazioni presentazioni ed altro, Mastro 3k per là contabilità e per i piani di sicurezza nei cantieri. Carta da schizzi e pennarelli per i disegni iniziali di progetto, che amo fare ancora a mano libera, o su iPad Pro con Apple Pencil.

Senza mezzi termini ha puntato sul nuovo MacBook Pro 13″, giusto per fugare i dubbi di Maurizio.

Professione

Non per forza un professionista deve acquistare macchine top di gamma per svolgere la propria professione, rimanendo un professionista. Mi spiace Maurizio darti questa notizia.

Ringrazio le persone citate di seguito che mi hanno aiutato a far chiarezza sul discorso e di cui riporto le parti salienti.

Paolo e Nicola:

Un computer “professionale” è uno strumento avente le caratteristiche necessarie per essere usato in una specifica professione in modo continuativo, con la massima affidabilità e le migliori prestazioni possibili.

Claudia:

Il computer non è professionale, è una macchina che viene riempita di programmi atti a svolgere una o più attività da un professionista

Lucio:

Siccome ogni lavoro ha eguale dignità allora ogni computer sano è solo uno strumento.

E sono proprio le parole di Lucio quelle in cui ho trovato la chiave di volta per interpretare questo mio sfogo1: ogni lavoro ha eguale dignità, indipendente dalla capacità di calcolo del computer con il quale viene svolto.


  1. non ero riuscito a focalizzare quale fosse il problema che mi ha fatto scattare: lo ammetto; ho scritto, scritto, scritto, ma non riuscivo ad arrivare al punto. Fino a qui. 

Evento Apple di settembre

E’ stata svelata la data da Jim Dalrymple di The Loop: il 7 settembre ci sarà l’evento Apple al Bill Graham auditorium di San Francisco.

Mi attendo che vengano lanciati i nuovi iOS 10 e macOS Sierra e ci saranno anche i nuovi iPhone 7 (come pare suggerire l’invito). Chissà però se ci saranno dei nuovi iPad? Aggiornamenti o solo nuovi modelli?

La grande incognita rimane la presentazione di nuovo hardware nel settore computer: gli attesissimi MacBook Pro, non solo per il possibile inserimento di una barra OLED touch al posto dei tasti funzione, ma soprattutto per l’aggiornamento sotto la scocca.

Ed in attesa di una svecchiata è anche il Mac Pro che non è stato aggiornato da tanto, troppo, tempo.

La guida all’acquisto di MacRumors, parla chiaro.

Il pensiero corre anche al mitico MacBook Air: sarà questo l’evento che gli taglierà le ali o rimarrà in listino aggiornato e/o con nuove spoglie?

Scelta del Mac [Agg. 27/10/2015]

Recentemente Apple ha aggiornato la linea degli iMac, introducendo il display Retina anche per i 21,5″ e non saranno più disponibili iMac 27″ senza schermo Retina 5k.

I nuovi iMac 21,5″ 4K, nonostante l’ottimo display, hanno destato alcune perplessità.

Intel Broadwell

Dietro a questo nome, si cela l’architettura hardware all’interno dei nuovi iMac 4K, ma anche degli iMac 21,5″ non Retina.
Il rilascio di questa architettura è andata quasi a sovrapporsi con quella successiva chiamata Skylake. il risultato è che gli iMac 4K sono equipaggiati con Broadwell e schede grafiche integrate Intel Iris, mentre gli iMac 5K sono equipaggiati con la più recente Skylake e schede grafiche discrete.

Scheda grafica

I nuovi iMac 4K sono dotati di scheda grafica Intel Iris Pro Graphics 6200 con 128 MB di memoria integrata.
Seppur si tratti di un’ottima scheda video integrata, non è a livello di una scheda video discreta. In pratica si sta configurando la differenza esistente tra i MacBook Pro Retina 13″ e 15″: solo i secondi hanno scheda video discreta, come gli iMac 27″ (dotati di scheda video AMD).

RAM

La RAM degli iMac 4K, che passa da una frequenza di 1600 MHz a 1866 MHz, è saldata alla scheda madre e non è quindi espansibile successivamente all’acquisto. Inoltre, i tagli disponibili sono solo 8 o 16 GB e non sono acquistabili tagli maggiori.

Fusion Drive

Gli hard disk allo stato solido (SSD) rendono il computer decisamente reattivo rispetto ad un computer con hard disk tradizionale. Visto che il costo per MB degli SSD è ancora alto rispetto agli HD tradizionali, questi ultimi non sono ancora stati soppiantati. Apple ha trovato un ottimo modo per coniugare i pregi dei due sistemi di archiviazione in esame: con Fusion Drive, il computer alloca su SSD il sistema operativo, le app e i file di uso più frequente lasciando l’archiviazione del resto su HD tradizionale. La gestione viene fatta direttamente dal sistema operativo. Negli hard disk Fusion Drive da 1TB a disposizione per gli iMac 4K, hanno una parte SSD di soli 24 GB e non più i 128 GB dei precedenti Fusion Drive.

Quindi?

Quindi, per avere un iMac 4K con una configurazione moderna (16 GB RAM e Fusion Drive da 1 TB), si arriva a spendere 2.089 euro.
Un iMac 27″ 5K con le stesse opzioni, costa 2.489 euro.
Quest’ultimo è preferibile in quanto ha un valore più duraturo nel tempo essendo dotato non solo di schermo più ampio, ma anche di scheda video discreta, RAM espandibile anche in un secondo momento ed architettura della scheda madre Skylake di ultima generazione.
Se invece si vuole rimanere sul taglio di schermo da 21,5″, la versione non Retina configurato come sopra 1, arriva a costare 1.889 euro. A questo punto, però, lo schermo Retina fa pendere l’ago della bilancia verso l’iMac 4K e i vostri occhi ringrazieranno, mentre le vostre tasche ci metteranno un po’ più di tempo a riprendersi.

Consigli per gli acquisti

Di seguito sintetizzo gli articoli precedenti (consultabili qui) in base agli aggiornamenti di cui sopra:

Lavori con carichi molto pesanti:

Lavori che non riguardano rendering od operazioni complesse:

Il tutto accompagnato da iPad Air 2, in attesa delle prove sul campo del nuovo iPad Pro.

Inoltre, segnalo:

  • l’ottimo servizio messo a disposizione da Maurizio Natali di Saggiamente, che permette di orientarsi nella scelta del Mac;
  • le raccomandazioni di MacRumors;
  • la possibilità di acquistare il Mac scegliendo tra i ricondizionati certificati Apple con disponibilità variabile nel corso delle settimane;
  • il leasing od il noleggio messo sempre a disposizione da Apple per i professionisti.

  1. la versione entry level dell’iMac lo escludo a priori per le sue basse performance. Quindi il prezzo p stato calcolato partendo dal mid-level. 

Adobe: fine di Line, si passa a Sketch (forse).

Tramite l’ultimo aggiornamento dell’applicazione Illustrator Line, Adobe ha comunicato ai propri utenti che l’app non sarà più aggiornata e consiglia il passaggio a Photoshop Sketch.

Adobe Consiglio

Adobe Photoshop Sketch integra infatti lo strumento Touch Slide: si tratta di un righello digitale che permette di disegnare linee dritte.

Adobe PS Sketch Righello Digitale

Inoltre c’è la possibilità di utilizzare una visualizzazione delle righe di costruzione in formato griglia grafica o in formato prospettiva a due punti, raccogliendo di fatto i meccanismi cardini di Illustrator Line.

Adobe PS Sketch Griglia Prospettiva

Molto comoda l’apposita funzione che permette di importare i progetti realizzati in Illustrator Line direttamente in Photoshop Sketch

Adobe PS Sketch Importazione

Mancano solo un paio di piccoli, insignificanti dettagli:

  • lo snap dei punti delle linee che vengono tracciate;
  • la disponibilità di blocchi architettonici da inserire nei disegni.

Particolari che mi fanno mantenere Illustrator Line vivo sul mio iPad finché queste funzioni, di nicchia perché relativi al settore architettonico, non saranno implementate in Photoshop Sketch.

iOS 9.

Oggi è la giornata di rilascio di iOS 9, di solito alle 18.00 ora italiana.

Prima di lanciarsi a capofitto con l’aggiornamento, consiglio di seguire questa guida al backup dei dispositivi con iOS.

Curator 3.0

Nuova release dell’app Curator: ora si potrà collaborare con altre persone nell’utilizzo della stessa board tramite invito recapitato via mail.

Curator_Invite_Board

Inoltre è stata migliorata la formattazione del testo.
Ma la novità più importante è la possibilitá di importare un’immagine soltanto dal proprio account Pinterest, evitando di creare un’apposita bacheca in Pinterest con la selezione delle immagini che si vogliono importare in Curator.

 

Curator_Import_only_one_image

 

Di seguito riporto il changelog della versione 3.0.

Curator 3 Changelog

 

Di seguito il changelog del successivo aggiornamento, arrivato pochi giorni dopo il precedente, che porta Curator alla versione 3.0.2.

Curator 3.0.2 Changelog