Snap | Ep14 – Rumors e realtà

Cosa ci raccontiamo questa volta?

  • Rumors sulle future novità Apple;
  • Macfa, questo sconosciuto;
  • Apple dice “Ciaone” ad Nvidia.

[01.02] MacBook Pro 16″

[02:53] Mac Pro 2019

[03:45] Apple Display 32″ 6K

[04:41] Progetto Marzipane

[05:31] Speciale di Snap a 4 voci

[06:45] Macfa, Docfa per Mac

[15:06] Tweet di Enrico

[16:56] No Nvidia no party

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Alla prossima!

Roberto

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Scelta del Mac [Agg. agosto 2018]

In tutta tranquillità, senza un evento dedicato, la linea dei MacBook Pro con Touch Bar ha ricevuto un aggiornamento hardware che definire sostanzioso è poco ed i punteggi del test sintetico GeekBench1 parlano chiaro: salto generazionale.

Però c’è qualche “ma” da affrontare insieme.

Ci arriveremo, intanto partiamo dall’inizio: ci siamo lasciati nel lontano novembre del 2016 con i consigli per gli acquisti per chi fosse intenzionato ad acquistate un Mac ed usarlo nel campo dell’architettura2; nel frattempo ci sono stati aggiornamenti su tutta la linea, ma francamente non mi sembrava il caso di aggiornare l’articolo… Fino ad oggi.

MacBook Pro 13” con TB

Gran parte del guadagno prestazionale arriva dal nuovo chipset Coffee Lake dotato di processore i5 ed i7 di ottava generazione e dalla velocità strabiliante dei nuovi SSD.

Quindi taglio netto col passato e con i processori dual-core: il salto generazionale si fa sentire proprio dal reparto CPU perché sono equipaggiati con processori quad-core.

Il risultato è sbalorditivo: il MacBook Pro 13″ con TouchBar, versione base con processore i5 da 2,3 GHz, con i suoi 16440 punti si porta ad un soffio dal MacPro (Mid 2012), supera il MacBook Pro 15″ (Mid 2017) dotato di i7 da 3,1 GHz ed il Mac Pro (late 2013) non è così lontano.

Geekbench MBP 13 2018

Ok, se il concetto non è sufficientemente chiaro, ripetete con me: gli unici portatili Apple davanti ai MacBook Pro 13″ 2018 con Touch Bar sono solo i 15″ versione 2018.

Solo.

Qui l’asticella non è stata portata più in alto.

E’ letteralemente esplosa e dobbiamo andarla a cercare perchè con questo aggiornamento i termini di paragone devo essere riparametrizzati.

L’SSD ha un qualcosa di strabiliante: le prestazioni di lettura e scrittura sono arrivate ad essere dieci volte più veloce della media degli SSD in commercio.

Dieci

In due secondi vengono spostati 5 GB di dati.
Lapidario il commento di Roberto Pezzali nel suo articolo pubblicato su DDay:

Utilizzando il benchmark di Blackmagic, una delle utility solitamente utilizzate per provare la velocità dei dischi SSD, l’unità interna del MacBook Pro da 13” ha fatto registrare l’incredibile valore di 2519 MB/s, spostando 5 GB di dati in poco meno di due secondi. L’unico computer che fino ad oggi si era avvicinato a tale valore era l’iMac Pro, altro mostro dedicato a professionisti del video, sviluppatori e ricercatori. Gli altri notebook, anche i migliori, raggiungono prestazioni che nemmeno si avvicinano a quanto fatto registrare dal MacBook Pro.

MacBook Pro 15″ con TB

Le caratteristiche valide per il 13″ lo sono anche per i 15″, con due precisazioni:

  • i processori sono 6-core (!);
  • davanti a loro ci sono SOLO gli iMac Pro (late 2017) ed i Mac Pro (late 2013).

Geekbench MBP 15 2018

MA

È proprio su questo modello che si sono proiettate le ombre dall’enorme potenza di cui è dotato.

L’ombra principale si chiama Thermal Throttling: in pratica è un sistema che abbassa la frequenza del processore nel caso in cui sia rilevato un aumento di temperatura al di sopra del parametro prefissato. Questo aiuta a non fondere l’hardware in caso di carichi di lavoro prolungati ed impegnativi.

Il problema si è posto durante l’utilizzo intensivo con Adobe Premiere, evidenziato in questo video che vede impegnato il MBP 15” con Radeon Pro 560X equipaggiato con CPU i9 da 2,9 GHz e 32 GB di memoria RAM.

L’autore del video, David Lee, fa notare che il processore, sotto sforzo, lavorava alla sua frequenza minima: 2,9 GHz. Questo ha comportato che il lavoro fosse eseguito in 39 minuti e 37 secondi, mentre la versione 2017 dotato di i7 ha impiegato per lo stesso lavoro 35 minuti e 22 secondi. In aggiunta, il tester ha pensato bene di mettere il MBP ‘18 a svolgere lo stesso lavoro in freezer ottenendo un tempo di 27 minuti e 18 secondi.

E qui mi son fermato col video e non ho idea di cosa succeda dopo…

La prima domanda che mi son posto è: in che cosa consisteva questo carico di lavoro?

Grazie ad Alex Raccuglia che lavora in questo campo, posso spiegarvi di che si tratta, come lui ha fatto con me.

L’operazione in questione consisteva nel prendere un filmato, girato con una macchina da ripresa Scarlet in 5k – da circa 5000×2500 pixel circa – e fare un downscaling dello stesso in una risoluzione umana a 4k. Per dare bene l’idea di ciò che è stato utilizzato, l’affitto della camera con cui è stato girato il video costa circa 800/1000 euro al giorno e ci si girano i film, giusto per contestualizzare.

Sottolineando che sia giusto che vengano evidenziati i limiti dell’hardware messo in commercio da Apple, porgo le mie riflessioni in merito, per quel che valgono – 2 cent al cambio attuale – dette con ironia e sarcasmo per farci quattro risate insieme, nella speranza che il lettore tragga le sue conclusioni col sorriso sulle labbra.

2 cent

Parto dal freezer: l’idea qual’era? Quella di dimostrare che la ventilazione naturale che utilizza l’aria come raffreddamento non sia adeguata? Capisco che un vero Pro gira con un frezeer nel baule della sua auto – sempre Apple – perché così può spremere tutta la potenza necessaria anche da un iPhone ma è indiscutibile che l’aria, a meno che il vero Pro in questione non stia girando un film in Antartide, è difficilino che possa far lavorare un i9 a quella temperatura.

Poi certo, se devi pubblicare in formato 4k il tuo film appena girato in 5k in Antartide attendendo 3 minuti in più che il Mac finisca il lavoro di downscaling, capisco che la perdita di tempo possa essere fatale perché a quella temperatura anche il corpo umano può perdere gradi e non è dotato di Thermal Throttling inverso.

Magari, visto che in quel determinato processo che immagino – ma magari sbaglio, eh! – tutti facciano almeno una volta al giorno in mobilità, avrai perso anche 3 minuti ma l’i9 in questione te ne fa guadagnare 30 nel resto dei task che compi per ottenere il lavoro fatto.

Senza considerare che operazioni di quel tipo – ricordo che è un filmato in 5k girato con una telecamera per film – non siano il massimo da eseguire in mobilità su uno schermo da 15”, seppur Retina: prima del downscaling non fai qualche controllo sulla qualità, tagli, modifiche varie al filmato?

In alcuni ambienti ci sono persone che si lamentano che l’iMac Pro non sia stato equipaggiato con uno schermo da 32” perché con quello da 5k e 27” non si riesce a lavorare, sennò.

Il Mac in questione, con quel tipo di configurazione, costa 4.219 euro. Siamo sicuri che per quel tipo di lavoro non fosse più adatto un iMac Pro spendendo il 30% in più? Con uno schermo da 27”? Con una scheda grafica con memoria doppia? Con gli Xeon? Sicuri sicuri sicuri?!?

Sono del parere che gli utilizzi dei computer vadano contestualizzati.

Faccio degli esempi in altri ambiti per entrare nel mood del concetto: se abito a Cervinia e mi compro una Porsche Cabrio, non è che mi lamento che d’inverno ho freddo e/o non posso aprire la capote. Se vado all’Ikea e compro un armadio che -sì me lo danno smontato- ma l’imballo sarà almeno lungo due metri e all’interno della Smart non ci sta e non mi devo lamentare se utilizzo quell’auto per fare acquisti.

Un portatile è un portatile.

Il suo ambito di utilizzo e prevalentemente in mobilità: utilizzarlo come sostituto del deaktop, anche se ha i numeri, non è il suo ambito di lavoro.

Interessanti, in tal senso, le conclusioni di Lucio Bragagnolo di Quickloox nel suo articolo:

MacBook Pro di punta e Xps15 di Dell condividono lo stesso processore Core i9, quindi offriranno prestazioni equivalenti, giusto?

Giusto, finché sono alimentati. Se lavorano con la batteria, MacBook Pro mantiene prestazioni costanti mentre invece Xps15 crolla e vince il premio portatile che funziona quando non lo è.

Vita da dietro lo schermo

Recentemente ho eseguito uno studio di interni per una ristrutturazione, presentando dei render che ho eseguito col mio MacBook Pro 13” (mid 2014) versione base: circa una decina di immagini con picchi di un’ora lavorativa nei render con molte luci, risoluzione di 200 pixels/inch, formato A5. Non è un lavoro da ArchViz3, ma adatto ad una presentazione ad un Cliente che vuol avere un’idea precisa di quello che sarà il futuro.

Render MBP 13" (mid 2014)

Una volta stabilite le viste ed il livello di dettaglio da raggiungere, lanciavo il render prima di andar a dormire o lo lanciavo mentre sullo schermo esterno lavoravo al CAD e portavo il resto del lavoro avanti.

Visto che questo era un lavoro relativamente4 gravoso per il mio portatile ho tenuto d’occhio le temperature dell’hardware: senza starci a pensare non l’ho messo in freezer mentre renderizzava, ho semplicemente aumentato il raffreddamento del processore facendo in modo che le ventole del MBP girassero alla loro massima velocità tramite l’utility smcFanControl di cui ho parlato in questo articolo.

Ad esempio

Sposo molto di più l’approccio che ha Marco Arment con il suo portatile: lavorando spesso in mobilità col Mac, non è la potenza pura quella che va a cercare.

Il suo obiettivo è massimizzare la durata della batteria: nel 2015 ha utilizzato l’app Turbo Boost Switcher che disabilita il turbo boost del processore quando non serve e la sto proprio utilizzando ora per scrivere questo articolo in mobilità. L’esperimento di Arment è continuato con il suo nuovo MBP 13″ 2018 usando l’app Volta che interviene sul voltaggio del processore; le sue conclusioni sono state:

the gain in battery life is about as large as the loss in heavy-workload performance. That’s a trade-off I’d gladly make when I need to maximize runtime.

The best bang-for-the-buck option is still to just disable Turbo Boost. Single-threaded performance hurts more than with wattage-limiting, but it’s able to maintain better multi-threaded performance and more consistent thermals, and gets a larger battery gain relative to its performance loss.

Ed aggiungo che sarebbe bello vedere un macOS Low Power Mode da utilizzare alla bisogna, seguendo l’elenco che ha citato nel suo articolo.

MacBook Pezza

Alla fine Apple ci ha messo una pezza software per ridurre o risolvere il problem del Thermal Throttling: Davide Lee ha rifatto lo stesso test ottenendo il lavoro fatto in 23 minuti e 12 secondi.

Anche la tastiera che non si può utilizzare nel deserto o da utilizzare solo nello sgabuzzino bianco di Ive è stata pezzata.

Mentre rimane da mettere una pezza alla questione audio del MacBook Pro, del quale ipotizzo sia il nuovo chip T2 il responsabile: rimanendo sempre nel campo delle ipotesi anche qui dovrebbe essere sufficiente un intervento software. Staremo a vedere.

Aggiornamento del 31 agosto: anche la questione audio è stata risolta.

Riassumendo

Manca solo un tassello alla linea Pro5, ma già l’iMac Pro prima ed ora i MacBook Pro hanno chiarito a suon di prestazioni la loro posizione all’interno dell’Apple Store.

Di seguito sintetizzo gli articoli precedenti in base agli aggiornamenti di cui sopra:

Lavori con carichi molto pesanti

Lavori di rendering leggero e/o saltuario

I lettori di più lunga data si saranno accorti che ho cambiato il titolo di questo tema: dopo l’esperienza dei rendering che ho eseguito col mio MBP 13” (mid 2014) e nel vedere con i miei occhi degli ottimi rendering eseguiti in 5 minuti di orologio su un MBA 13” con un setting particolarmente attento di VRay per Sketchup, il titolo “lavori che non riguardano rendering od operazioni complesse” incominciava a star stretto.

In questo capoverso vengono indicati i Mac che possono eseguire dei rendering leggeri e/o saltuari come possono essere quelli che riguardano una villa, senza spingersi fino alle vette del fotorealismo o da ArchViz.

In quel settore penso che in molti siano svenuti e/o in corso di rianimazione dopo aver letto della concretizzazione dell’ultima-macchina-da-guerra-trita-tutto-ti-devi-spaventare Turing Architecture di NVidia; dico solo che fa il ray-tracing in tempo reale 6!

Gustateti il video…

Quindi, tornando a noi:

Sospenso il giudizio sul Mac Mini viste le recenti indiscrezioni sulla rianimazione del modello a breve.

Un valido strumento di lavoro, che andrà ad affiancare le operazioni eseguite sul Mac, è il nuovo iPad 9,7″ e 12,9″: entrambe le versioni base sono compatibili con Pencil e saranno di grande supporto alla progettazione; direi di lasciare gli iPad Pro a chi ha la possibilità di utilizzare questo tablet come strumento principale nel settore dell’architettura.

Inoltre, segnalo:

  • le raccomandazioni della Buyer’s guide di MacRumors;
  • la possibilità di acquistare il Mac scegliendo tra i ricondizionati certificati Apple con disponibilità variabile nel corso dei giorni;
  • il leasing od il noleggio messo sempre a disposizione da Apple per i professionisti.

Buon Mac a tutti!


  1. sì, lo so, il test non mette alla corda l’hardware, ma è un test sintetico che uso da anni come riferimento per aver dei termini di paragone perchè sono più aderenti al modo in cui uso lavorativamente il mio Mac. Per chi fosse interessato, ce ne sono altri più cattivi come Cinebench o LuxMark 
  2. sì anche per fare i render. Lascio il discorso CUDA a chi fa ArchViz, intanto cerco di recuperare un minimo di serietà dopo aver pensato al docente del corso on line che decantava il numero di CUDA del suo portatile che si è piantato inesorabilmente nel momento in cui ha voluto far vedere un video di Youtube in diretta, vedi capitolo “Quando sarebbe meglio evitare” di questo articolo. 
  3. Architectural Visualization: per sapere di che cosa si tratta, ci sono maggiori informazioni qui mentre per conoscere il panorama italiano consiglio di dare un’occhiata qui 
  4. in fin dei conti, se fosse stato davvero gravoso, non sarei riuscito a lavorare al CAD mentre veniva renderizzata l’immagine… 
  5. manca ancora all’appello il Mac Pro 2019ForseSeIveVuole. 
  6. Il Ray-Tracing, a differenza del rastering, non si limita a renderizzare le scene e successivamente ad applicare effetti di luci e ombre: calcola la rifrazione delle luci e la conseguente produzione di ombre già in fase di rendering; maggiori informazioni si possono leggere qui 

Scelta del Mac [Agg. 24 nov 2016]

Da un po’ che non se ne parla, vero?

La situazione però non è cambiata molto: le novità riguardano solo chi usa il proprio Mac in mobilità.

Qualche numero

Davvero interessante l’ottima recensione dei Touch Bar MacBook Pro 2016 di Andrew Cunningham di Ars Technica; consiglio caldamente di leggerla.

Perchè AMD

In dettaglio, viene spiegato il motivo della scelta delle GPU AMD:

Apple moved to dedicated GPUs across the lineup for one reason: external monitor support. AMD’s GPUs can drive two of those new 5K Thunderbolt 3 displays plus the laptop’s internal display

Power consumption aside—the laptop version of the GTX 1060, Nvidia’s slowest Pascal-based laptop chip, has an 85W TDP where the MacBook Pro’s AMD GPUs are all 35W—Nvidia’s cards support a maximum of four displays.

Performance grafiche

Il confronto tra le schede grafiche rivela l’entità del miglioramento rispetto agli anni passati.

Per le schede discrete dei 15″:

In apples-to-apples tests that measure how the GPUs perform independent of display resolution (the GFXBench Metal offscreen tests and Cinebench, primarily), the Radeon Pro 455 doesn’t do badly. It’s a significant boost over the only dedicated GPU options in the 2012, 2013, and 2015 MacBook Pros—Nvidia’s GeForce GTX 650M and 750M and AMD’s Radeon R9 M370X, respectively—which means that the Radeon Pro 450 shouldn’t be a step back from last year, and the Radeon Pro 460 should in fact be significantly faster.

Per i 13″ la resa dei nuovi chip è meno marcata:

CPU performance increases by an amount that’s roughly proportionate to the 200MHz maximum clock speed increase, and GPU performance increases by around 10 percent. It’s not nothing… but it’s also not a huge reason not to get the $1,499 MacBook Pro if you don’t care about the other stuff that it’s missing.

Performance CPU

Mi aspettavo un risultato migliore dai nuovi MBP 15″ (late 2016): il test Geekbench Multi-core parla chiaro:

Geekbench MBP 15" (late 2016)

D’altro canto, i 13″ abbattono il muro dei 7000 punti, andando a battere il tempo ai processori quad core presenti negli iMac 27″ (Mid 2010), nel Mac Pro (Mid 2010) e nel MacBook Pro 15″ (Late 2011), superando ogni MacBook Pro 13″ delle precedenti generazioni.

Geekbench MBP 13" (late 2016)

Quindi?

Ne emerge un quadro interessante e, dal mio punto di vista, globalmente positivo: gli SSD montati su questi portatili sono molto veloci rendendo molto scattanti sia il sistema operativo che le operazioni comuni eseguite su un portatile; d’altra parte, per i 15″, a fronte di una potenza di calcolo di fatto invariata rispetto ai precedenti modelli, le prestazioni delle schede grafiche sono aumentate; per i 13″ il miglioramento è relativo alla potenza di calcolo e di conseguenza alla performance della scheda grafica integrata.

Rimane una sorvegliata speciale la nuova touch bar, più che altro per vedere che tipo di implementazioni saranno adottate dai software architettonici.

Consigli per gli acquisti

Di seguito sintetizzo gli articoli precedenti in base agli aggiornamenti di cui sopra:

Lavori con carichi molto pesanti.

Lavori che non riguardano rendering od operazioni complesse.

Un valido strumento di lavoro, che andrà ad affiancare le operazioni eseguite sul Mac, è il nuovo iPad Pro, che ora è possibile acquistare in due declinazioni: 9,7″ e 12,9″.

Purtroppo non ho la fortuna di averne uno dei due in ufficio e non ho potuto mai provarli sul campo, ma intuitivamente, avendo provato l’ iPad Pro da 12,9″ per qualche minuto, mi sento di consigliare questo formato: Pencil non ha alcun lag, la grande diagonale è un aiuto nei lavori grafici ed il peso non è così proibitivo da non poterselo portare dietro nella valigia full A4 che ci accompagna.

Inoltre, segnalo:

  • le raccomandazioni della Buyer’s guide di MacRumors;
  • la possibilità di acquistare il Mac scegliendo tra i ricondizionati certificati Apple con disponibilità variabile nel corso dei giorni;
  • il leasing od il noleggio messo sempre a disposizione da Apple per i professionisti.

Buon Mac a tutti!

Scelta del Mac [Agg. 27/10/2015]

Recentemente Apple ha aggiornato la linea degli iMac, introducendo il display Retina anche per i 21,5″ e non saranno più disponibili iMac 27″ senza schermo Retina 5k.

I nuovi iMac 21,5″ 4K, nonostante l’ottimo display, hanno destato alcune perplessità.

Intel Broadwell

Dietro a questo nome, si cela l’architettura hardware all’interno dei nuovi iMac 4K, ma anche degli iMac 21,5″ non Retina.
Il rilascio di questa architettura è andata quasi a sovrapporsi con quella successiva chiamata Skylake. il risultato è che gli iMac 4K sono equipaggiati con Broadwell e schede grafiche integrate Intel Iris, mentre gli iMac 5K sono equipaggiati con la più recente Skylake e schede grafiche discrete.

Scheda grafica

I nuovi iMac 4K sono dotati di scheda grafica Intel Iris Pro Graphics 6200 con 128 MB di memoria integrata.
Seppur si tratti di un’ottima scheda video integrata, non è a livello di una scheda video discreta. In pratica si sta configurando la differenza esistente tra i MacBook Pro Retina 13″ e 15″: solo i secondi hanno scheda video discreta, come gli iMac 27″ (dotati di scheda video AMD).

RAM

La RAM degli iMac 4K, che passa da una frequenza di 1600 MHz a 1866 MHz, è saldata alla scheda madre e non è quindi espansibile successivamente all’acquisto. Inoltre, i tagli disponibili sono solo 8 o 16 GB e non sono acquistabili tagli maggiori.

Fusion Drive

Gli hard disk allo stato solido (SSD) rendono il computer decisamente reattivo rispetto ad un computer con hard disk tradizionale. Visto che il costo per MB degli SSD è ancora alto rispetto agli HD tradizionali, questi ultimi non sono ancora stati soppiantati. Apple ha trovato un ottimo modo per coniugare i pregi dei due sistemi di archiviazione in esame: con Fusion Drive, il computer alloca su SSD il sistema operativo, le app e i file di uso più frequente lasciando l’archiviazione del resto su HD tradizionale. La gestione viene fatta direttamente dal sistema operativo. Negli hard disk Fusion Drive da 1TB a disposizione per gli iMac 4K, hanno una parte SSD di soli 24 GB e non più i 128 GB dei precedenti Fusion Drive.

Quindi?

Quindi, per avere un iMac 4K con una configurazione moderna (16 GB RAM e Fusion Drive da 1 TB), si arriva a spendere 2.089 euro.
Un iMac 27″ 5K con le stesse opzioni, costa 2.489 euro.
Quest’ultimo è preferibile in quanto ha un valore più duraturo nel tempo essendo dotato non solo di schermo più ampio, ma anche di scheda video discreta, RAM espandibile anche in un secondo momento ed architettura della scheda madre Skylake di ultima generazione.
Se invece si vuole rimanere sul taglio di schermo da 21,5″, la versione non Retina configurato come sopra 1, arriva a costare 1.889 euro. A questo punto, però, lo schermo Retina fa pendere l’ago della bilancia verso l’iMac 4K e i vostri occhi ringrazieranno, mentre le vostre tasche ci metteranno un po’ più di tempo a riprendersi.

Consigli per gli acquisti

Di seguito sintetizzo gli articoli precedenti (consultabili qui) in base agli aggiornamenti di cui sopra:

Lavori con carichi molto pesanti:

Lavori che non riguardano rendering od operazioni complesse:

Il tutto accompagnato da iPad Air 2, in attesa delle prove sul campo del nuovo iPad Pro.

Inoltre, segnalo:

  • l’ottimo servizio messo a disposizione da Maurizio Natali di Saggiamente, che permette di orientarsi nella scelta del Mac;
  • le raccomandazioni di MacRumors;
  • la possibilità di acquistare il Mac scegliendo tra i ricondizionati certificati Apple con disponibilità variabile nel corso delle settimane;
  • il leasing od il noleggio messo sempre a disposizione da Apple per i professionisti.

  1. la versione entry level dell’iMac lo escludo a priori per le sue basse performance. Quindi il prezzo p stato calcolato partendo dal mid-level. 

Scelta del Mac [Agg. 04/05/2015]

Recentemente Apple ha modificato, purtroppo al rialzo, i prezzi dei Mac ed ha introdotto novità per i MacBook Pro 15″ ed iMac 5k. Le novitá che riguardano il MBPr15″ non hanno apportato CPU di nuova generazione come era lecito aspettarsi: Intel non ha ancora pronte le CPU mobile quad-core. Quindi nessuna modifica per CPU e RAM; le novitá sono:

  • Trackpad Force touch;
  • Scheda grafica AMD Radeon R9 M370X (sempre con 2GB di memoria) più performante della precedente: supporta infatti lo schermo Dell 5k (!) con la connessione di due cavi DisplayPort (via Thunderbolt); questa possibilitá era ad appannaggio di Mac Pro ed iMac 5k ;
  • Hard disk SSD che sfruttano 4 canali PCIe con velocitá di lettura pari a 2 GB/s e scrittura di 1,25 GB/s;
  • Durata più lunga della batteria.

Per quanto riguarda l’iMac 27″ retina, la gamma si è sdoppiata introducendo un “entro level” per questo modello. Sostanzialmente:

  • CPU i5 quad-core da 3,3GHz invece che 3,5GHz;
  • GPU Radeon R9 M290 invece che 290X;
  • Disco tradizionale da 1TB invece del Fusion Drive.

Si risparmiano, scegliendo il nuovo modello con CPU da 3,3 GHz con le caratteristiche descritte, 300 euro rispetto al modello a cui si affianca con CPU da 3,5 GHz. Ammesso e non concesso che la scheda grafica abbia le stesse capacità di gestire la mole di pixel dello schermo retina, la differenza di clock della CPU e soprattutto l’hd tradizionale rendono il modello con CPU da 3,5 GHz preferibile. In data odierna non sono disponibili i risultati Geekbenck per questi aggiornamenti.

Le note dolenti sono l’aumento dei prezzi di alcuni Mac.

Partiamo col Mac Mini:

  • la versione base, con processore Intel Core i5 dual-core a 1,4 GHz, 4 GB di memoria, disco rigido da 500 GB e scheda grafica Intel HD Graphics 5000 passa da € 519,00 a  € 569,00;
  • la versione di fascia media, con processore Intel i5 dual-core a 2,6 GHz, 8 GB di memoria, disco rigido da 1 TB e scheda grafica Intel Iris Graphics passa da € 719,00 a € 819,00.

Per quanto riguarda gli iMac, ecco gli aumenti:

  • la versione base con schermo da 21,5″, con processore Intel Core i5 dual-core a 1,4 GHz, 8 GB memoria, disco rigido da 500 GB e  scheda grafica Intel HD Graphics 5000 passa da € 1.133,00 a € 1.279,00;
  • la versione di fascia media con schermo da 21,5″, con processore Intel Core i5 quad-core a 2,7 GHz, 8 GB di memoria, disco rigido da 1 TB e scheda grafica Intel Iris Pro Graphics passa da € 1.333,00 a € 1.579,00.

Anche la linea Mac Pro ha subito ritocchi:

  • la versione base con processore Intel Xeon E5 quad-core a 3,7 GHz, 12 GB di memoria, due schede grafiche AMD Fire Pro D300 ed unità flash da 256 GB passa da € 3.053,00 a € 3.449,00;
  • la versione top di gamma con processore Intel Xeon E5 6-core a 3,5 GHz, 16 GB di memoria, due AMD Fire Pro D500 ed unità flash da 256 GB ha subito un aumento di circa € 600,00 raggiungendo l’imbarazzante cifra di € 4.649,00.

Anche il lettore esterno SuperDrive USB subisce un aumento di prezzo, passando da € 79,00 a € 89,00.

Quindi, in sintesi, rimangono inalterati i consigli dati nel precedente articolo: Lavoro con carichi molto pesanti: In mobilità: MacBook Pro 15″ Retina Display dotato di GPU discreta. Postazione fissa: iMac Retina Display con almeno Fusion Drive. Lavori che non riguardano rendering od operazioni complesse: In mobilità: MacBook Pro 13″ Retina Display. Postazione fissa: iMac dotato di FusionDrive, non la versione entry level o Mac Mini non la versione entry level. Il tutto in compagnia di iPad Air 2.

Aggiornamento 06/10/2015

E’ utile, prima dell’acquisto una volta scelto il modello, avere una raccomandazione in più, fornita da MacRumors, basata sul ciclo di aggiornamento del modello e sui rumors relativi a quelli futuri. Ovviamente non ne è garantita l’accuratezza, ma indica chiaramente se il modello che si vuole acquistare è verso il fine ciclo e sarà sostituito a breve da un nuovo modello permettendo la programmazione dell’acquisto dell’attuale quando uscirà il nuovo modello (risparmiando qualche euro) oppure aspettare per acquistare quello nuovo quando uscirà (massimizzando il valore del denaro speso).

Scelta del Mac [Agg. 09/03/2015]

Nel corso dell’evento Apple “Spring Forward” sono stati presentati al pubblico Apple Watch ed il nuovo MacBook; inoltre sono stati introdotti alcuni aggiornamenti nelle linee dei MacBook Air e Pro. Quindi, rivedo le considerazioni fatte a suo tempo per la scelta del Mac nel nostro ambito lavorativo.

Sinteticamente rimangono inalterate tutte le categorie; per i dettagli si rimanda all’articolo:

Il tutto in compagnia di iPad Air 2.

Bisogna prestare attenzione all’aggiornamento che hanno ricevuto i MBPr13″: sono stati introdotti processori Intel i5 ed i7 di 5a generazione Broadwell dual core, SSD più veloci, aggiornamento della RAM a 1866 MHz, scheda grafica Intel Iris Graphics 6100 ed il nuovo sistema di alloggiamento delle batterie introdotto con MacBook (tralascio il nuovo trackpad Force Touch) per una spesa di 170 euro in più rispetto al modello precedente.

Sulla carta questi aggiornamenti dovrebbero portare netti miglioramenti; vediamo nel dettaglio cosa è emerso fino ad ora nei test effettuati sui nuovi MBPr13″.
Dal punto di vista della potenza di calcolo, i risultati del test sintetico Geekbench 3 di Primate Labs a 64 bit multicore restituiscono un risultato di 6.949 per l’entry level dei MBPr13″, dotato di processore Intel i5 dual core a 2,7 GHz: miglioramento marginale rispetto al modello precedente (6.852 punti), ma scavalca l’iMac 27″ mid 2010 con CPU Intel i5 quad core a 2,8 GHz. Il top di gamma totalizza 7.589 punti, al di sopra di iMac da 21,5″ mid 2011 con CPU Intel i5 quad core a 2,5 GHz.

Geekbench 3 64 bit multicore MBPr13"
Mentre se per la GPU non si hanno ancora notizie in merito alla sua potenza, per l’SSD, qualcosa di più chiaro è emerso nell’ articolo di Maurizio Natali di Saggiamente nel quale descrive il test effettuato da OWC ed il risultato:

Grazie all’utilizzo di 4 canali PCIe invece dei 3 precedenti, l’unità flash realizzata da Samsung ha superato la velocità vertiginosa di 1400MB/s in lettura e 1200MB/s in scrittura

Quindi il nuovo modello é per ora un sorvegliato speciale, promettente ma in attesa di conferme.
Consiglio di tener d’occhio i modelli uscenti nel ricondizionato certificato Apple, utilizzando l’ottimo servizio Refurbus messo a punto sempre da Maurizio Natali di Saggiamente (che permette di ricevere una notifica via mail quando il prodotto ricondizionato di nostro interesse è disponibile sull’Apple Store) per valutare se il risparmio ottenibile nell’acquisto di un ricondizionato del modello uscente ne giustifichi la spesa.

Inoltre, per quanto riguarda i MBPr15″, i prezzi sono stati ritoccati verso l’alto senza che il portatile abbia subito modifiche di sorta: il modello è pertanto uguale a quello precedente; si spera che il listino non subisca ulteriori ritocchi nel momento in cui saranno introdotte le nuove CPU di Intel quad-core. Anche per questi modelli, vale il consiglio espresso nel paragrafo relativo ai MBPr13″.

Scelta del Mac [Agg. 16/10/2014]

Dopo il keynote Apple del 16 ottobre, in cui sono state presentate alcune novità hardware oltre all’annuncio del rilascio del nuovo sistema operativo OS X 10.10 Yosemite, con questo post voglio aggiornare i consigli riportati precedentemente per la scelta del Mac da utilizzare in ambito lavorativo nel settore dell’architettura.

Per quanto riguarda il lavoro in mobilità con carichi molto pesanti, si conferma il MacBook Pro 15″ Retina display (mid 2014) con processore Intel i7 Quad Core a 2,8 GHz, SSD da 512 GB, 16 GB di memoria RAM, scheda grafica Intel Iris Pro e NVidia GeForce GT 750M con 2GB di memoria on-board. La macchina così configurata raggiunge la bellezza di 14.610 punti nel test Geekbench a 64 bit Multicore, addirittura superiore al Mac Pro (late 2013) dotato di processore Intel Xeon a 3.7 GHz Quad Core.

MBPr15_vs_Mac_Pro

Per chi invece si occupa di lavori in postazione fissa con carichi molto pesanti consiglio di optare per il nuovo iMac Retina Display, favorito da un prezzo molto competitivo e schermo 5K compreso nel prezzo rispetto al Mac Pro in commercio, come accennato in questo articolo.

iMac_Retina_Display

Concordo con le conclusione dell’articolo di Marco Arment riguardo all’identificazione della possibile clientela dell’attuale Mac Pro:

So who’s the Mac Pro for?

At this point, not a lot of people:

  • People who heavily use OpenCL apps
  • People needing as much parallel CPU power as possible, such as professional video editors, who can afford the 8- or 12-core CPUs
  • Anyone using a lot of Thunderbolt devices
  • Anyone who needs a lot of monitors, an HDMI output, or two built-in network interfaces
  • People who need the quietest computer possible under any load
  • Roles in which a kernel panic or other slight hardware glitch may be very costly

This list keeps getting shorter over time. I think I finally fell off of it.

Altrimenti iMac Retina display.

Per quanto riguarda lavori che non riguardano rendering od operazioni complesse (come, ad esempio, manipolazione di nuvole di punti provenienti da rilievi fatti con laser scan 3D o vettorializzazioni di grandi immagini), confermo il MacBook Pro 13 Retina display base per chi lavora in mobilità, del quale ho accennato le caratteristiche in questo articolo.
La versione base di questo portatile totalizza 6.617 punti, posizione intermedia tra il MacBook Air 13″ (Early 2014) con processore i5 Dual Core da 1,4 GHz (punteggio di 5.291) ed un iMac 21.5″ (Mid 2011) con processore i5 Quad Core a 2.5 GHz.

MBPr13

L’unico lato negativo per questo tipo di portatile, a mio avviso, è l’indisponibilità di processori Quad Core, nemmeno in opzione in fase di acquisto, segno distintivo rispetto ai MacBook Pro Retina 15″ che invece ne sono dotati fin dalla versione base.

Per chi lavora in postazioni fisse, oltre a consigliare un qualsiasi iMac dotato almeno di Fusion Drive, meritano un accenno le novità annunciate durante il keynote relative al Mac Mini: è stata introdotta una versione base con Intel i5 a 1,4 GHz con 4GB di memoria RAM e disco rigido meccanico da 500 GB e scheda grafica Intel HD Graphics 5000. Ottimo il suo prezzo e prestazioni allineate alle versioni entry level dell’iMac (dotato di 8 GB memoria RAM) e del MacBook Air 11″ e 13″, sebbene quest’ultimi siano avvantaggiati sul lato pratico dell’esperienza d’uso dalla presenza di SSD di serie.

Mac_Entry_Level_2014

 

Consiglio, per chi vuole proprio acquistare un Mac Mini, di valutare almeno la versione 2014 con processore i5 a 2,6 GHz: con 200 euro di spesa in più, si ottiene il circa il 23% in più di prestazioni (circa 1.300 punti in più).

Mac_Mini_Secon_level_2014

Per chi può attendere, può valutare di trovare l’occasione giusta nell’usato garantito Apple (o in altri canali), per acquistare un Mac Mini (late 2012) con processore Intel i7 Quad Core a 2,6 GHz: il punteggio è di ben 12.696, risultando una perfetta workstation!

Mac_Mini_2012

Sul fronte iPad, è stata rilasciata la nuova versione di iPad Air che passa alla versione 2: finalmente 2 GB di memoria RAM, processore A8X Tri Core ad 1,5 GHz, spessore ridotto (da 7,5 a 6,1 mm), meno pesante (30 gr in meno), miglioramenti nella resa grafica del display, miglioramenti sul versante fotografico, Touch ID, abilitazione Apple Pay e soprattutto prestazioni di rilievo.

Come scrive Maurizio Natali di Saggiamente nella sua recensione di iPad Air 2:

Con Geekbench 3 ho ottenuto un risultato in multi-core di 4496, contro i 2651 del primo Air. In pratica la velocità è vicinissima ad essere raddoppiata.

Invece, per quanto riguarda la GPU, Maurizio Natali scrive:

In quasi tutte le prove ha ottenuto risultati superiori di 2,5/3 volte, offrendo un salto prestazionale senza precedenti nella storia dell’iPad.

In conclusione:

Abbiamo visto che il salto rispetto il primo Air è molto consistente, con una CPU il doppio più veloce ed una GPU che raggiunge quasi 3 volte le prestazioni della precedente. I benchmark non mentono, tuttavia non c’è ancora un’offerta di app che sfruttino queste maggiori potenzialità e bisognerà attendere un po’ prima di vedere cosa sa davvero fare l’Air 2.