DocFa su Mac

Premessa

Grandissimi, immensi, ringraziamenti a Davide Gatti che ha ascolato la puntata numero 14 – Rumors e realà del mio poscast Snap – Architettura imperfetta, in cui spiegavo la triste fine di MacFa: in breve tempo ha fornito una soluzione che permette di girare attorno al problema dell’installazione di una macchina virtuale con Windows necessaria per poter lavorare col Docfa in ambiente Mac.

Ho seguito la sua guida ed in sua compagnia l’abbiamo rifinita nei dettagli prima di presentarla in questo articolo.

Chi è Davide Gatti? Otre ad essere un genio informatico e persona squisita, è il creatore del podcast Survival Hacking e fa parte come me della grande famiglia di RunTime Radio, collettivo di amici che si aiutano e divulgano le proprie esperienze tramite podcast e video.

Attenzione

E’ importante sapere che questa potrebbe essere la soluzione definitiva, ma prima di esserlo deve essere approfonditamente testata: non abbandonate in fretta e furia la vostra attuale soluzione funzionante che vi permette di usare il Docfa e prendete questa guida come una sorta di beta pubblica.

Sentitevi liberi di indicare nei commenti gli eventuali problemi e malfunzionamenti che riscontrate nell’utilizzo del DocFa in questa configurazione, in modo da poter cercare un’eventuale soluzione e spianare la strada a tutte le persone che vogliono lavorare liberamente con un Mac anche se l’Agenzia del Territorio remi contro.

A me non resta che chiedere la vostra clemenza e ringraziarvi per aver atteso così tanto tempo per vedere la pubblicazione di questa guida dal momento in cui ho dato notizia del DocFa su Mac nel podcast.

Pronti?

Occorrente

Wineskin

Per il Docfa serve Java Virtual Machine 1.5.0_16 ed ovviamente il DocFa 4.00.4

L’icona del DocFa che servirà per personalizzare l’app.

Wineskin

Una volta effetuato il download ed averne copiano l’app nella cartella applicazioni di macOS, si dovrà mandarla in esecuzione.

Nel caso ci siano aggiornamenti del wrapper, eseguire l’aggiornamento premendo update. Se non fosse già installato, si dovrà aggiungere un engine: sarà sufficiente premere il tasto + e vi verrà proposto di installare l’ultima versione disponibile.

Una volta selezionato il tasto download and install e selezionato il tasto ok della successiva finestra, verrà eseguito il download e l’installazione dell’ultima versione del software.

Molto probabilmente verrà chiesto di installare anche componenti aggiuntivi come il Wine mono Installer ed il Wine Geko Installer.

Molto bene, ora bisogna chiudere e riaprire l’app Wineskin in modo tale che possa essere utilizzato con le nuove impostazioni e l’aggiornamento appena eseguito.

Ora possiamo creare il wrapper, ovvero il nuovo contenitore di applicazioni per Windows con una versioni super minimal dello stesso, premendo il tasto Create New Blank Wrapper.

Nella finestra sucessiva si dovrà inserire un nome evocativo per il DocFa: ho fatto la scelta più facile, ma immagino che molti lettori daranno sfogo alla loro fantasia…

Mettetevi comodi ed attendete che termini il processo di creazione del wrapper [mi ricorda il nome di qualche cibo da fastfood…]; dopodichè selezionate View Wrapper in Finder.

Che ovviamente vi farà vedere dove il programma ha posizionato il gustoso wrapper che abbiamo appena cucinato.

Visto che siamo in ambiente macOS, in generale le applicazioni sono dei contenitori di file che formano l’app stessa e quindi possiamo vederne il contenuto dell’app appena creata cliccando col tasto destro del mouse sopra l’icona della stessa e selezionando dal menu contestuale la voce Mostra contenuto pacchetto: la schermata che vedrete sarà più o meno simile a quella seguente:

Installazione dI Java e del DocFa

Ora passiamo all’installazione di Java e del DocFa che dovranno essere installati in quest’ordine.

Può capitare che l’applicazione si blocchi durante le fasi di installazione spiegate di seguito: niente panico; basterà chiudere forzatamente l’applicazione tramite l’utilizzo di monitoraggio attività e riprendere da dove eravate rimasti.

Java

Avviamo Wineskin dalla cartella indicata nell’immagine precedente con un doppio click, selezionate Install Software e nella successiva finestra selezionare Choose Setup Executable.

Selezionare quindi il file di installazione di Java nella cartella in cui l’avete salvato e premere il tasto Choose.

Verrà avviato il classico processo di installazione di un programma per Windows: rispondere Accetta per proseguire ed attendere la fine dell’installazione che verrà sancita dalla finestra Installazione completata nella quale si deve premere il tasto Fine.

Vi verrà richiesto di indicare qual’è il file eseguibile da far partire, da impostare come default per il wrapper. Al momento lasciamo quella proposta, che poi cambieremo una volta installata l’applicazione DocFa; premere il tasto OK per proseguire.

DocFa

Adesso che abbiamo preparato il terreno al DocFa, non ci rimane che installarlo seguendo una procedura simile a quella descritta in precedenza per Java.

Premere nuovamente sul pulsante Install Software di WIneskin, Choose Setup Executable e poi selezionare  il file di installazione del DocFa nella cartella in cui l’avete salvato e premere il tasto Choose .

Se non avete paura di installare il DocFa su un computer, premere alla prima finestra che vi appare e poi sul tasto Avanti delle successive finestre che compariranno.

Nella schermata conclusiva dell’installer, togliere il segno di spunta ad entrambe le opzioni proposte e quindi premere il tasto Fine.

DocFa First

Ora dobbiamo indicare all’app Wineskin quuale programma utilizzare al lancio del wrapper: per far questo si dovrà premere il tasto Advanced dalla finestra principale di Wineskin.

Dalla tab Configuration della finestra che apparirà, bisogna selezionare il tasto Browse che si trova al fianco del campo Windows EXE.

Il file .exe del DocFa lo troverete seguendo il percorso:

drive_c/Docfa4/PGM/Docfa40.exe

Selezionato il file Docfa40.exe premere il tasto Choose.

Importantissimo per chi usa macOS High Sierra è selezionare il tasto Set Screen Option e togliere il segno di spunta alla voce Auto Detect GPU for Direct 3D.

Personalizzazione dell’icona

Sempre dalla finestra Advanced di Wineskin, nella tab Configuration, in basso a sinistra, nel campo Icon si potrà premere il tasto Browse e selezionare il file .ico scaricato in precedenza nella cartella che avete scelto.

Inserire nel campo Version il numero di versione del DocFa.

Ora si possono chiudere tutte le varie finestre di Wineskin aperte e possiamo passare alla personalizzazione dell’icona del wrapper e di Wineskin.

Una volta cliccato col tasto destro sull’icona di Wineskin, si dovrà selezionale la voce Ottieni informazioni dal menu contestuale.

Per personalizzare l’icona è sufficiente trascinare il file .ico utilizzato in precedenza sulla parte alta a sinistra della finestra delle informazioni, proprio sull’icona che appare di default dell’applicazione.

Idem con patate agendo sull’icona del wrapper che è stata creata all’inizio.

Fatto?

Docfa su Mac

Doppio click sull’icona del DocFa all’interno di Wineskin e l’opera si compie: DocFa su Mac.

Buon beta testing!

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Snap | Ep14 – Rumors e realtà

Cosa ci raccontiamo questa volta?

  • Rumors sulle future novità Apple;
  • Macfa, questo sconosciuto;
  • Apple dice “Ciaone” ad Nvidia.

[01.02] MacBook Pro 16″

[02:53] Mac Pro 2019

[03:45] Apple Display 32″ 6K

[04:41] Progetto Marzipane

[05:31] Speciale di Snap a 4 voci

[06:45] Macfa, Docfa per Mac

[15:06] Tweet di Enrico

[16:56] No Nvidia no party

Se vuoi unirti alla discussione sugli argomenti trattati nel podcast puoi trovarmi su Twitter.
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Tra l’altro, puoi ascoltare Snap anche su Spotify e puoi anche vedere di cosa mi occupo sul mio sito professionale.

Alla prossima!

Roberto

macOS: DraftSight 2019 – doccia fredda di marzo

Le immagini scattate all’evento di Solidworks World 2019 e pubblicate su Twitter dall’account ufficiale di DraftSight sono abbastanza eloquenti:
DS 2019 - New portfolio

DS 2019 - Cloud Beta

Brad Tank Meador ha voluto aver conferma ponendo questa domanda al post di cui sopra:

DS Twitter

Alla fine, quello che avevo preannunciato come un febbraio caldo per DraftSight, nascondeva una doccia fredda a marzo per tutti gli utenti che ne utilizzano la versione gratuita.

macOS: anticipazioni di DraftSight 2019

Sarà un febbraio caldo per Dratsight!

Andreas Kulik, responsabile esecutivo di Draftsight, anticipa sul blog ufficiale:

DraftSight 2019 will emphasize four workflow elements: digitize, convert, transform, and augment. There will be new tools for transforming images and vector content into drawings as well as the ability to quickly transform 2D views into 3D parts and then convert them to the SOLIDWORKS data format. Other new commands will allow 3D modeling capabilities, to better connect the DraftSight portfolio to both SOLIDWORKS and CATIA.

Una delle caratteristiche che mi ha impressionato di più di AutoCAD per Mac è stata la trasformazione di file pdf in dwg e l’introduzione di una funzionalità simile su DraftSight è molto interessante.

Così come l’approccio al 3D con l’introduzione di comandi per la modellazione tridimensionale.

Sarà solo per la versione a pagamento o sarà estesa anche alla versione gratuita per Mac?

Si tratta di aspettare metà febbraio, il Solidworks World 2019 che si terrà a Dallas dal 10 al 13 febbraio, per vedere anche Draftsight Cloud con la speranza che si possa utilizzare in un browser diverso da Chrome.

Snap | Sp. 02 – Puntata crossover speciale di Natale

Buon Natale e buon Santo Stefano a tutti!

Per festeggiare questo Natale quattro amici che hanno le stesse passioni in comune si sono riuniti davanti ad un microfono per realizzare una puntata speciale, per parlare del (probabile?) futuro del Mac, con eventuali processori ARM.

In ordine alfabetico:

Buon ascolto!

macOS: avvicinamento ad ARM

Qualche tempo fa, nell’episodio 370 a fine ottobre, puntata numero 7 del mio podcast Snap – Architettura imperfetta, ho cercato di fare delle previsione prima dell’evento Apple del 30 ottobre ed ho anche espresso il desiderio di vedere il primo Mac equipaggiato con una CPU ARM; cosa che poi non si è avverata.

Perché?

Attualmente i Mac sono dotati di processori Intel, i famosi i3/5/7/9 per intenderci, ma non sempre è stato così: un decennio fa i Mac avevano una CPU PowerPC, abbandonati in favore dei più prestanti Intel che stavano ammazzando il mercato a suon di prestazioni e GHz.

Attualmente le cose sono cambiate: Intel è in difficoltà a causa dei problemi nella realizzazione di chip a 10 nanometri (ricordo che doveva essere pronto nel 2016 ed è slittato nel 2019) ed AMD non è stata a guardare col suo prestante Ryzen.

Non fosse sufficiente, i processori ARM, quelli che equipaggiano iPhone ed iPad, continuano a crescere: proprio i chip montati sugli iPad Pro, gli A12X, hanno prestazioni paragonabili a quelli di un processore Intel di ultima generazione, come quelli all’interno dei MacBook Pro.

E qui sta il punto: non credo che Apple sia tanto lontanta dallo sfornare un Mac con processore ARM. I vantaggi per Apple, oltre a quelli di avere il pieno controllo dell’hardware perchè vengono realizzati in casa, è ottenere anche un minor consumo di batteria e prestazioni più elevate.

Già ora la line-up dei computer Apple hanno a bordo un chip ARM: è il T2 a cui è demandata la messa in sicurezza dei dati e che sottintende anche alcuni processi hardware.

Quindi?

Quindi si sta affacciando, sempre con più forza, l’idea di un Mac con CPU ARM di Apple, la cui adozione porterebbe Apple ad affrontare una situazione e delle problematiche simili a quelle affrontate nel 2005 con il passaggio ad Intel: prima di tutto fare in modo che le attuali applicazioni possano funzionare sulla nuova piattaforma hardware senza che l’utente ne risenta.

All’epoca si era risolto il problema con Rosetta, un componente software che riusciva a far funzionare software sviluppato per la precedente architettura PowerPC sui Mac con CPU Intel; questa transizione pare che sia stata pressochè indolore per gli utenti, purtroppo non posso raccontare la mia esperienza perchè ho iniziato ad usare il Mac dal 2008/2009 e l’unica cosa che mi ero chiesto all’epoca era a cosa potesse servire Rosetta…

Aggiungiamo al quadro:

  • la comparsa del chip ARM T2 sui Mac che dialogano nativamente con macOS;
  • la possibilità degli sviluppatori di dare una versione della propria app semi compilata lasciando ad Apple l’onere della compilazione finale;
  • il progetto Marzipan che permetterà di usare applicazioni sviluppate per iOS su macOS;
  • la comparsa di Photoshop nativo per iOS;
  • ed…

Autodesk

Lo spunto per scrivere questo articolo con le queste rilessioni è stato il recente annucio di Autodesk di aver importato sulla versione Mobile di AutoCAD per iOS il motore di AutoCAD desktop.

Come sottolinea Anthony Frausto-Robledo nel suo articolo apparso su Architosh:

The latest version of AutoCAD Mobile running on Apple’s brand new iPad Pro with A12X Bionic processor. This version runs the same exact AutoCAD desktop engine and the iPad Pro 2 offers more processing power than 90 + percent of all shipping conventional laptop computers shipping today.

Giusto per sintetizzare la questione, Adobe ed Autodek hanno una versione praticamente pronta delle loro applicazioni di punta da poter usare in ambiente desktop su Mac dotati di CPU ARM.

A breve ne vedremo delle belle.

macOS: AutoCAD 2019

Stiamo tutti pensando ai regali di Natale ed alle relative vacanze (per chi può permetterselo) che Babbo Nataledesk ci lascia un bigliettino sotto l’albero per annunciare la versione 2019 di AutoCAD per Mac.

Da quel che ho potuto capire le novità non riguardano l’interfaccia grafica, anche se a mio parere c’è margine di miglioramento…

Leggendo l’articolo di Architosh desumo che la novità interessante, almeno dal mio punto di vista e che può impattare nel mio modo di lavorare, riguarda l’arrivo della funzionalità di comparazione dei dwg:

This will help users see critical differences, identify clashes, and review constructability and more. Turning on revision clouds will further highlight the changes and you can cycle through each change to make sure every new change is accounted for.

Anche la nuova funzione di anteprima di stampa che rende disponibili le opzioni più usate, permettendo di vedere l’effetto delle modifiche in tempo reale, sembra molto interessante e sono curioso di vederla in azione, ma purtroppo, per ora non so molto di più.

Le altre novità annunciate riguardano:

  • il comando Purge può lavorare su più tipi di oggetto allo stesso tempo;
  • miglioramento nella gestione delle viste con nome permettendo la creazione di layout in modo più veloce;
  • definizione del layer predefinito per gli XRef;
  • il supporto della lingua tedesca e giapponese.