Firma digitale remota: un possibile futuro per iPad Pro nell’edilizia

Filippo Strozzi di Avvocati e Mac ha scritto un interessante articolo sulla possibilità di firmare digitalmente gli atti tramite iPad Pro e la firma digitale remota.

Però, come premette Filippo:

Quello che segue è solo un esperimento. In particolare la generazione dell’atto, la numerazione dei documenti e così via è stata fatta su Mac e non attraverso l’iPad

Anche perchè Filippo ha impostato una serie di routine sul suo Mac che gli permettono di creare una cartella dotata di sottocartelle preimpostate per le pratiche giudiziarie e di numerare automaticamente gli allegati dell’atto.

Purtroppo non ho potuto verificare di persona1, ma virtualmente credo che sia possibile, a questo punto, completare una semplice pratica di Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata, firmare digitalmente gli allegati ed inviare il tutto al Mude2 tramite iPad Pro.

Per il concept del progetto è utile Adobe Illustrator Draw; per gli elaborati grafici si potrebbe usare CAD Pockets; per i documenti Pages e il tutto può essere firmato tramite la firma digitale remota; avendo anche la macchina fotografica incorporata, l’iPad Pro potrebbe avvicinarsi ad uno strumento all in one, almeno per le pratiche edilizie semplici.

Troppi se?


  1. purtroppo non ho a disposizione un iPad Pro e la firma digitale remota per fare le prove del caso. 
  2. sempre che il Mude non faccia più difficoltà di quando si utilizza un Mac. Ed è tutto dire… 

Mude e Mac: la triade funzionante [part II]

Periodo di ritorni sul tema, questo.

Questa volta riapro specificatamente l’argomento Mude e Mac per aggiornarlo e segnalare la triade funzionante, appena provato, con il sistema Mude Piemonte:

  • macOS X El Capitain 10.11.6;
  • Safari 10.0.03;
  • Acrobat Reader DC 2015.023.20053.

Una buona notizia, anche se è da verificare che il discorso sia valido anche con Sierra…

Esperienze specchiate

Mi ha colpito molto l’analisi del traffico web del sito dell’amministrazione americana riportata nell’interessante articolo di Lucio Bragagnolo di Quickloox:

negli ultimi 90 giorni, su due miliardi abbondanti di visite (due miliardi) ai siti dell’amministrazione Usa, il browser più usato è Chrome, con il 43,1 percento (fonte: Digital Analytics Program).
Il secondo in classifica è, attenzione attenzione, Safari con il 21,9 percento. Internet Explorer è solo terzo, tutte le versioni contate insieme, con il 20,1 percento.

È davvero curioso come la mia esperienza con le istituzioni italiane1 abbia fatto emergere una realtà diametralmente opposta.

È curiosamente da brivido…


  1. Nel mio caso si tratta di interazione con le istituzioni piuttosto che mera fruizione dei contenuti offerti dalle istituzioni, ma credo che frasi del tipo “Usa un Mac? Non sappiamo nemmeno come aiutarLa”; sviluppatori che non posso portare avanti un software a livello nazionale per Mac o escludere Safari dai browser supportati per accedere ad un portale istituzionale siano cose semplicemente assurde.