Apple WWDC 2017 dal punto di vista architettonico

Una conferenza particolare, non solo per aver avuto il piacere di commentarlo in diretta in compagnia di Giovanna ed Alex (si può riascoltare qui la puntata del podcast TechnoPillz), ma anche perché l’ho sentita estremamente piena di informazioni e novità.

Tant’è che ho preferito lasciato un po’ sedimentare le emozioni per riuscendo a fare un punto chiaro della situazione, ascoltare altri podcast per sentire altre opinioni e non perdere perle di saggezza come “[…] con un 27″ puoi solo più giocarci a Tetris […]” 1.

Come l’ultimo keynote degno di nota (era l’anno 2015), parlerò delle novità che possono riguardare il mondo dell’architettura e tralascerò il resto.

Non si può non partire da…

iMac Darth Vader

new_2017 iMac Pro dark grey front

La versione Darth Vader degli iMac: iMac Pro, la cui solo immagine evoca potenza senza pietà.

  • Radeon Pro Vega: rendering 3D in tempo reale e 400 GBps di banda di memoria;
  • fino a 128 GB di memoria RAM. È solo la capacità dello spazio di archiviazione del mio MBPr 13″, giusto per avere un paragone;
  • a proposito di SSD, l’iMac Pro arriva alla vertiginosa cifra di 4 Tera di memoria flash allo stato solido;
  • processori di classe Xeon 8-core, 10-core o udite udite 18-core. Diciotto core. Ci voglio 4,5 CPU i7 per avere lo stesso numero di core.

Devo dire altro?

Sì, devo dire che iMac Pro sarà disponibile da dicembre ad un prezzo di partenza di 5.000 $.

Alto? In questo articolo, Tuan Nguyen di PCGamer ha fatto due righe di conti.

New 2017 iMac Pro accessories

La linea degli iMac normali hanno ricevuto i nuovi chipset Kaby Lake per processori Intel Core i5 e i7 di settima generazione; nuove schede grafiche:

  • Intel Iris 640 dotato di 64 MB di memoria video per il modello base che guadagna l’80% di prestazioni;
  • AMD Radeon Pro serie 500 che possono arrivare per il 5K fino a 8GB di memoria onboard mentre per il 4K fino a 4 GB;

Gli schermi Retina sono più brillanti del 43%; disponibili 32 GB di RAM massima disponibile per la versione da 21,5″ e 64 GB per la versione da 27″ mentre solo a quest’ultima versione ed alla versione da 21,5″ top di gamma è destinato il Fusion Drive di serie.

New 2017 iMac Family

Sono curioso di leggere i primi benchmark, intanto sono stati smontati i primi iMac 2017 rivelando un possibile upgrade successivo al momento dell’acquisto, anche se non è proprio alla portata di tutti…

Realtà aumentata e realtà virtuale

Notevoli passi avanti sono stati fatti in questo senso; non molto tempo fa ne parlavo in un articolo in cui descrivevo come fosse possibile arredare tramite l’utilizzo della realtà aumentata con l’app per iOS Sayduck…

Le novità non è diretta per ora all’utente finale, ma il rilascio con iOS 11 e di ARKit promette bene: ARKit é un fremwork destinato allo sviluppatore che permette di creare l’esperinza della realtà aumentata. In più, ogni dispositivo come iPhone ed iPad sono diventati pronti per la realtà aumentata.

WWDC 2017 Realtà aumentata

Vi lascio da vedere i video della demo della realtà aumentata e delle realtà virtuale: rendono meglio la presentazioni che i fiumi di parole.

iPad Pro, iOS 11 e Pencil: produttività al primo posto

Sono stati introdotti molti miglioramenti e novità in iOS 11, ma la parte più gustosa è stata riservata ad iPad Pro: da compagno per la realizzazione di alcuni aspetti grafici, con le novità apportate iPad Pro alza l’asticella verso l’uso più produttivo e si avvicina molto di più a quello che si può realizzare con un normale computer.

iOS 11 iPad Pro Sketch

I primi, decisivi, passi sono stati l’introduzione di:

  • dock, molto simile a quello esistente su macOS;
  • drag and drop che si sposa con le funzionalità multi touch degli schermi di iPad;
  • Files, gestore di file e cartelle.

La chiave di volta passa da Pencil: la latenza, già molto bassa, è stata ulteriormente ridotta; sfruttabile come una normale penna però tradotta in termini digitali, permetterà di aggiungere evidenziazioni, disegni a mano libera, commenti e firme a documenti PDF, email o note.

Degno di menzione è la possibilità di aprire una nuova nota o modificare l’ultima aperta con un semplice tocco di Pencil sulla schermata di blocco di iPad. Geniale.

Apple Pencil iPad Pro Notes

A stretto giro di posta, Autodesk ha espresso entusiasmo per iOS 11 e le novità introdotte che saliranno a bordo delle sue app, SketchBook in primis, a breve.

Infine, il nostro settore vive di immagini e molte, moltissime fotografie scattate in tantissimi momenti della nostra vita professionale: l’introduzione del formato HEIF in iOS, che promette di occupare metà spazio anche a qualità elevata, è un toccasana per lo spazio di archiviazione dei vari dispositivi.

Varie

MacBook Pro: la linea è stata aggiornata con i nuovi chipset Kaby Lake che si traducono in un aumento di prestazioni, a livello di CPU nel test multi-core, del 20% circa per il modello di fascia alta da 15″ e del 10% circa per il modello base da 15″.

Apple MBP 2017

eGPU, ovvero schede grafiche esterne: alloggiate in un box esterno, dalla primavera del 2018 dovrebbero essere supportate dai MacBook Pro con Thunderbolt 3.

Scansione documenti: dall’app Note sarà possibile scansionare direttamente un documento usando la fotocamera di iPhone o iPad, rilevandone i contorni, ritagliarne i bordi ed aggiustando la prospettiva in modo automatco.

Apple Casa: è l’ app che permette di gestire tutti i dispositivi domotici di casa compatibili con HomeKit: la cosa interessante è che ora HomeKit (framework destinato allo sviluppatore per la gestione della domotica) non necessita di uno specifico chip di autotenticazione sui dispositivi domotici e potrà essere sfruttato ad esempio da piattafome come Arduino o Raspberry Pi. Per un ripasso dello stato dell’arte della domotica, rimando all’ interessante articolo di Chiara Pice di Habitando Cafè.


  1. questo tipo di affermazioni mi mandano in bestia. Già ne avevo scritto tempo fa e non mi sembra il caso di ritornarci, ma queste frasi fanno perdere la credibilità di chi le pronuncia, evidenziandone un netto scollamento dalla realtà. Detto questo, ognuno è libero di far quel che vuole, acquistare la versione rossa del nuovo iPhone 7 per metterlo sotto ad una gamba del tavolo per recuperare la pendenza del pavimento e /o cambiare Mac per sostituire l’arredamento interno della vasca dei pesci messo sul tavolo di cui sopra… 

MacBook Pro 2016

È passato qualche giorno dalla presentazione dei nuovi MacBook Pro Retina 13″ e 15″: ho così avuto tempo di chiarirmi le idee e leggere le tante, tantissime, reazioni che questa presentazione ha suscitato. Nel bene e nel male, indubbiamente non ha lasciato gli appassionati indifferenti…

La mia speranza dell’abbandono dei processori Intel in favore dei processori ARM non si è avverata. Risultato? Che mentre Apple aspetta che Intel torni dalla terza parte del loro nuovo corso sintetizzabile in “Tick Tock Vado-in-vacanza”1, noi ci dobbiamo accontentare dei chipset Sky Lake. Presumibilmente per il 2017, sempre che Intel non trovi code al casello al rientro, verranno rilasciati i nuovi chipset Kaby Lake adatti alle linee Apple. C’è da dire che anche i nuovi Surface Studio e Surface Book sono equipaggiati con lo stesso chipset2: prima o poi Intel tornerà dalle vacanze, sempre che ARM non arrivi prima.

Detto questo, personalmente i nuovi MacBook Pro mi piacciono e, avessi le possibilità, lo comprerei anche, color Grigio Siderale senza dubbio. Entro in pieno nel target dell’utilizzatore tipo di questo MacBook Pro, ma mi rendo conto che non è per tutti i professionisti…

Le novità

Essendo un portatile, con la scorta della mia esperienza d’uso in ambito lavorativo, la prima cosa che sono andato a vedere sono le dimensioni ed il peso.

Nel mio immaginario, il portatile più leggero è il MacBook Air: sarà per il nome, sarà perchè alla presentazione è stato tirato fuori da una busta da Steve Jobs o sarà perchè quando lo utilizzai mi dava proprio la sensazione di leggerezza.
Fatto sta che il nuovo MBPr 13″ pesa quanto un MBA 13″ (1,37 kg e 1,35 kg rispettivamente); lo spessore di 1,49 cm del MBPr 13″ è minore rispetto allo spessore massimo di 1,7 cm del MBA13″; rispetto all’Air, sono stati eliminati 2 cm in larghezza ed 1,5 cm in profondità (32,5 cm x 22,7 cm le misure dell’Air; 30,41 cm x 21,24 cm le misure del Pro). In pratica, anche il nuovo MacBook Pro 13″ poteva essere sfilato da una busta, solo che le caratteristiche sono superiori all’attuale Air a partire dallo schermo Retina.

MBPr 2016 Schermo

A proposito dello schermo, ha guadagnato lo spazio cromatico P3. Utile per chi si occupa di grafica avanzata; con l’ausilio della retroilluminazione a Led più brillante, del contrasto più elevato, neri più profondi e bianchi più luminosi tutto ciò si traduce in piacere per gli occhi. Ed in ambito lavorativo, è un aspetto di primaria importanza, giusto per non arrivare a casa cieco come Sirio il Dragone.

Passando all’area orizzontale del portatile che permette di utilizzare il Mac, la superficie del trackpad è aumentata; purtroppo non sarà sensibile al tocco di Pencil come fantasticato… In compenso è arrivata veramente la Touch Bar: in estrema sintesi si tratta di una barra touch che visualizza i comandi in base all’applicazione utilizzata. Non vedo l’ora di provarla allo Store: ritengo che avere i comandi principali o scorciatoie a portata di dito sia ben più produttivo che raggiungere gli stessi col mouse navigando tra i menu o andando a cercare il pulsante giusto. Inoltre sono certo che Software House del calibro di Autodesk e compagnia non si lasceranno scappare l’occasione per migliorare la produttività dei propri software3; applicazioni come Final Cut Pro, Photoshop ed Office utilizzeranno questa opportunità da subito; credo che il bello dell’implementazione di questa novità sia ancora tutta da scoprire.

Consiglio di dare un’occhiata alla sezione dedicata alla Touch Bar sul sito Apple, in particolar modo all’esempio di utilizzo Su misura per te.

Peró, attenzione: se l’utilizzo che farete del portatile sarà, anche in previsione, quello di mantenerlo più spesso collegato ad un monitor esterno e posizionarlo su uno stand piuttosto che in mobilità, la Touch Bar rimarrà molto bella e funzionale, ma inutilizzata. Nel caso si opti per il 13″ si potrà scegliere la versione senza Touch Bar, mentre con la versione da 15″ bisogna tenersela. E pagarla. Professionista avvisato, mezzo salvato.

MBPr 2016 Touch bar

Oltre a questa nuova interfaccia, il primo schermo touch mai implementato su di un Mac, è stato aggiunto anche il Touch ID per lo sblocco del sistema rendendo di fatto il MacBook Pro un computer molto sicuro, altro aspetto non banale e di sicuro prioritario nella mente del professionista.

Non nascondo che questa barra touch mi è molto simpatica: oltre ai motivi citati in epigrafe, porta sui Mac un chip ARM, anche se piccolino. Questo chip, T1 è il suo nome, oltre a portarsi dietro la Secure Enclave4 del Touch ID, prende in carico la visualizzazione degli elementi dello schermo della Touch Bar, permettendo di lasciar inalterato il numero di schermi gestibili dai chip grafici Intel e AMD.

In tema di grafica, le versioni da 15″ dei MacBook Pro saranno dotate tutte di scheda grafica discreta AMD: si tratta della Radeon Pro, nelle declinazioni 450 e 455 con 2 GB di memoria o 460 con 4 GB di memoria.

Tornando sull’area orizzontale del Mac, c’è una nuova tastiera. Figlia della tastiera introdotta sul MacBook 12″, l’evoluzione ha comportato un miglioramento del meccanismo sottostante i tasti: dalle immagini sembra molto piatta, tanto quanto quella del MacBook 12″.
Immagno che il feeling non si discosti molto, mi ci ero trovato bene con quella del MB 12″ ma credo di essere uno dei pochi che non ha storto il naso… Inoltre, un periodo di adattamento passando da una tastiera ad un altra, è naturale.

Cosa non c’è

Tasto di accensione.

Quando non utilizzo il portatile, questo si trova chiuso in standby, anche quando lo porto con me in borsa: apro il portatile ed è pronto per ricevere la password del mio utente; lo spengo davvero raramente. Mi piace l’idea di aprire il Mac e sbloccarlo con l’impronta digitale: risparmio di tempo e di gesti. Per chi volesse, comunque, il Touch ID potrà fare da tasto di accensione, come spiegato da Simone Sala di Saggiamente in questo articolo.

Tasto Esc.

Ho trovato molto divertenti le parodie che hanno scaturito questa scelta: la migliore è quella che riproduce il tasto Esc esterno collegato con un cavo. Aggiungo la mia: gli irriducibili del tasto Esc potranno invocarlo tramite Siri: “Ehi Siri! Esc!”.

MBPr 2016 esc

Tornando a noi, se non lo utilizzassi col CAD, il tasto Esc del mio Mac avrebbe la polvere (in senso figurato). Spero che Autodesk si ricordi di metterlo!

OMG! Dov’è finito il bong di avvio?

È stato zittito, come la maggior parte degli utenti fa con Onyx o col terminale. Rimando all’articolo di Simone Sala di Saggiamente per il relativo approfondimento.

32 GB RAM.

Al massimo, sui nuovi portatili, sarà a disposizione solo la configurazione massima con 16 GB di memoria RAM.

E come mai? Saperlo…

Ci sono alcune ipotesi sul campo; tanto per dire la mia, potrebbe essere che gli acquirenti della precedente generazione dei MacBook Pro ne abbiamo ordinati talmente pochi a 32 GB da non rendere giustificabile la commercializzazione di questo taglio?

Non sono un esperto in hardware, ma l’ipotesi che il problema derivi dal chipset utilizzato mi sembra improbabile: il Surface Studio, che condivide lo stesso chipset Sky Lake con i MacBook Pro, arriva fino a 32 GB…

Aggiornamento: ringrazio Paolo Portaluri che mi ha spiegato il barbatrucco dei 16 GB. “[…] A parità di chipset ed a parità di CPU, il progettista hardware si trova di fronte a due possibilità: se vuole l’autonomia, deve usare la RAM LPDDR3 con il limite dei 16GB; se vuole le prestazioni, può usare la RAM DDR4 e superare il limite dei 16GB inficiando l’autonomia del portatile. [….]” Mistero svelato, grazie Poweruser!

Mela illuminata.

Come sul MacBook, ora è toccato al MacBook Pro. Riporto le parole di Mauizio Natali di Saggiamente nella sua recensione del MacBook che rispecchiano il mio pensiero:

Probabilmente tutti ci sentiamo un po’ orfani della mela luminosa, così come lo siamo stati quando l’icona di iTunes ha perso il DVD e cambiato colore, quando si è passati dal policarbonato al metallo, quando è stato tolto il set di LED per l’indicazione della carica residua dai MacBook Pro, quando il Trackpad ha perso il pulsante, oppure ancora quando è stata tolta la mela dal tasto command. Anche a me piaceva molto quel logo illuminato, ma questo effetto lucido/cangiante è altrettanto bello e richiama non solo gli iDevice ma anche iMac e Mac Pro.

Aggiungo tra le parti nostalgiche anche il led “respirante” indicante lo stand by dei portatili…

MagSafe

Lo so: è stata forse la migliore invenzione di Apple. Ma andrò controcorrente e mi attirerò tutte le ire di chiunque legga queste righe: la sua vera utilità, quella di evitare di portarsi dietro il portatile quando si inciampa nel cavo di alimentazione, è indubbiamente fantastica, ma anch’essa sul viale del tramonto.

Mi spiego meglio.

Mia moglie è in possesso del mitico MacBook bianco 13″5: la durata della batteria rispetto al mio MacBook Pro è molto limitata e le ore in cui necessita di essere collegato al trasformatore per la ricarica (e quindi dell’utilizzo di MagSafe) è molto più alta. A ben pensarci, le attuali batterie hanno fatto passi da giganti: dichiarate sono 10 ore per il MBPr fino alle 12 ore per il MBA 13″. Anche se gliene tolgo un 20% al dato dichiarato, è un’eternità rispetto al MacBook di mia moglie che, tra l’altro, ha sostitutio recentemente la batteria. Diciamo che noto che il mio utilizzo è più vicino a quello di un iPad: lo metto in carica quando non lo uso. Quindi penso che sia naturale che il pericolo di portarsi dietro il portatile se si inciampa nel cavo di alimentazione si è drasticamente ridotto. E dal punto di vista architettonico, le postazioni di lavoro moderne hanno le prese di corrente all’altezza del piano di lavoro.

Una cosa è certa: meglio non sapere quanti danni si procurano nel caso in cui si inciampasse nel cavo di alimentazione mentre è inserito in una porta Thunderbolt… Come non voglio sapere quanti danni procurerei al il mio iPhone o iPad se volasse nello stesso caso.

Porte

Thunderbolt 3 come se piovesse. Per il resto, adattatori. E anche di questo, non ne sono certo.

Il mondo è bello perchè è vario, come è davvero vario il mondo professionale che utilizza i Mac. Come ho indicato all’inizio di questo lunghissimo articolo6, una delle prime cose che guardo di un portatile è il peso e le dimensioni. Perchè è un portatile e di conseguenza me lo porto dietro per lavorare in qualsiasi situazione. Mi rendo conto che faccio parte di un estremo della categoria professionale che non ha bisogno di molte connessioni per lavorare, ma francamente credo davvero poco nel portatile cablato. Che senso ha un portatile legato da tutti i cavi a cui deve essere connesso? Non dovrebbe essere più ragionevole un computer fisso che è cablato per sua natura?

Non fraintendete, non sono domande accusatorie, ma domande che mi sorgono spontanee nel momento in cui penso ad un utilizzo diverso dal mio.

Le stampanti del mio ufficio sono collegate wi-fi al modem-router; la tastiera ed il mouse sono Bluetooth; gli unici cavi che utilizzo sono quello dell’alimentazione, quando serve, il cavo del monitor esterno e quello dell’HD esterno che collego per il backup con Time Machine. E quest’ultimo potrebbe essere collegato tranquillamente alla porta USB del Router od essere anch’esso Wi-Fi. Nel caso in cui dovessi avere più tipi di interfacce, sarei ben lieto di avere un dock a cui collego tutto: devo portarmi dietro il portatile? Stacco UN cavo e via!

E da quando un fulmine è caduto molto vicino all’ufficio, bruciandomi il router/modem e la scheda madre/batteria/RAM del portatile a cui era collegato via ethernet, questa porta, per me, DEVE solo sparire. 🙂

Però, in fin dei conti, se non preme sull’accelleraore Apple nell’adozione di porte performanti, chi lo fa?

Lettore ottico cd/dvd.

Bye bye. Sparito definitivmente da tutta la linea dei Mac. Non ne sentirò la mancanza.
Finalmente, il processo di eliminazione del lettore CD/DVD iniziato con l’introduzione del glorioso MacBook Air, si compie nel 2016 con l’introduzione del MacBook Pro.

MacBook Air 11″

Come il lettore ottico, non è collegato direttamente al nuovo MacBook Pro ma ora anche il MacBook Air da 11″ è fuori produzione. Almeno il 13″ si è salvato anche se è una mosca bianca nel panorama Retina che lo circonda.

Quello che bisgona rimarcare è che la soglia economica di ingresso ai MacBook si è alzata: il MacBook Air 11″ base costava 1.029 euro, mentre il 13″ costa attualmente 1.179 euro. Per quanto riguarda i portatili Retina, la soglia di ingresso è 1.499 e si può scegliere tra il MB 12″ o il MBPr13″ (2015).

Note a margine

Proprio mentre stavo utlimando questo post, sono spuntati i risultati dei nuovi MacBook Pro 13″, versione senza Touch Bar7.

Nel test GeekBench, che principalmente considera la potenza di calcolo, il modello base con processore i5 a 2,0 GHz ha segnato un punteggio nel test Multicore di 6969. Ad un soffio dalla penultima versione dei Mac Pro equipaggiati con processore Intel Xeon 8 core a 3.0 GHz. Dai 7000 punti in su inizia il terreno tosto dei Mac Pro, MacBook Pro 15″ e degli iMac carrozzati; il piccoletto totalizza circa un terzo del punteggio ottenuto dal più potente dei Mac Pro.

Chissà il nuovo 15″ cosa totalizzerà…

Come dico sempre, questo test non dice tutto. Ma un interessante indizio ce lo può dare Blackmagic Disk Speed Test che va a misurare la velocità di scrittura e lettura dei dati dell’hard disk SSD. Ma lascio la parola a Simone Sala di Saggiamente che nel suo articolo scrive:

La velocità registrata in scrittura dal software di Blackmagic arriva a 1357MB/s mentre in lettura la lancetta tocca il fondo scala e segna 2000MB/s. Le stesse analisi effettuate con il software QuickBench 4, che è più approfondito e preciso, mostrano la reale velocità in lettura, che arriva a ben 3,1GB/s. Anche la scrittura ha un tetto massimo effettivamente superiore, per lo meno con blocchi di dimensione fino ai 60MB, dove si arrivano a superare tranquillamente i 2GB/s.

MBPr 2016 family

Detto questo, per il costo di queste nuove macchine professionali, prima di dare un giudizio, farei un ragionamento facendo un passo indietro: rimanendo in casa Apple, un iPhone 7 base nuovo costa 800 euro. È uno smartphone d’avanguardia, d’accordo, ma non posso usarlo per progettare un’abitazione 8.

Chi ha la possibilità o avrà intenzione di acquistarlo nuovo lo farà, anche sfruttando le possibilità offerte da Apple stessa per i professionisti. Chi non ne avrà la possibilità o non ha intenzione di acquistarlo nuovo potrà rivolgersi ai ricondizionati ufficiali Apple o all’usato, come il sottoscritto.

Per gli acquisti, sposo in toto i consigli dispensati da Maurizio Natali di Saggiamente:

Se posso permettermi di darvi un paio di consigli, ritengo che nell’ambito Mac una buona scelta ideale sia quella di prendere un computer di un paio d’anni prima, che si paga a buon prezzo (magari nei ricondizionati o con i residui dei negozi di elettronica). A seconda dell’ambito d’uso può essere perfettamente efficiente per 2 o 3 anni in ambito professionale e ancora di più in quello consumer. Si rivenderà perdendo poco e si potrà passare ad un “nuovo”, sempre non recentissimo.

Ringraziamenti

Un sentito ringraziamento a Nicola e Claudia: oltre ad essere riusciti a portare a termine questa lunga lettura, sono stati così gentili da indicarmi errori e refusi dell’articolo.

Grazie anche a Michele, proprio la persona che mi ha accompagnato a conoscere iPad Pro: non riuscivo più a trovare l’immagine del tasto Esc, ma grazie al suo pronto intervento, ora potete farvi due risate con noi.

Paolo, tu ne sai troppe.


  1. rimando a questa pagina di Wikipedia per le spiegazioni in merito al ciclo di sviluppo delle CPU Intel adottato dal 2016. 
  2. Per completezza, nonostante ritenga il Surface Studio un interessante progetto, aggiungo che sia sui Surface Studio che sui Surface Book sono state montate schede video della serie Nvidia 900, precedenti all’attuale serie 1000, ovviamente più performante. 
  3. invece sono molto perplesso, se non scettico, riguardo a DratSight: la software house è stata molto prodiga ad implementare i ribbon di Microsoft, molto meno nell’implementare una base dell’interfaccia grafica di OS X (perchè per ora non so nulla se DraftSight funzioni su macOS Sierra) come far comparire il puntino nero sul tasto di chiusura delle finestre quando il file viene modificato. Senza considerare che non è stato ancora risolto il problemino della saturazione della memoria RAM e chissà se lo sarà nella versione 2017. 
  4. spazio hardware in cui sono custodite le chiavi per leggere l’impronta digitale e sbloccare il portatile, già implementato con successo sugli iPhone dalla serie 5S in avanti. 
  5. a cui ha fatto l’upgrade di RAM e di SSD: è rinato. Ottima macchina, chapeau. 
  6. di cui mi scuso: non era mia intenzione. Le mie riflessioni sono saltate fuori durante la scrittura delle prime righe, dalla lettura di articoli e dal confronto con appassionati, delusi, increduli… 
  7. saranno disponibili tra un paio di settimane quelli dotati di Touch Bar e si potrà confrontare la bontà dell’hardware dei nuovi MBPr. 
  8. Potrei farlo, ma non ne sono certo, con un iPad Pro da 12,9″ (909 euro) e Pencil (109) per un totale di 1.018 euro. Con i MacBook Air 13″ base, progetto nato nel 2009 ed ormai gloriosamente sul viale del tramonto, il conto sale a 1.180 euro. Queste considerazioni ho preferite metterle in nota per rendere più chiaro il concetto della parametrizzazione del costo tra un iPhone ed un Mac in base a cosa si può fare. 

Anno nuovo…

…Mac nuovo! O meglio, un nuovo Mac usato!

 

Sono riuscito ad acquistare un MacBook Pro retina 13″ versione base del 2014, usato, da un privato, ad un prezzo accessibile 1.
Il salto prestazionale rispetto al precedente è notevole: i test Geekbench parlano chiaro ed il risultato triplicato del MBPr13″ 2014 rispetto a quello del mio precedente MBA 13″ del 2010 c’è tutto!

Geekbench MBA13 2010

Geekbench MBPr13 2014

Inoltre ho scoperto 2 che il MBPr13″ è più piccolo del MBA 13″: non parlo di spessore, ma di larghezza e lunghezza. Ho provato a sovrapporli ed in effetti c’è una notevole differenza: si parla di circa un centimetro sia per la larghezza 3 che per la profondità 4. Inoltre la differenza di peso è appena percepibile 5.

Indubbiamente lo schermo Retina è davvero uno spettacolo ed è soprattutto un aiuto per la vista. Imposto la modalità “Retina” per il normale uso e passo alla modalità “più spazio” quando utilizzo il CAD: lo spazio guadagnato è molto in proporzione alla risoluzione Retina, tutto rimane perfettamente leggibile ed usabile.

MBPr13 Modalità retinaMBPr13 Più spazio

Per passare facilmente da una risoluzione all’altra senza passare dalle Preferenze di sistema ho installato una piccola utility gratuita: Display Menu permette l’accesso rapido e la scelta delle risoluzioni direttamente dalla barra dei menu di OS X.

Risoluzioni schermo Retina 13

Con essa ho scoperto l’incredibile potenza hardware di questo portatile: infatti è possibile raggiungere, per uno schermo da 13″, l’iperbolica risoluzione di 2560 x 1600. Tutto funziona perfettamente senza rallentamenti, ma leggere le scritte diventa difficile!

Dalle prime prove sul campo confermo la scelta del MacBook Pro retina 13″ per chi lavora in mobilità e non fa elaborazioni particolarmente pesanti: per il mio utilizzo è perfetto!


  1. ringrazio Nicola per avermi assistito nelle fasi di compravendita e verifica dell’hardware, nonostante io fossi a Torino e lui a Bari! 
  2. questo credo che valga per me, visto che fino a quando non l’ho visto con i miei occhi, non avevo badato a correlare le misure dei due portatili. 
  3. La larghezza del MBA è di 32,5 cm mentre quella del MBPr è di 31,4 cm. 
  4. La profondità del MBA è di 22,7 cm mentre quella del MBPr è di 21,9 cm. 
  5. Il peso del MBA è di 1,35 kg mentre quella del MBPr è di 1,58 kg. 

Scelta del Mac [Agg. 27/10/2015]

Recentemente Apple ha aggiornato la linea degli iMac, introducendo il display Retina anche per i 21,5″ e non saranno più disponibili iMac 27″ senza schermo Retina 5k.

I nuovi iMac 21,5″ 4K, nonostante l’ottimo display, hanno destato alcune perplessità.

Intel Broadwell

Dietro a questo nome, si cela l’architettura hardware all’interno dei nuovi iMac 4K, ma anche degli iMac 21,5″ non Retina.
Il rilascio di questa architettura è andata quasi a sovrapporsi con quella successiva chiamata Skylake. il risultato è che gli iMac 4K sono equipaggiati con Broadwell e schede grafiche integrate Intel Iris, mentre gli iMac 5K sono equipaggiati con la più recente Skylake e schede grafiche discrete.

Scheda grafica

I nuovi iMac 4K sono dotati di scheda grafica Intel Iris Pro Graphics 6200 con 128 MB di memoria integrata.
Seppur si tratti di un’ottima scheda video integrata, non è a livello di una scheda video discreta. In pratica si sta configurando la differenza esistente tra i MacBook Pro Retina 13″ e 15″: solo i secondi hanno scheda video discreta, come gli iMac 27″ (dotati di scheda video AMD).

RAM

La RAM degli iMac 4K, che passa da una frequenza di 1600 MHz a 1866 MHz, è saldata alla scheda madre e non è quindi espansibile successivamente all’acquisto. Inoltre, i tagli disponibili sono solo 8 o 16 GB e non sono acquistabili tagli maggiori.

Fusion Drive

Gli hard disk allo stato solido (SSD) rendono il computer decisamente reattivo rispetto ad un computer con hard disk tradizionale. Visto che il costo per MB degli SSD è ancora alto rispetto agli HD tradizionali, questi ultimi non sono ancora stati soppiantati. Apple ha trovato un ottimo modo per coniugare i pregi dei due sistemi di archiviazione in esame: con Fusion Drive, il computer alloca su SSD il sistema operativo, le app e i file di uso più frequente lasciando l’archiviazione del resto su HD tradizionale. La gestione viene fatta direttamente dal sistema operativo. Negli hard disk Fusion Drive da 1TB a disposizione per gli iMac 4K, hanno una parte SSD di soli 24 GB e non più i 128 GB dei precedenti Fusion Drive.

Quindi?

Quindi, per avere un iMac 4K con una configurazione moderna (16 GB RAM e Fusion Drive da 1 TB), si arriva a spendere 2.089 euro.
Un iMac 27″ 5K con le stesse opzioni, costa 2.489 euro.
Quest’ultimo è preferibile in quanto ha un valore più duraturo nel tempo essendo dotato non solo di schermo più ampio, ma anche di scheda video discreta, RAM espandibile anche in un secondo momento ed architettura della scheda madre Skylake di ultima generazione.
Se invece si vuole rimanere sul taglio di schermo da 21,5″, la versione non Retina configurato come sopra 1, arriva a costare 1.889 euro. A questo punto, però, lo schermo Retina fa pendere l’ago della bilancia verso l’iMac 4K e i vostri occhi ringrazieranno, mentre le vostre tasche ci metteranno un po’ più di tempo a riprendersi.

Consigli per gli acquisti

Di seguito sintetizzo gli articoli precedenti (consultabili qui) in base agli aggiornamenti di cui sopra:

Lavori con carichi molto pesanti:

Lavori che non riguardano rendering od operazioni complesse:

Il tutto accompagnato da iPad Air 2, in attesa delle prove sul campo del nuovo iPad Pro.

Inoltre, segnalo:

  • l’ottimo servizio messo a disposizione da Maurizio Natali di Saggiamente, che permette di orientarsi nella scelta del Mac;
  • le raccomandazioni di MacRumors;
  • la possibilità di acquistare il Mac scegliendo tra i ricondizionati certificati Apple con disponibilità variabile nel corso delle settimane;
  • il leasing od il noleggio messo sempre a disposizione da Apple per i professionisti.

  1. la versione entry level dell’iMac lo escludo a priori per le sue basse performance. Quindi il prezzo p stato calcolato partendo dal mid-level. 

iPad Pro e Pencil: matita all’ architetto.

No, ieri sera non è stata presentata nessuna Apple TV con funzioni avanzate per la domotica. Questa parte è stata lasciata nelle mani degli sviluppatori di App: infatti la nuova Apple TV avrà un suo App Store dedicato a cui si rivolgono le mie speranze. Per chi fosse interessato, rimando alla pagina ufficiale sul sito Apple Italia per saperne di più.

Però l’evento di ieri non è stato avaro di nuovo hardware che possa interessare l’ambito architettonico: parlo di iPad Pro e di Apple Pencil.

iPad Pro

IPad Pro, disponibile da novembre, è il nuovo tablet di Apple con display Retina dalla diagonale di 12,9″: praticamente lo schermo dei portatili da 13″ dei MacBook Pro Retina, con la bellezza di 5,6 milioni di pixel e risoluzione 2732×2048 pixel. Oltre a sfruttare a dovere le nuovi funzioni di iOS 9 come Split View, che permette di avere a disposizione l’area di due normali iPad in verticale a disposizione per due App affiancate, beneficia dell’utilizzo della nuova Apple Pencil.

Apple Pencil

Penso all’adozione di Pencil nel workflow dell’architetto principalmente nella realizzazione di schizzi e disegni: il tratto viene infatti scansionato per 240 volte al secondo e possono essere utilizzati tratti di differenti spessori in base a quanto si calca la mano e differenti sfumature in base all’inclinazione della matita.
Ma non solo: usare ad esempio CAD Pockets con Pencil non sarebbe per niente male, restituendo la matita all’architetto e liberandoci dalla schiavitù del mouse. E credo che Autodesk ed Adobe non si faranno scappare l’occasione per sviluppare App che permettano lo sfruttamento di Pencil nel nostro ambiente digitale. Anzi, credo che non sia da sottovalutare l’introduzione di Pencil nell’ecosistema Apple, soprattutto tenendo in considerazione le sue possibili implementazioni in iOS: puó diventare il dispositivo di puntamento perfetto, facendo fare un grosso passo in avanti verso la post PC era.

Infine, una riflessione a margine: il MacBook Air 11″ e 13″ sono sul viale del tramonto.

Il MBA 11″ è attaccato da vicino dal nuovo iPad Pro: il prezzo molto vicino, la portabilità (iPad Pro pesa 719 gr. contro i 1080 gr. di MBA 11″, con dimensioni praticamente uguali) in abbinamento con la nuova tastiera Smart Keyboard presentata ieri sera, ma soprattutto lo schermo Retina faranno pendere l’acquisto di più di una persona verso l’iPad Pro.

Apple_Smart_Keyboard

Il MBA 13″ così come lo conosciamo ora sta diventato anacronistico. Il nuovo MB12″r ha dato la prima spallata rinnovando il design dei portatili Apple ed introducendo nuovi concetti nell’uso di un MacBook. Certo, l’hardware non è ancora competitivo, ma nemmeno quello del primo MacBook Air lo era. La seconda spallata arriva da iPad Pro appunto, principalmente dallo schermo Retina, ma anche dalle prestazioni che sono raddoppiate rispetto all’iPad Air 2 1.

iPad Pro prestazione

Personalmente, non vedrei per niente male l’uso di iPad Pro al posto del mio attuale MBA 13″ di fine 2010 e, pensandoci, scrivo qualche pensiero a voce alta: le prime limitazioni derivano dalle App, come spiegato predecentemente. Altre limitazioni derivano dal sistema di Firma Digitale che utilizzo con porta USB, ma lo scoglio più grande è rappresentato da due software che utilizzo per la Certificazione Energetica e per il Catasto. Magari per la prima limitazione software potrei trovare un App apposita in ambiente iOS. Per la seconda, beh, non ho speranze 2.

Quindi, finchè non sarà disponibile un App per iOS rilasciata dal catasto italiano o finché non sarà possibile eseguire programmi Windows in ambiente iOS, l’iPad Pro sarà un ottimo compagno del mio Mac, ma non il suo sostituto.

Ringraziamenti

Due parole per ringraziare:

Luca Zorzi e Federico Travaini del podcast EasyApple che hanno preso spunto da questo articolo per le loro brillanti riflessioni su iPad Pro e Pencil nella puntata n. 230 Ethernet o GTFO;

Giulio Cupini del podcast Digitalia che ha citato la piacevole chiacchierata intercorsa tra di noi su Twitter nella puntata 296 Batterie a Tamburo Battente.


  1. ricordo che l’iPad Air 2 ha prestazioni maggiori di un MBA 13″ del 2011, come scrissi qui
  2. se qualche persona che lavora al catasto è in ascolto, questa nota è dedicata ad essa: sono disponibile a sviluppare DocFA per OS X e iOS gratis, basta che venga fatto! 

Leggere impressioni sul nuovo MacBook

Finalmente, dopo mesi 1, sono riuscito a toccar con mano il nuovo MacBook 12″ Retina visitando l’Apple Store di via Roma a Torino.

Ecco le mie prime impressioni:

  • bello;
  • piccolo, leggero, estremamente portatile;
  • i tasti della tastiera sono grandissimi e la tastiera occupa gran parte della visuale quando lo sguardo non è catturato dal display; ora i tasti del mio Air 2 sembrano un po’ piccolini, un po’ troppo…
  • non ci si mette molto a prendere confidenza con i nuovi tasti e la loro corsa corta;
  • bello (l’ho già detto?!?), anzi bellissimo!
  • display Retina meraviglioso;
  • fluido, veloce e più scattante del mio Air 2;
  • audio molto buono;
  • trackpad con qualche ritardo di risposta usando la nuova funzione force click, ipotizzo perché fossi il primo ad usarlo: dopo la prima incertezza ha funzionato benissimo;
  • il grigio siderale è il colore più bello per questo portatile: il look del MacBook Air è diventato di colpo vetusto;
  • sono rimasto una decina di minuti col nuovo MacBook e, nonostante fosse il momento della pausa pranzo, altri tre curiosi si sono avvicinati al tavolo per provarlo.

Per chi vuole invece approfondire l’argomento, troverà molte risposte nella recensione di Maurizio Natali di Saggiamente, sempre molto equilibrato e chiarificatore 3.
Per chi volesse invece leggere cosa non è il nuovo MacBook, potrà leggere l’articolo di Marco Arment.

In sintesi, Maurizio dice:

Non è il computer indicato per svolgere costantemente attività pesanti, ma se lo fate ogni tanto non vi creerà problemi.

Una piccola riflessione a margine: più o meno questo portatile viaggia il doppio del mio attuale 2.


  1. il MacBook 12″ Retina è stato presentato il 9 marzo durante l’evento Spring Forward, due mesi e mezzo fa. Senza considerare la gustosa anticipazione di Mark Gurman di 9to5Mac del 6 gennaio 2015. 
  2. attualmente il mio portatile è un MacBook Air 13″ (late 2010) dotato di CPU Intel Core2Duo 1,86 GHz, 2 GB di memoria RAM, SSD da 128 GB e scheda grafica Nvidia GeForce 320 con 256 MB on board. 
  3. grazie ai suoi articoli sono passato senza remore da un iMac 21″ (del 2009) al mio attuale MBA 13″ (late 2010).