Mude e Mac: addio

Ricevo settimanalmente la newsletter del mio Ordine professionale di appartenza e nell’ultima edizione ho letto con interesse la stesura del documento nato dall’incontro tra il Focus Group Procedure Edilizie 1 ed il referente della piattaforma regionale MUDE Piemonte.

Il testo descrive i vantaggi dello strumento e offre preziosi consigli per utilizzare al meglio la piattaforma.

MA

Italy vs Mac

MAVAFF!!!!!!

Quindi il risultato è:

  • fuori macOS.
  • fuori Firefox.
  • tra le righe si può leggere che iOS ed Android non sono pervenuti, mentre Linux non è nemmeno considerato.

Non ho avuto modo di sperimentare da quando sono passato a Sierra, ma con mio rammarico e schifo devo confermare che non è possibile accedere al portare del Mude col Mac utilizzando Safari.

Con Firefox è ancora possibile, ma non è possibile aprire le istanze in formato pdf editabile. E quindi l’utilizzo del portale con Firefox è fortemente limitato.

Se qualcuno è rimasto ad El Capitain può tentare di utilizzare la triade funzionante ma non posso garantire nulla.

Considerazioni

A marzo 2017 marcava male.

Con questa comunicazione la cosa è oltremodo peggiorata.

Collegandomi alla questione degli applicativi rilasciati dall’Agenzia del Territorio aka Agenzia delle Entrate aka Catasto che sono compatibili solo con Windows anche il Mude ha dichiarato di essere sulla stessa linea di pensiero.

Futuro

Questi incapaci2 che sviluppano queste piattaforme ed i relativi superiori di pari livello intellettuale che dettano le regole credo che siano confinati all’interno di camere pressurizzate ferme al 1980.

Giusto per togliermi lo sfizio, mando un simpatico tweet a Tim Cook. Magari si è fatto una risata. Magari anche no.

Italy vs Mac

Ma per quanto riguarda questa situazione, ho intenzione di non stare a guardare e ho in mente un paio di interventi istituzionali.

Almeno di molto qualche sassolino.


  1. Il focus group è un gruppo di lavoro istituito dall’Ordine degli Architetti di Torino, suddivisi per aree tematiche 
  2. ed è un complimento… 
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Autocad 2018: parola d’ordine “One”

Con il mantra “One AutoCAD”1 Autodesk ha annunciato la nuova versione di AutoCAD: più che di una versione sola di AutoCAD, si parla di “una sola esperienza utente” che passa dal desktop, dal mobile ed anche dal web.

Come si apprende nell’articolo di Architosh:

Autodesk has announced the unification of AutoCAD, the world’s best-known CAD program. For those who subscribe to AutoCAD 2019, they gain access, with just one license, to both the Windows and Mac versions of AutoCAD, seven new industry toolsets, and new mobile and web versions of AutoCAD.

Versione web

Ed è proprio quest’ultima parte che mi ha stuzzicato di più: la possibilità di eseguire AutoCAD via browser apre la possibilità di utilizzarlo su qualsiasi pezzo di hardware con un collegamento ad internet.

Ci vorrà del tempo per la piena funzionalità di questa “web app”, come sottolineato nell’articolo di Architosh:

There is no command line in the web version, but there may be in the future, says Autodesk

Ma soprattutto, c’è un un dettaglio non trascurabile che deve essere risolto: nel suo articolo di approfondimento pubblicato su Architosh, Anthony Frausto-Robledo non se lo fa scappare:

Which, by the way, can’t be Apple’s Safari. The new AutoCAD for the web app requires Google Chrome. We see this web version advancing to the point where it has near feature parity with the desktop version. It will take years, of course.

Ma credo che sia un’idea interessante e che valga la pena seguirne gli sviluppi.

Mobile

Ora la linea base di iPad sono compatibili con Apple Pencil e questo aggiornamento ben si sposa con la nuova versione di AutoCAD Mobile.

Vi prego di osservare bene quello che capita dal minuto 1.22 del video di presentazione dell’applicazione: semplicemente è la traduzione in immagini di cò che cercai di descrivere nell’articolo iPad Pro e Pencil: matita all’architetto.

AutoCAD 2018 per Mac

Non è ancora stata svelata la versione per Mac: seguendo il ciclo di sviluppo di macOS, sarà presentata a ridosso dell’evento di giugno di Apple, il “Natale estivo”, come l’ho soprannominato.

Concordo con l’idea di Anthony Frausto-Robledo di Architosh: la versione per Mac manterrà l’ambiente diverso rispetto alla versione per Windows anche se la direzione sia opposta rispetto al nuovo mantra di AutoCAD.

Alcuni indizi sono riportati nell’articolo di approfondimento di Anthony di Architosh pubblicato su Architosh:

There are no industry tools for the Mac version, and at this time Autodesk doesn’t have plans for creating them.

In the past, Autodesk has clarified that “AutoCAD for Mac” users are mostly quite different in their needs than traditional AutoCAD users. Therefore, the development focus on the Mac version of AutoCAD has followed its own path. That path does not include the comprehensive development of the industry toolsets.


  1. “Un Anello per domarli, un Anello per trovarli, un Anello per ghermirli e nell’oscurità incatenarli”, suona famigliare? 

Mude e Mac: la triade funzionante [part II]

Periodo di ritorni sul tema, questo.

Questa volta riapro specificatamente l’argomento Mude e Mac per aggiornarlo e segnalare la triade funzionante, appena provato, con il sistema Mude Piemonte:

  • macOS X El Capitain 10.11.6;
  • Safari 10.0.03;
  • Acrobat Reader DC 2015.023.20053.

Una buona notizia, anche se è da verificare che il discorso sia valido anche con Sierra…

Mac vs. Istituzioni

Sapete che usare il Mac come macchina principale in ambito professionale architettonico può creare qualche incoveniente, tipo farsi rispondere dall’assistenza dei portali istituzionali con frasi del tipo:

Usa un Mac? Non sappiamo nemmeno come aiutarLa

o scoprire che degli sviluppatori non posso portare avanti un software per Il catasto a livello nazionale per Mac o escludere Safari dai browser supportati per accedere ad un portale web istituzionale.

E come sapete ritengo queste situazioni semplicemente assurde.

Ho recentemente scoperto che, evidentemente, non sono solo io a pensarla così.

L’Ordine degli Architetti di Torino ha pubblicato questa segnalazione, datata 09/02/2017:

Recentemente, è stato ribadito al Consorzio per il Sistema Informativo (CSI) Piemonte il persistere del problema di accesso alla piattaforma MUDE (Modello Unico Digitale per l’Edilizia) da parte degli utilizzatori di pc MAC. Considerando che una larga parte degli iscritti all’OAT utilizza pc in ambiente MAC, la predisposizione della piattaforma MUDE per soli utenti Windows costituisce un limite notevole, e pone coloro che usano pc MAC nella scomoda condizione di ricorrere a simulatori di ambienti Windows.

Applausi a scena aperta.

Ma c’è ancora molto da fare.

Perseverare è diabolico

Recentemente è stato pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate alias Agenzia del Territorio alias Catasto la nuova piattaforma “Scrivania del Territorio”1 :

La Scrivania del Territorio è un ambiente di lavoro che rende disponibile, in un’unica interfaccia sul proprio pc, una serie di servizi per lo scambio di informazioni con le banche dati catastale e ipotecaria dell’Agenzia delle Entrate, con l’obiettivo di semplificare le attività del professionista e stimolarne la compliance.

Wow, dico io!

Finalmente si mette mano al software per il Catasto che attualmente ha le finestre stile Windows 95. Vuoi vedere che per l’occasione si parte bene con un software multipiattaforma e che la larga parte degli Iscritti OAT che utilizzano il Mac possono lavorare in santa pace col Catasto?

No, NO, NO! Il link fa scaricare un file eseguibile!

Ma dico, Santo Cielo, come è possibile, nel 2017, epoca in cui lo smartwatch è il computer da tasca e si stanno sviluppando le Intelligenze Artificiali, che un Ente Pubblico Nazionale possa programmare il rilascio di un software, anzi, una piattaforma funzionante su un solo ed unico sistema operativo, tra l’altro a pagamento? Ma perché?!? Perché????

Stride un po’ con l’obiettivo perseguito e dichiarato di:

semplificare le attività del professionista e stimolarne la compliance.

E non solo: il concetto attaccatialtramefischiaincurvautenteMac è ribadito proseguendo nella pagina dell’Agenzia con la presentazione del Desktop del Territorio:

Il software per l’installazione della “Scrivania del Territorio” è già disponibile per il download.
Progressivamente saranno rilasciate le nuove versioni dei seguenti software, che permetteranno di dialogare con la Scrivania:

  • Docfa, per l’aggiornamento delle unità immobiliari del Catasto dei Fabbricati
  • Docte, per l’aggiornamento delle qualità colturali delle particelle terreni
  • Pregeo, per la predisposizione degli atti geometrici di aggiornamento della cartografia
  • Voltura e istanza titolarità, per l’aggiornamento delle intestazioni e dei diritti iscritti in catasto
  • Unimod, per la compilazione del Modello Unico da inviare per l’aggiornamento del registro e delle titolarità del sistema di pubblicità immobiliare e catastale.

Apparte l’ultimo, che ha un’interfaccia web, non sto neanche a dirvelo su quale sistema operativo questo software possono essere usati.

Distribuzioni GNU/Linux?
Sistemi Unix-like?
macOS?
Sistemi BSD?

Esatto, proprio quello che vi viene in mente.

Sognare non costa nulla

Visto che all’Agenzia fanno orecchie da mercante, mi rimane una sola possibilità: ci vorrebbe qualcuno che smettesse di guardare tabelle con i conti economici sul suo iPad, si alzasse dalla scrivania e mettesse uno sviluppatore in sede all’Agenzia, pagato di tasca propria per evitare situazione del genere. Sì, Mr. Cook, mi rivolgo proprio a Lei.

E nel caso in cui ritenga che comunque sia l’iPad ad essere il futuro e possa essere uno strumento professionale, Le consiglio di affiancare un qualsiasi architetto dotato di Mac e iPad in una qualsiasi giornata lavorativa: potrebbe avere la spiacevole sensazione che nemmeno gli avvitamenti carpiati multipli all’indietro di Viticci2 possano infrangere questo muro di gomma.

E ci tengo a sottolinearlo: sarei il primo ad utilizzare solo iPad nella mia professione fosse possibile; ne sarei davvero felice.

Purtroppo ci sono Istituzioni in Italia che non hanno recepito l’esistenza di Mac o di Linux, nati qualche decennio fa. Figuriamo di iPad…


  1. ma perché, perché, perché chiamarla scrivania? Perché? Visto che funziona solo con Windows il nome appropriato sarebbe dovuto essere Desktop
  2. nutro un profondo rispetto per Federico Viticci: massimo rispetto per le sue capacità, per ciò che è riuscito a fare con il binomio iPad/MacStories ed i risultati ottenuti. 

Esperienze specchiate

Mi ha colpito molto l’analisi del traffico web del sito dell’amministrazione americana riportata nell’interessante articolo di Lucio Bragagnolo di Quickloox:

negli ultimi 90 giorni, su due miliardi abbondanti di visite (due miliardi) ai siti dell’amministrazione Usa, il browser più usato è Chrome, con il 43,1 percento (fonte: Digital Analytics Program).
Il secondo in classifica è, attenzione attenzione, Safari con il 21,9 percento. Internet Explorer è solo terzo, tutte le versioni contate insieme, con il 20,1 percento.

È davvero curioso come la mia esperienza con le istituzioni italiane1 abbia fatto emergere una realtà diametralmente opposta.

È curiosamente da brivido…


  1. Nel mio caso si tratta di interazione con le istituzioni piuttosto che mera fruizione dei contenuti offerti dalle istituzioni, ma credo che frasi del tipo “Usa un Mac? Non sappiamo nemmeno come aiutarLa”; sviluppatori che non posso portare avanti un software a livello nazionale per Mac o escludere Safari dai browser supportati per accedere ad un portale istituzionale siano cose semplicemente assurde. 

No More Adobe Reader DC

Dopo la mia vicissitudine con Mude e Adobe Reader DC ed aver eliminato quest’ultimo dal mio Mac con AppCleaner, ho notato che Adobe Reader DC è più persistente degli altri software: se durante la navigazione web mi fossi imbattuto in un file pdf, mi veniva proposto di accettare le condizioni dei termini di contratto di Adobe Reader DC e riavviare Safari.

Per eliminare quest’ulteriore interferenza di Reader DC nella mia vita digitale, è bastato andare nella tab Sicurezza nelle Preferenze di Safari e selezionare il pulsante Impostazioni plugin….

Safari Preferenze

Nell’elenco che appare dei plugin installati, sarà sufficiente togliere il segno di spunta da Adobe Reader.

Safari Disabilita Adobe Reader

Firma Digitale, Sistema Piemonte e Safari

Recentemente ho cambiato il sistema di firma digitale nel mio workflow ed ora utilizzo la Carta Nazionale dei Servizi delle Camere di Commercio d’Italia formato SmartCard.

Ho avuto qualche problema a configurare correttamente la Carta, ma è bastato inviare una mail all’assistenza della Camera di Commercio per risolvere la questione.

Prima di tutto voglio sottolineare la grande assistenza che mi è stata fornita: risposte veloci e soprattutto molto competenti e tecniche, inoltre ho potuto sperimentare anche l’assistenza on-line tramite Remote Desktop. Sono rimasto veramente colpito dall’assistenza fornitami e la SmartCard funziona ora perfettamente.

L’unica nota dolente, se così si può dire, è che per far leggere i certificati personali (necessari alla corretta identificazione del possessore della SmartCard) si deve utilizzare il browser Firefox. Con Safari, nonostante i certificati siano in elenco nell’applicazione Accesso Portachiavi di OS X, non riesco ad autenticarmi correttamente e, conseguentemente, mi è precluso l’accesso ai portali del Sistema Piemonte e del SICEE (che riguarda le Certificazioni Energetiche degli edifici di cui mi occupo).

Anche tramite ricerche on-line, non ho trovato alcuna spiegazione di come configurare Safari in modo che  carichi i Certificati personali della mia Firma digitale

Ho paura che la cosa sia di difficile risoluzione visto che nel manuale del Sicee, in cui vengono spiegate le modalità operative di configurazione ed accesso al loro sistema, viene riportato quanto segue:

Senzanome

A questo punto mi chiedo: non è possibile usare i certificati che si voglio con Safari o i programmatori del Sicee non considerano gli utenti Apple?

Aggiornamento del 09/11/2014

La firma digitale della camera di commercio funziona correttamente anche sul sistema operativo OS X 10.10 Yosemite, a patto di installare la versione più aggiornata di Java Machine, come spiegato in questo articolo da Maurizio Natali di Saggiamente.

Aggiornamento del 20/06/2016

Con El Capitain 10.11.5 e File Protector 5.0, ora Safari 9.1.1 riesce a leggere correttamente i Certificati personali della Firma digitale.