DraftSight: riattivazione

Recentemente ho avuto problemi nella riattivazione di DraftSight nella fase di aggiornamento all’attuale versione 2018.

Il messaggio di errore recitava all’incirca che non era stato possibile contattare il server per la registrazione del prodotto.

Ma anche no.

La soluzione è abbastanza semplice, se per semplice si intende:

  • Fare una ricerca mirata sul forum ufficiale di DraftSight;
  • Trovare un’anima pia (grazie Chris Moore) che abbia elencato le cartelle da cancellare per una corretta rimozione di DraftSight;
  • Rimuovere DraftSight tramite AppCleaner;
  • Controllare quale fosse la cartella o il file incriminato rimasto superstite dopo la pulizia di AppCleaner ed eliminarlo manualmente;
  • Installare nuovamente DraftSight e procedere con l’attivazione senza problemi.

Il problema, risolto in prima battuta in modo intuitivo, una volta razionalizzato è risultato molto chiaro: l’ultimo file rimasto è un file .plist dal nome che non richiama alla mente DraftSight alla prima lettura:

com.swactivation.K2.plist

Ovvero SolidWorks Activation.

Breve cenno storico: SolidWorks era una startup quando nel 1997 fu acquisita da Dassault Systémes. La prima è celebre per il suo omonimo software CAD, la seconda per CATIA e per lo sviluppo di soluzioni di progettazione in 3D, digital mock-up (bozzetto digitale) in 3D e gestione del ciclo di vita dei prodotti (PLM).

Da qui la parentela tra DraftSight, o il sistema di attivazione di DraftSight, e il file .plist da cancellare.

Nel caso capitasse anche a voi, potete trovare il file seguendo questo percorso:

/Users/~username/Library/Preferences/com.swactivation.K2.plist

In cui * ~username* va sostituito col vostro nome utente.

Aggiornamento

Come giustamente fa notare Sabino Maggi nei commenti, è molto probabile che non ci sia bisogno di rimuovere completamente l’app per aggirare il problema di riattivazione di DraftSight, ma che sia sufficiente rimuovere solamente il file plist.

Grazie Sabino per la precisazione!

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CRM: serve ad un architetto?

Questa è la domanda che ho posto a Justen Rosati, conduttore del podcast Critico Digitale.

La risposta è stata molto completa e, con il suo stile fresco di condurre il podcast, mi ha chiarito le idee: sono certo che lo sarà per chiunque l’abbia sentita.

Consiglio a tutti di ascoltare non solo la puntata 30 in cui mi ha risposto, ma anche tutti il resto delle puntate: gli argomenti trattati sono molto interessanti e proposti tramite storie ed idee che fanno da guida alle persone che vogliono capire come usare il digitale nella propria sfera lavorativa.

macOS: gestione PEC

La visualizzazione delle email con allegati ricevute tramite PEC con Mail di macOS Sierra è curiosa: a prima vista, se nella comunicazione ci sono degli allegati, sembrano mancare, ma trascinando l’email sulla Scrivania ed aprendola con un doppio click gli allegati torneranno ad essere visibili e di conseguenza è possibile salvare i file allegati.

L’esportazione della PEC in formato .eml è comunque da fare per il corretto archivio legale di questo tipo di mail.

Questo comportamento sembra che non si ripeti in macOS High Sierra, come indicato nel completo articolo di Filippo Strozzi di Avvocati e Mac: gli allegati alla PEC sono correttamente visualizzati e non è necessario il salvataggio come descritto in precedenza.

iOS 11: Note rapide dal centro di controllo

Interessante articolo di Bradley Chambers di The Sweet Setup in cui spiega come usare un piccolo aiuto per prendere delle note in modo rapido grazie alla possibilità di personalizzazioni offerte da iOS 11.

In the next section, there are two options: Created on Lock Screen and Viewed in Notes App. If you choose the Created on Lock Screen option, you resume editing the last note created from the Lock Screen or a new note is created after a certain amount of time. You can choose between five minutes, fifteen minutes, one hour, daily, and never for this option. How does this work exactly? Well, if you choose After 1 Hour and use the Notes button from Control Center (from the Lock Screen) within the hour, you would be taken to the previously created note (to edit it).

macOS High Sierra: alta attenzione

Ammetto il mio errore: non ho considerato che il cambiamento del file system su macOS non è proprio la stessa cosa del cambio di file System avvenuto su iOS.

Non è scontato, come credevo, che il passaggio sia indolore per le applicazioni residenti sul Mac, una volta effettuato il passaggio a macOS High Sierra con il nuovo file system APFS.

Il 25 settembre sul forum ufficiale di Autodesk, John Vellek (technical support specialist) scrive:

The next release of the MacOS, High Sierra, is scheduled for public availability on September 25, 2017. This upgrade to the operating system (OS) will introduce a new 64-bit file system “APFS” which is optimized for solid state drives. Please be aware that currently AutoCAD for Mac 2017 and previous versions are not designed to run on this new file system and will not function properly. We are actively working on fixing this issue.

Meanwhile, we encourage you to use our public beta for the pre-release version of AutoCAD for Mac 2018 with High Sierra.

Per fortuna, mentre scrivevo l’articolo Autodesk, ha sfornato la soluzione: una patch di 754 MB…

Ed il bollettino di guerra non finisce qui: come scrive Karen Haslam di Macworld Uk:

Adobe warns that 2017 releases of Illustrator CC (and earlier) were not designed, nor supported to run on macOS 10.13 (High Sierra) Beta builds. So if you are running even the most recent version of Illustrator you may encounter problems.

e

Dropbox – some people are having issues with the smart sync feature

Anche, ma soprattutto, questa volta bisognerà fare attenzione alla compatibilità delle applicazioni che si utilizzano col sistema operativo: imperitavo il giro sull’ottimo servizio Roaringapps per dare uno sguardo sul livello di compaibilità che hanno le vostre app con High Sierra.

E con il 2017 abbiamo finito?

Ovviamente no, visto che nel 2018 terminerà il supporto per le app a 32 bit anche per macOS.

Continuando nell’articolo di MacWorld ci sono le istruzioni per vedere quali app a 32 bit ci sono sul vostro Mac, giusto per sapere che aria tira e magari mandare una mail di sveglia allo sviluppatore interessato.

Di seguito riporto le istruzioni:

  • Go to Apple Menu

  • About This Mac

  • System Report

  • Software > Applications

  • In the final column you can see whether it’s a 64-bit application

Today at Apple

Nella giornata di ieri Apple ha inaugurato il nuovo corso per gli Apple Store: oltre alla futura ristrutturazione interna che porterà gli Store più vicini al concetto inaugurato nello Store di Union Square di San Francisco, sarà possibile, fin da ora, partecipare ad alcuni eventi organizzati dal personale di Apple: Today at Apple.

Segnalo gli eventi, organizzati a Torino nell’Apple Store di via Roma, che spero di seguire a breve perchè credo che saranno utili in ambito architettonico:

Questi, invece, attivi all’Apple Store delle Gru, a Grugliasco (TO):

Davvero un’ampia scelta e variegata.

Numbers: modello contabile 2.0 per freelance

Qualche anno fa avevo parlato del modello in formato Numbers realizzato e pubblicato da Dan Moren di Six Color, utile per tener d’occhio la contabilità dei freelance.

Proprio qualche giorno fa, guarda caso proprio quanto Andrea mi ha fatto notare, tramite i commenti all’articolo, che il modello riadattato per l’Italia che avevo messo a disposizione non era più scaricabile1, Dan ci allieta con una bella sorpresa: la versione 2.0 dello stesso modello con alcune migliorie:

  • la casella di riepilogo “uninvoiced” con la somma degli importi delle parcelle non emesse;
  • la colonna “Due date” con la data di scadenza relativa al progetto;
  • la colonna “Project status” con la possibilità di scegliere tra “Assigned”, “Progress” e “Done”;
  • tab “Expenses” con il relativo grafico a torta nella tab “Income chart”
  • tab “Client Codes”che ora ssomiglia di più ad un’anagrafica clienti.

Personalmente credo che si trattino di ottimi miglioramenti ed affinamenti; l’unica parte che non so se adotterò è la tab “Expenses”.

Come fatto col il modello 1.0, modificherò il modello e lo metterò a disposizone in un prossimo articolo.


  1. odio Dropbox, soprattutto da quando si è inventato il demone Dropbox Update che lavora separatamente dal client Dropbox. Non mi piace la politica che sta adottando, troppo vicina a quella di Google. Che è tutto dire.